Perchè si usano le espressioni balugano o bachiocco

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Oggi lo si fa in modo più bonario di un tempo. Balugano deriva da "strabico", a Pisa occhio storto; da lì uomo stolto che non vede oltre il proprio naso. Bachiocco deriva da bastone, bastonare a vanvera e, infine, mandare tutto in malora. L'espressione è usata per chi fa danni. Nel migliore dei casi un sempliciotto

Il mirtillo: quanti modi per definire una bacca prelibata

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Per questo prodotto del sottobosco, presente in quantità sulla nostra montagna, sono stati elaborati nel tempo, e a seconda delle zone, nomi diversi: piuro, pentolino, pignattino, lampolina. Sull'origine pesa l'influsso ligure. Baggiolo invece pare derivare dal latino bacula (bacca); la forma che ne è conseguita in alcuni dialetti settentrionali, bagola, indica proprio il mirtillo

Un tempo lo chiamavano "il licite". Ovvero il luogo dov'era lecito espletare certi bisogni naturali

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Anticamente il gabinetto si chiamava così. L'origine del nome era latina, "licēre", ovvero “essere lecito”. Alla Sambuca il riferimento era ancora più esplicito: “al logo commedo”, cioè “il luogo comodo”, dove si poteva fare il proprio comodo. Anticamente veniva costruito fuori dall'abitazione e rispondeva alle esigenze di una vita dura, senza orpelli e fronzoli

La derivazione di "neccio": dal medievale castanicius alla forma lucchese “castagniccio”

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Da tempo alla base dell'alimentazione nella nostra montagna, spopola in feste e sagre. Etimologicamente più che probabile la derivazione dall'aggettivo medievale castanicius, cioè “relativo al castagno”, da cui la forma lucchese “castagniccio” e quella a noi più nota “castagnaccio”. “Neccio” ne sarebbe una sorta di abbreviazione. Confermata l'ipotesi nel testo di un autore fiorentino del 1700