Tramoggia, macina e ritrecine: il fascino di antiche parole dietro la produzione di farina dolce

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Il ciclo della castagna sta volgendo la termine. Inizia la fase della lavorazione, dai metati al molino. L'origine di antiche parole nella lavorazione tradizionale, diventate anche modi di dire. Intanto si tirano le prime somme della stagione: mancano ancora i numeri sulla raccolta ma è certa una ripresa rispetto agli ultimi anni. Sostanzialmente positivi i primi dati di Coldiretti Pistoia

Piccoli comuni, ecco la legge ad hoc: un'occasione per la montagna

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Appena pubblicata in Gazzetta ufficiale (il 2 novembre), riguarda i municipi sotto i 5000 residenti. Ancora troppo poche le risorse disponibili. Positivo l'approccio di “sistema” e le politiche per favorire la microeconomia locale: obiettivi principali la riqualificazione di terreni forestali e edifici, il ripristino di ambiente e territorio, la promozione di nuove forme di turismo. Di particolare interesse il capitolo istruzione e trasporti. Le possibili ricadute per il nostro territorio


San Marcello Piteglio, i numeri parlano chiaro: il disagio giovanile cresce, i giovani diminuiscono

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Il Comune di recente "fusione" ha il più basso tasso di natalità della Toscana fra quelli sopra i 5000 abitanti e il terzo in Italia per popolazione più anziana. Una relazione dei servizi sociali conferma che tanti ragazzi sono coinvolti in situazioni critiche. Intervista all'assessore Roberto Rimediotti che spiega la sua proposta: fare del Maeba un centro di aggregazione: "Non è la soluzione dei problemi ma un passo avanti". L'idea è quella di coinvolgere le associazioni del territorio: "Potrebbero gestire una struttura nella quale fondere attività ricreative e di supporto all’inclusione sociale"

Nel metato si raccontavano storie e c'era anche chi ...scarellava

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Il luogo simbolo nel quale si seccavano le castagne prima di portarle al molino, dove venivano trasformate in farina dolce. La parola che deriva dal latino medievale metatum, col significato di “abitacolo”, “rifugio”. Nella Valle del Reno i ragazzi delle pertiche allargavano i graticci, chiamati anche “carelle”, per far venir giù le castagne secche e mangiarsele alla chetichella

"Ho scritto una storia che aspettava di essere scritta. E' toccato a me"

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Intervista a Paolo Cognetti vincitore del Premio Strega 2017 con il romanzo "Le otto montagne". Che spiega il desiderio di montagna - "una vita più semplice, autentica, intensa" - e rifugge la "retorica insopportabile" su questi luoghi. Come trattenere i giovani nelle terre alte? "Lasciamoli andare, nessuno va trattenuto. I prossimi abitanti della montagna lo saranno per loro scelta". Attenzione invece ai "ritornanti, o nuovi montanari", che scelgono di viverci e "aprono aziende agricole e rifugi, fondano piccole comunità, progettano eventi culturali"

Quel borgo medievale abbandonato, trasformato in albergo diffuso

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Daniele Elow Kihlgren, svedese di origine ma italiano di adozione, nel 1999 acquistò una parte del paese medioevale di Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo. Quando vi capitò trovò molte case diroccate e abbandonate ma con un grande fascino architettonico. Col tempo le ha trasformate in un albergo diffuso costituito da 27 camere e 55 posti letto

I funghi, una storia curiosa anche nella lingua

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Il porcino deriva da porco. Lo chiamavano così anche i Romani: per loro era il fungus suillus, ovvero dei porci. La parola fungo è antichissima, di area mediterranea. Il greco ne ha una simile sp(h)òngos, che significa spugna. Il pericolo intossicazione fin dai tempi della morte di Tiberio Claudio, l'imperatore avvelenato con boleti velenosi dalla moglie Agrippina

Le città sono giganti dai piedi d'argilla: ce lo dice l'ennesima alluvione

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I drammatici fatti di Livorno mostrano agglomerati urbani vulnerabili, cementificati e asfaltati oltre misura, con fiumi e torrenti tombati. Necessario cambiare i regolamenti forestali; regimare e ripulire i corsi d'acqua; predisporre briglie che rallentino a monte la furia delle ondate di piena; favorire l'agricoltura di montagna e di collina. Serve una svolta culturale, che consideri città e territori circostanti come un unicum