Un tempo lo chiamavano "il licite". Ovvero il luogo dov'era lecito espletare certi bisogni naturali

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Anticamente il gabinetto si chiamava così. L'origine del nome era latina, "licēre", ovvero “essere lecito”. Alla Sambuca il riferimento era ancora più esplicito: “al logo commedo”, cioè “il luogo comodo”, dove si poteva fare il proprio comodo. Anticamente veniva costruito fuori dall'abitazione e rispondeva alle esigenze di una vita dura, senza orpelli e fronzoli

La derivazione di "neccio": dal medievale castanicius alla forma lucchese “castagniccio”

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Da tempo alla base dell'alimentazione nella nostra montagna, spopola in feste e sagre. Etimologicamente più che probabile la derivazione dall'aggettivo medievale castanicius, cioè “relativo al castagno”, da cui la forma lucchese “castagniccio” e quella a noi più nota “castagnaccio”. “Neccio” ne sarebbe una sorta di abbreviazione. Confermata l'ipotesi nel testo di un autore fiorentino del 1700

"Nafantare", darsi da fare senza costrutto e senza ce ne sia bisogno

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Il verbo si trova solo nel Dizionario della lingua italiana di Policarpo Petrocchi. L'origine probabilmente dal termine "anfanare" usato dal Boccaccio nel 1300, contaminato successivamente con la parola fante (nel senso di bambino). Se un anziano definisce qualcuno un "nafantone" significa che mette mano a mille attività senza approdare a nulla