La dura vita del piccolo agricoltore di montagna

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Dai campi “strappati alla desolazione” ad Arum, l'unica azienda agricola dell'Orsigna. Il suo creatore racconta le grandi difficoltà: “I bandi regionali ed europei sono calibrati sulle aziende più grandi, le piccole delle zone disagiate escluse dai benefici economici pubblici”. Ma anche i risultati ottenuti: il recupero del Bivacco granducale di Pian dell'Osteria, la gestione dell'Orsigna Arum Festival, la collaborazione con i birrifici, i corsi di yoga, la terapia forestale, i progetti sociali per immigrati e rifugiati politici

“Il melo di nonno Dario”, un sogno diventato realtà

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Due giovani, con la loro associazione fondata nel 2017, restituiscono vita a Tione, borgo antico abbandonato, senza luce, acqua e gas, a mille metri, in Abruzzo. Grazie soprattutto al recupero delle pagliare, case in pietra che un tempo contenevano stalle, pagliai per animali e depositi per strumenti agricoli. In ricordo del nonno di Fabio e della sua storia legata a una pagliara. Fra le attività proposte trekking a piedi e a cavallo, escursioni in bicicletta, degustazioni di prodotti tipici, attività ricreative all'aria aperta, passeggiate storiche nel borgo


Nuovo medico, il benvenuto del prof che lo conobbe sui banchi di scuola

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Incarico annuale per Gian Maria Brizzi che si occuperà dei pazienti di Cireglio, Le Piastre, Pracchia e Orsigna. Il ricordo e il benvenuto dell'insegnante di lettere del liceo. “Dell'indole montanina ha ereditato l'umiltà, l'onestà e la serietà”. “Colpito dalla sensibilità umana e dalla determinazione manifestata già allora di diventar medico”. "I nuovi pazienti lo sapranno apprezzare"

Quanti “senza nome” nella nostra montagna

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Riflessioni sul libro di Mirto Campi, presentato a Castello di Cireglio in occasione della 7ª giornata europea dei Parchi Letterari. Una terra abbandonata e destinata all'oblio se non anche “negata” da chi nasconde sotto il tappeto le proprie radici. Di chi quasi si vergogna di essere figlio, nipote, erede di gente semplice, contadina, anche rozza e ignorante ma col rispetto delle proprie origini

Pistoia può diventare crocevia dei grandi cammini

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Bilancio positivo dell'iniziativa “Pistoia in cammino”. Nel corso del dibattito di sabato 16 ottobre emerse le notevoli potenzialità per il turismo lento e le possibili ricadute economiche. I limiti? La mancanza di linee guida nazionali e di una visione comune delle varie realtà regionali, la carenza di strutture e servizi ad hoc, i troppi vincoli burocratici. Bisogna fare tesoro degli esempi virtuosi e di quelli non riusciti. Come l''Ippovia di San Jacopo, un progetto mai decollato

Quelle faccine (emoticon) hanno radici lontane nel tempo

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Si dice l'inventore sia l'ingegnere informatico statunitense Scott Fahlmann e la loro data di nascita il 1982. A ben vedere, però, c'è una tradizione antichissima legata alle maschere. Nell'antico Egitto era costume realizzare maschere funerarie, nell'antichità greco-romana furono associate al teatro e la tradizione delle maschere è continuata nella Commedia dell'Arte, tra il 1600-1700

Nel Medioevo la montagna era piena di vigneti

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Numerosi documenti antichi lo attestano. A Sambuca, Badi, Treppio, Fossato, Pavana e persino a Miraccola (Taviano) si faceva il vino. La produzione era comunque modesta e il vinello prodotto molto aspro. Molto probabilmente le tante uve che non raggiungevano la maturazione venivano impiegate per l'agresto e il mosto utilizzato per bevande o ingredienti che accompagnavano la cottura di carne o verdure

Il “clima castagnoso” di Castello di Cireglio

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Policarpo Petrocchi lo definiva così e fu il primo ad utilizzare questo termine nel suo dizionario. Parrebbe voler dire “popolato di piante di castagno”; ma questa è un'interpretazione superficiale. In realtà l'aria castagnosa coinvolge tutti e cinque i sensi naturali: un microcosmo in cui presente e passato si fondono, un'identità, una natura ed un destino