E' tempo di lavorar la terra: arare, solco, iova…

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Cambiano i mezzi restano uguali i modi di dire. L'origine molto antica di arare e le derivazioni aratro, aratura e altre. Il solco deriva dal greco e ci riporta ai tempi in cui si usavano gli animali. La iova è in origine una zolla di terra erbosa. Un'espressione che si ritrova anche nel corso e nei dialetti versiliesi-apuani

Paraloup: un modello di rinascita della montagna

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L'emblematico recupero delle baite di una piccola borgata alpina, a 1400 metri, in provincia di Cuneo. Reso possibile dalla convergenza di intenti di enti pubblici, fondazioni e mondo accademico. Tre giovani hanno dato vita a un'impresa sociale: dal 2013 negli gli edifici ristrutturati si fa pernottamento e ristorazione. Obiettivo finale: la nascita di un'economia basata su turismo, artigianato e lavoro agro-silvo-pastorale


Politiche sulla Montagna: caro assessore anche la Regione ha le sue responsabilità

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Lettera aperta della "Voce" a Marco Remaschi, dopo l'intervento del responsabile dell'agricoltura a un convegno dedicato alla montagna. Fa piacere ci si accorga dei nostri problemi ma il degrado e l'abbandono vanno avanti da mezzo secolo. Le voci raccolte sul territorio lamentano la mancanza di una "regia". Governo e Parlamento Europeo hanno sicuramente molte colpe ma non sempre la Regione Toscana ha governato con avvedutezza i problemi delle zone marginali. La Montagna non è solo neve e il bosco non solo sfruttamento delle biomasse. Serve un approccio nuovo e meno burocratico

L'origine dei “cenci”, dolci fatti con gli scarti di pasta

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Diverse le interpretazioni sul nome di questo prodotto tipico del periodo di Carnevale. Dal latino “cincius” ma anche il senso antico di cencio come “uomo dappoco”, quindi cosa vile. Nei territori a influenza bolognese si usano i termini “frappe”, “sfrappe” o “sfrappole” e l'origine è quella francese di “frape”, ovvero frangia

Quelle “sinergie” positive che servirebbero alla nostra montagna

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Oggi si sconta la mancanza di una vera “filosofia” dell'ambiente anche se vi sono molti esempi di di interazione positiva tra uomo e natura. Non mancano gli esempi, anche vicino a noi, come il Padule di Fucecchio o il Parco della Querciola a Quarrata. Dobbiamo ripartire da qui: ambientalisti, cacciatori, boscaioli, imprenditori, proprietari di boschi e terreni devono pensare ad una vera “sinergia”. Alle istituzioni il compito di coordinarla