Pistoia, Ambiente  |  novembre 10, 2025

Ripulito a Le Piastre un tratto del Reno. Fra le perplessità dei residenti

Il punto interessato alla Cascata del Molino, lungo la via che porta a Pian di Nenne. Tagliate grosse piante di ontano, risistemati i contenimenti delle sponde, disposti macigni per consolidare la briglia. Apprezzato il ritorno alla pulizia dei corsi d'acqua. Ma dopo l’intervento dello scorso settembre ci sono già alcuni cedimenti sulla sponda sinistra del fiume, il taglio non è a raso, i macigni di marmo stanno rotolando a valle

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LE PIASTRE (PISTOIA) – Ripulire un corso d’acqua è di fondamentale importanza per preservare ogni ambiente, specialmente quelli situati a valle. Per molti anni si è radicata una curiosa idea ambientalista secondo cui gli alberi rivieraschi dovevano essere lasciati crescere e popolare le rive di vegetazione fino all’estremo ridosso dell’alveo. Ora, per fortuna, sembra che ci siano segnali di resipiscenza ambientale e che si torni al costume dei nostri nonni i quali curavano a monte perché non si creassero problemi a valle. Ma sono segnali timidissimi, dato che si interviene in piccole porzioni di corsi d’acqua importanti e si trascura totalmente i reticoli idrici minori che creano spesso più danni.

Nel settembre scorso è stato realizzato a Le Piastre un intervento di ripulitura di un tratto del fiume Reno, più in particolare alla Cascata del Molino, lungo la via che conduce a Pian di Nenne. Sono state tagliate grosse piante di ontano, sono stati risistemati i contenimenti delle sponde, logorati dalle piene dello scorso inverno e sono stati disposti macigni per consolidare la briglia, con l’ausilio di potenti escavatori.

Le perplessità degli abitanti della zona

Intanto i piastresi hanno apprezzato il fatto che si torni all’antica pulizia dei corsi d’acqua e che si sia messo mano ad un tratto di fiume che avrebbe potuto creare pericoli, tuttavia ci è sembrato opportuno raccogliere le impressioni di persone che per tradizione familiare e per gestione dell’ambiente ne sa più di molti tecnici metropolitani.

Intanto alla prima forte acquata del mese scorso ci sono già cedimenti di qualche metro nella sponda sinistra del fiume, poi il taglio degli alberi non è stato fatto a raso, come prevedrebbe la normativa regionale e infine i macigni posti sotto la briglia sono di marmo e la piena li sta già facendo rotolare a valle.

Così nell’alveo brilla innaturalmente un bianco che poco ha a che fare con l’armonia ambientale circostante e genera un forte impatto visivo.

In conclusione: alcuni residenti hanno mostrato perplessità sul tipo di taglio degli alberi, altri sulla scelta dei materiali impiegati, altri ancora sulla precarietà dell’intervento sulle sponde, ma la conclusione unanime è stata la seguente: se questo tipo di lavoro l’avesse realizzato un privato, sarebbe stato esente da verbali e denunce?

Insomma, l’ente pubblico, secondo i piastresi che si sono espressi sul tema, deve essere il primo a dare esempi positivi al privato, non sanzionare se egli stesso non segue le regole.

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Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)