La montagna ha bisogno anche di lavori antichi

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Guardare al passato può essere d’aiuto, specialmente in materia di cura dell’ambiente: l’esempio dei muretti a secco e della riproduzione dei castagni. I primi, elevati dall’Unesco a patrimonio immateriale dell’umanità, hanno la capacità di trattenere il terreno e consentire il passaggio dell’acqua, cosa che non avviene con i muri a cemento. Per i secondi è necessario insegnare ai giovani le pratiche dell’innesto dei polloni selvatici in modo da non perdere per sempre preziose competenze

Paesi di montagna, piccolo può essere bello: qualità ed efficienza senza arrendersi alla dittatura dei numeri

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Dall’analisi generale della decrescita demografica al caso specifico italiano ai numeri avvilenti della Montagna pistoiese: i Comuni piccoli e piccolissimi nelle aree marginali sempre più a rischio di una vera e propria desertificazione. La necessità di un cambio drastico di mentalità e di un nuovo modello di crescita: non necessariamente ciò che è più “grande” è anche più funzionale


LE TRE MONTAGNE, un programma di ricerca per il futuro della montagna pistoiese

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Presentata una ricerca commissionata da Fondazione Caript a poieinLab Impresa sociale. Obiettivo: capire bisogni, richieste e proposte di soluzione ai principali problemi di quest’area. Al via una raccolta dati molto articolata fra imprese e residenti. Già organizzati alcuni incontri con imprenditori e inviate oltre 1000 pec ad altrettante aziende. Nei prossimi giorni interviste sul campo ai cittadini. Al progetto collabora La Voce della Montagna

Chi sarà mai questo montanino? Una razza in via di estinzione?

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Riflessione dello scrittore Federico Pagliai sul significato del termine e sul parallelo con montanaro. La qualifica del primo si ottiene alla nascita, l’altra si acquisisce per esperienza. Ad ognuno il suo bosco e con esso tutta una serie di modi di vivere, manualità, saperi, usi, tradizioni, vocaboli e arnesi.
“La media montagna del montanino si è come sfarinata, ha perso quei connotati culturali che la differenziavano dalla collina e dalla montagna di crinale”. Al contrario “la narrazione del ‘buon montanaro’ oppure di quello ‘puro e rozzo’ sono fattori che esercitano una fascinazione”

Alla scoperta della più antica ferriera della Toscana

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E’ l’Antica Ferriera Papini di Maresca che risale al 1388. I materiali ferrosi provenivano dall’isola d’Elba. Il trasporto avveniva via mare e poi via fiume (Arno e Ombrone) e da Poggio a Caiano fino alla montagna a dorso di mulo. Con l'’apertura della Regia Strada Modenese si iniziò ad utilizzare i barrocci. L'edificio è stato ristrutturato dall’Ecomuseo grazie al finanziamento della Fondazione Caript ed è in funzione dal 2016. Visitarla è un affascinante viaggio all’indietro nel tempo

La Rocca di Sambuca si sta sbriciolando

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Dopo la ristrutturazione di mezzo secolo fa il monumento sta perdendo pezzi. Mancano le risorse e un vero interesse per una sua risistemazione. Intanto una petizione alle autorità competenti pone l’accento sul suo recupero. La Rocca,  affiancata all’apertura dell'ostello restaurato, potrebbe essere centrale nella valorizzazione della Via Francesca della Sambuca: per la zona il sigillo di “bene culturale” ed un possibile sviluppo al servizio di un turismo lento e sostenibile

Il Museo Naturalistico Archeologico tra fossili, minerali, animali e biodiversità

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Con il MuNAP è possibile fare un salto nel passato attraverso diverse ere geologiche e immergersi nella natura del territorio Quelle paleontologiche tra le collezioni più importanti. Ospite speciale uno scheletro di orso delle caverne. La collezione di utensili litici testimonia l’esistenza di insediamenti frequentati dall’uomo 12.000-10.000 anni fa. 25 milioni di anni fa il primo animale sulla montagna pistoiese

La Via della Castagna e del Carbone, tra "pan di legno e vin di nuvoli”

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Un sentiero suggestivo lungo il corso del torrente Orsigna porta al Molino di Giamba con le macine ancora oggi in azione. Un osservatorio privilegiato per capire come avveniva la lunga lavorazione delle castagne, che in passato hanno sfamato intere generazioni della montagna pistoiese. L’altro elemento distintivo è il carbone vegetale con al centro la figura del carbonaio. E i carbonai si trasferivano per lunghi periodi dell’anno in altre località, in Maremma, in Sardegna ma anche in Corsica e perfino in Brasile.
L’itinerario dell’Orsigna è visitabile nel periodo estivo o su prenotazione in compagnia di una guida dell’Ecomuseo