Le offese “ingenue” dei nostri nonni montanini

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Ci si offendeva anche tanti anni fa ma in modo assai più blando degli epiteti usati oggi (e della violenza verbale che spesso li accompagna). Un uomo poteva essere definito bindolo, baggiano, chiorbone, balestrone, locco, belone. E per le donne si usavano espressioni come gavorchio, brendana, pignattona, catrame. I tanti modi di dire e i loro significati

Crisi del volontariato e Pro loco in difficoltà, due facce della stessa medaglia

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Le voci di alcuni presidenti. Sebastiano (Le Piastre) mette sotto accusa “le ossessive complicazioni burocratiche e la legge sul terzo settore”. Iozzelli (Cireglio): “Grave mancanza di risposte dalle istituzioni, tutte indistintamente, su problemi strutturali importanti”. Alla Pro loco Il Cassero di San Pellegrino contestato un abuso edilizio dalle Belle Arti per tre container removibili appoggiati su pancali di legno. La presidente Taddei: “Chiuderemo a breve anche per mancanza di giovani”. Le piccole associazioni vittime spesso di norme e vincoli assurdi e della mania di regolamentare tutto


Il bosco verticale, idea avveniristica ispirata dalla natura e da antiche civiltà

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I due palazzi di Milano progettati dallo Studio Boeri e premiati come i più belli al mondo hanno illustri precedenti nell'antico passato. Dai palazzi arredati con giardini pensili i Mesopotamia alla Roma imperiale fino alla Torre di Guinigi a Lucca, con i lecci secolari sulla cima. Ma ci sono anche esempi naturali molto più modesti e molto vicini. Come il campanile della chiesa di Cireglio sul quale crebbe spontaneamente una pianta di ornello

Quel fungo è una ballerina che si muove al ritmo di danza

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In Giappone viene chiamato “fungo danzante” (Maitake). E' il Polyporus frondosus sulla nostra montana detto Barbagino o Fungagnino. In altre regioni conosciuto con il nome di Grifola, Leprina, Fungo imperiale e in molti altri modi. E' più buono e assai più delicato del porcino oltre ad essere dotato di moltissime proprietà officinali

UN PAESE ALLA VOLTA / Le Piastre, una storia scritta nel ghiaccio

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La località divenne famosa per la produzione del ghiaccio naturale lungo l'Alta Valle del Reno. Questa attività dava lavoro alla maggior parte delle famiglie del luogo. Il grande sviluppo del paese era coinciso con la costruzione della Strada Ximeniana che univa Pistoia con Modena. Il successivo sviluppo delle attività turistiche nel periodo estivo. Poi il lento declino e il grande spopolamento. L'importanza del Campionato della Bugia divenuto famoso a livello nazionale e internazionale. Il ruolo della Pro loco

“Pro loco in difficoltà? Il riflesso della crisi del volontariato”

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Intervista a Beatrice Flore, presidente UNPLI (l'associazione nazionale delle Pro loco) della provincia di Pistoia. Più della metà in zone montane e collinari. “Sono dei presidi del territorio e fanno da tramite fra abitanti e istituzioni”. Svolgono diversi compiti di gestione e manutenzione, organizzano eventi culturali e ricreativi. Ci sono casi di cicli di vita lunghi, altalenanti e brevi. Alcune sono in grosse difficoltà ma esistono anche nuove costituzioni. La legge sul terzo settore e le difficoltà burocratiche

La montagna nell'era della comunicazione globale

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Quando le cose non vanno c'è sempre un'unica scusante: il difetto di comunicazione. Anche i territori montani non sfuggono alla regola. E nei palazzi del potere e nella coscienza metropolitana non esiste una percezione reale dei problemi. Che sono il dissesto idrogeologico, l'incuria, lo spopolamento, l'emorragia dei servizi, una viabilità inadatta

In grande quantità: ovvere “a iosa” e “a bizzeffe”

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Le origini di due modi di dire molto comuni anche in montagna. Per alcuni la prima sarebbe una semplificazione dialettale pistoiese del modo di dire “(D) io sa (quanto)", per altri una variazione di "chiosa" (piastrella di piombo). Tre le spiegazioni per la seconda: avrebbe origine nella Roma del XV secolo, deriverebbe da un'espressione araba o da una tipica toscana

“Giornate FAI d'autunno”, oltre cento persone in visita alla Sambuca

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Domenica 13 ottobre i volontari del Fondo Ambiante Italiano hanno aperto del porte dell'Oratorio di Santa Maria del Giglio, della Chiesa di San Jacopo e della Rocca. I visitatori accompagnati da una guida attraverso gli stretti selciati medievali. Al termine ritrovo nel locale del bivacco, con vivande calde e necci, distribuiti dai volontari della Proloco di Taviano