Il romanesco ? Si parla anche dalle nostre parti

di

Tanti verbi e parole si sono diffusi grazie alla Tv e ai comici che usavano e usano abbondantemente il romanesco o il ciociaro. Gli esempi sono innumerevoli: fregnaccia, mignotta, abbiocco, pennichella, caciara, pomiciare, coatto, schiappa, sganassone, moccolo, becero, taroccare. E molti modi di dire come a' coso, mortacci tua, zitto e mosca fino al gergo giovanile con le espressioni fico (bello) scorfano e sfiga


Quando si raccontavano le “fole” intorno al foco

di

Fin dai tempi antichi i montanini poetavano in ottava rima in teatri naturali come aie e metati. La fantasia si stimolava particolarmente intorno ad un fuoco grazie a veri maestri dell'inverosimile. Ne sanno qualcosa a Le Piastre dove questa tradizione è sfociata nella nascita del Campionato della bugia

E' davvero tutto un casino

di

Venivano chiamati casini gli svaghi rustici dei nobili, in genere di pesca o di caccia. Poi il termine identificò luoghi per attività ricreative aristocratiche con balli, canti, rinfreschi e giochi. Infine divenne sinonimo di “bordello” e “casa di tolleranza”. In genere oggi si usa in riferimento alla confusione, al disordine. Anche con le sue derivazioni verbali

Le offese? Sono solo una convenzione

di

Tante parole dal significato poco piacevole o offensivo hanno tutt'altre origini. Quella di imbecille è debole. Lo stupido? Perché si stupiva. Cretino deriva dal francese cretin, ovvero uomo semplice. Idiota ci riporta alla Grecia antica: era l'uomo privato contrapposto a quello pubblico. Citrullo deriva dal napoletano cetriolo