Transizione ecologica e transizione culturale

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Va superata l’idea di una Montagna concepita solo come parco divertimenti della città e rifugio dalle canicole metropolitane. Queste terre sono ricchezze da salvaguardare, beni collettivi da proteggere, luoghi da coltivare e nei quali poter vivere. E le città costituiscono un complesso di opportunità e di risorse di cui non si può fare a meno. E’ un obiettivo inderogabile far capire che città e montagna sono due facce di una stessa medaglia e che l’una ha bisogno dell’altra in una logica di rispetto reciproco e di collaborazione continua


Il verde visto dalle metropoli? Ideologico e disconnesso dalla realtà

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Pubblicati gli atti di un convegno del 12 e 13 aprile 2024 sui Cent’anni di boschi e cura delle montagne (1923-2023). Nella relazione del direttore dell’Ecomuseo una riflessione sulle foreste delle terre alte e marginali. Ovvero “un immaginario urbano di rivendicazioni ambientaliste, cultura new-age, linguaggio pubblicitario, documentari naturalistici di qualità variabile”. Sullo sfondo restano tutti i nodi irrisolti: nome di tutela sbagliate, gestione dell’ambiente squilibrata, necessità di un profondo riordino catastale

La natura? Un’idea dei nostri tempi

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Quella che abbiamo oggi è  un'idea per lo più astratta, libresca, asfittica. La natura, quella vera, è immensamente bella e immensamente crudele ed il dovere dell’uomo è rispettarla, governandola con intelligenza e buon senso, almeno finché può. Non tutto ciò che è “naturale” è bello e buono: ci sono veleni naturali potentissimi e rischi di catastrofi sempre incombenti, dai quali l’essere umano si è sempre dovuto difendere

Due nuovi “Cammini dell’acqua” riaperti alle Piastre e a Sambuca

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Altri percorsi storici riattivati grazie al bando di Publiacqua e alla collaborazione delle associazioni locali. La Proloco Alta Valle del Reno ha realizzato un itinerario del ghiaccio recuperando 5 ghiacciaie, con quella della Serraia diventata un’aula didattica all’aperto. Il progetto dell’APS Terra Selvaggia di Sambuca Castello ha ripristinato un percorso ad anello denominato il “Cammino delle fonti e del fiume”

IL GRANDE ABBANDONO, storie e immagini in un libro che è più di un documento

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Un testo unico nel suo genere anche per la mole di fotografie che parlano della “fuga” dalla nostra montagna: “La grande emigrazione nei paesi di Campiglio, Cireglio, Pupigliana, Statigliana e Cucciano” di Dorando Baldi. L’autore si è avvalso del materiale raccolto in molti album di famiglia, articoli di vecchi giornali, canti e componimenti popolari. Il sostegno dell'associazione Amici di Pupigliana e della Valle del Brandeglio

Il corso per mugnaio e il ritorno degli antichi mestieri

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Le lezioni teoriche e pratiche promosse dall’Associazione “I tre mulini” di Orsigna nell’ambito del Sistema museale della Montagna pistoiese. Già 34 iscritti provenienti anche da fuori provincia e regione. Oltre a questa iniziativa l’Ecomuseo, in collaborazione col Museo della gente di Rivoreta, ha lanciato corsi per cestai e impagliatori di sedie. Il direttore Vagaggini: "Già tante richieste anche per questa iniziativa"

Aziende in crisi, i dati allarmano. Aumentano le chiusure anche in montagna

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I casi di due piccole e giovani imprese pastorali che hanno cessato di recente l’attività a Cireglio e Orsigna. Secondo Confagricoltura Pistoia servono sostegni strutturali. Il parere di Corsini delle Roncacce: “I contributi regionali e comunitari destinati ai progetti-giovani vincolano l’attività solo per cinque anni. Nascono così imprese guidate da chi non ha esperienza gestionale ed è poi spesso costretto a chiudere"

Doposcuola a Pavana, quando un piccolo progetto diventa un segnale

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Al via dal primo Dicembre per i bambini della Scuola di infanzia e delle elementari, dal lunedì al venerdì, dalle 16 alle 18. Il servizio è a titolo sperimentale e gratuito per il primo anno. Il personale della cooperativa che lo gestisce aiuta i bambini a fare i compiti e li intrattiene con giochi e altre attività educative. Il sostegno finanziario della Fondazione Caript. La soddisfazione del Comune

Cireglio, un paese dimezzato

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La chiesa come metafora: la facciata crollata fa mostra di sé e non si intravedono soluzioni. Il nodo viabilità con il cantiere infinito dei lavori, pur necessari, sulla statale 66, e la sua pericolosità. Il pessimo stato delle strade secondarie, soprattutto il collegamento con Castello di Cireglio. I servizi essenziali sempre più ridotti, nonostante l’aumento della popolazione residente. Una politica di incentivi e sgravi fiscali potrebbe invertire la tendenza, qui come in tutta la montagna