UN PAESE ALLA VOLTA / Pian degli Ontani: il borgo di Beatrice, la poetessa pastora

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E' il primo nucleo abitato che si incontra nella Valle del Sestaione. Incerte le sue origini: probabile che la zona fosse anticamente abitata da pastori transumanti. La chiesa sulla piazza dell'Acerone, le vedute mozzafiato sulle vette più alte, le viuzze strette e lastricate su cui si affacciano vecchie case di pietra, le piccole borgate vicine. L'acqua e il bosco elementi fondamentali della vita e del lavoro. L'importanza del turismo

Lavoro e occupazione giovanile in cima alle priorità dei pistoiesi

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E' il dato più significativo dell'indagine demoscopica commissionata dalla Fondazione Caript all’Istituto Demopolis. Grande importanza rivestono ambiente, lotta all'inquinamento, sanità, promozione e sviluppo turistico, viabilità, traffico e trasporto pubblico locale. Nel report tutte le attese, le priorità e i bisogni dell'intera provincia di Pistoia.
Dallo studio emerge una notorietà altissima e un grande patrimonio di credibilità della Fondazione. Il presidente Iozzelli: "Raggiunti gli obiettivi prefissi"


Appennino LockDown, video-racconti di resilienza nella montagna tra Bologna e Pistoia

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L'iniziativa di ARTLab, laboratorio creativo di Alto Reno Terme. Da Venerdì 24 Aprile potranno essere inviati materiali inediti su come si trascorre il tempo in questi giorni di emergenza Coronavirus e di quarantena: cosa si vede dalle proprie finestre, quali paure, riflessioni e pensieri ci accompagnano. Brevi clip che verranno montati in un unico film documentario. I materiali dovranno essere inviati entro il 3 maggio. La prima assoluta in occasione del Porretta Cinema 2020

UN PAESE ALLA VOLTA/ LA LIMA, sotto un cielo di carta

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Il fiume dal quale prende il nome. La strada statale sempre più trafficata che lo attraversa. E la Cartiera Cini, cuore pulsante industriale intorno al quale si formò il paese più all'ombra d'Italia. Artefice il lungimirante impresario che capì quanto e come potesse essere sfruttata la forza motrice idraulica. Poi nuovi impresari decisero che non era più conveniente tenere lassù una fabbrica. E quel luogo di vita, affetti e lavoro per un secolo e mezzo, iniziò a spopolarsi

Elena Cini, la montagna e quel continuo intreccio italo-anglo-irlandese

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Visse dal 1844 al 1922. Giovanissima frequentò la “Firenze bene” dove conobbe e sposò il barone Antonio French. Fu una grande filantropa e sostenne a sue spese l'orfanotrofio di San Marcello e un ospizio a Piazza. Suo padre Bartolomeo fu contitolare della cartiera Lima, sindaco e deputato liberale. I nonni materni George William Tighe e Margaret King protagonisti di una lunga e romantica storia d'amore. Nelle frequentazioni di Elena personaggi di rilievo di quel tempo oltre a tanti amici e parenti di raffinato intelletto

Il ricordo della peste in montagna ai tempi del Coronavirus

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Anche la piccola Campeda, nel Comune di Sambuca, ha la sua leggenda. La malasorte prese di mira La Ca’ e la famiglia numerosa dei Vivarelli che vi abitava: morirono il padre e tutti i figli. Si salvò solo l'ultimogenito, ancora lattante, e la madre. Passata la pestilenza si disse che quello era il figlio dei Diavolo. Da allora i discendenti sono detti i "Diavoli", con un'accezione positiva: quella di gente che si è fatta valere e ha superato una grande sventura

La peste del 1665: così un piccolo villaggio inglese si sacrificò per salvare i suoi vicini

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Ad EyaM tutto iniziò con una “stoffa infettata”. Il primo istinto di alcuni, fuggire, fu impedito dalle barriere e dai posti di guardia. Così il paese attuò una quarantena volontaria, chiuso da un cordone sanitario invalicabile a parte i “dropping points”, dove beni e monete venivano scambiati. Il ruolo fondamentale di due parroci nel convincere la popolazione. Alla fine il sacrificio costò la morte di un terzo degli abitanti, più del doppio del tasso di mortalità di Londra. Eyam oggi: mille anime e un museo sulla pestilenza del '600

UN PAESE ALLA VOLTA / Fiumalbo, il piccolo scrigno sull'Appennino emiliano con un piede in Toscana

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E' il paese del croccante, del presepe vivente e delle margolfe, teste scolpite su pietra arenaria e incastonate sulle facciate delle case. Ricco di storia, arte, cultura, bellezze paesaggistiche, deriva il suo fascino dalla convivenza fra passato e presente. Questo antico borgo è oggi “Bandiera Arancione”, Città d’Arte e “Bandiera Lillà”. Il suo nome deriva dai due torrenti che circondano il nucleo storico: rio San Rocco e rio Acquicciola che poi si “fondono” nello Scoltenna