LA RIFLESSIONE: vivere in montagna al tempo del coronavirus

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La diversità e i piccoli vantaggi dei territori montani in un momento di grande crisi. La quotidianità meno stravolta rispetto alle città. Il silenzio non avvertito come vuoto da riempire a tutti i costi, con qualsiasi rumore. La solitudine come compagna non necessariamente sgradita. E un invito a tutti: cogliamo questa pausa forzata per leggere buoni libri, guardare qualche bel film, riprendere in mano cose lasciate a metà. E, soprattutto, riordinare le vere priorità


“Dobbiamo stimolare la Regione ad occuparsi di più e meglio della montagna”

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Intervista ad Alessandro Capecchi, assessore all'urbanistica del Comune di Pistoia che lascia il suo incarico per nuovi impegni regionali. Gli strumenti per aiutare i territori montani, dalla riduzione della TARI a norme che favoriscano il recupero del patrimonio storico. “Necessario superare la visione dirigista e museificatoria: non consumare il territorio ma renderlo fruibile per chi ci abita e lavora”. L'adozione del Piano Strutturale, “da costruire sulla base di un grande processo partecipativo”. E ancora: “Il Comune deve garantire regole più semplici e chiare e risposte più veloci”

Anche i numeri delle aziende confermano il declino della Montagna

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Quasi tutti i dati di Unioncamere relativi ai comuni di Abetone Cutigliano, San Marcello Piteglio e Sambuca sono di segno negativo. Marliana fa segnare una ripresa ma solo nel 2019. Mancano i presupposti per investire. Si passa da un'emergenza ad un'altra. La viabilità è insufficiente, c'è grande carenza di servizi e infrastrutture, i vincoli burocratici penalizzano chi ha voglia di intraprendere. Come incoraggiare uno sviluppo possibile

Un Paese che ha offeso e umiliato la Scuola

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La nostra è una società diventata sempre più arrogante e ignorante. Tutte le critiche scaricate sul sistema istruzione. I cattivi maestri al di fuori delle aule hanno messo in croce il sistema di insegnamento. Le regole della convivenza civile vanno insegnate, come anche il rispetto verso i docenti, la dura conquista quotidiana del sapere, l'umiltà nell'apprendere, la misura di sé e dei propri mezzi. Invece, come dice Crepet, i figli di oggi sono “dei piccoli Budda osannati, a cui i genitori non sanno dire mai di no”. E il prodotto è quello che abbiamo sotto gli occhi

La gente di montagna è insostituibile

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La cultura “metropolitana” ha ignorato la specificità delle aree periferiche e di coloro che ci vivono. Le nuove abitudini difficilmente potranno sostituire il bagaglio di competenze e conoscenze maturate nel corso di un'esistenza. Ma i "custodi" di queste terre sono quasi sempre inascoltati

Le offese “ingenue” dei nostri nonni montanini

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Ci si offendeva anche tanti anni fa ma in modo assai più blando degli epiteti usati oggi (e della violenza verbale che spesso li accompagna). Un uomo poteva essere definito bindolo, baggiano, chiorbone, balestrone, locco, belone. E per le donne si usavano espressioni come gavorchio, brendana, pignattona, catrame. I tanti modi di dire e i loro significati

Crisi del volontariato e Pro loco in difficoltà, due facce della stessa medaglia

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Le voci di alcuni presidenti. Sebastiano (Le Piastre) mette sotto accusa “le ossessive complicazioni burocratiche e la legge sul terzo settore”. Iozzelli (Cireglio): “Grave mancanza di risposte dalle istituzioni, tutte indistintamente, su problemi strutturali importanti”. Alla Pro loco Il Cassero di San Pellegrino contestato un abuso edilizio dalle Belle Arti per tre container removibili appoggiati su pancali di legno. La presidente Taddei: “Chiuderemo a breve anche per mancanza di giovani”. Le piccole associazioni vittime spesso di norme e vincoli assurdi e della mania di regolamentare tutto

Il bosco verticale, idea avveniristica ispirata dalla natura e da antiche civiltà

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I due palazzi di Milano progettati dallo Studio Boeri e premiati come i più belli al mondo hanno illustri precedenti nell'antico passato. Dai palazzi arredati con giardini pensili i Mesopotamia alla Roma imperiale fino alla Torre di Guinigi a Lucca, con i lecci secolari sulla cima. Ma ci sono anche esempi naturali molto più modesti e molto vicini. Come il campanile della chiesa di Cireglio sul quale crebbe spontaneamente una pianta di ornello