Una Montagna di Parole, Ambiente  |  dicembre 23, 2019

Quel fungo è una ballerina che si muove al ritmo di danza

In Giappone viene chiamato “fungo danzante” (Maitake). E' il Polyporus frondosus sulla nostra montana detto Barbagino o Fungagnino. In altre regioni conosciuto con il nome di Grifola, Leprina, Fungo imperiale e in molti altri modi. E' più buono e assai più delicato del porcino oltre ad essere dotato di moltissime proprietà officinali

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La stagione dei funghi è ormai finita. E’ stata una corsa esasperata al porcino, che è ritenuto a torto il più prelibato della famiglia dei funghi.

Ma ce n’è uno rarissimo, assai più buono e assai più delicato ed è dotato di moltissime proprietà officinali. Ha una forma totalmente diversa rispetto al fungo comune: è un unico corpo frondoso ed ampio, come un prezioso ventaglio e questo suo aspetto strano ha ispirato tanti nomi popolari.

Scientificamente è denominato Polyporus frondosus, ma nella nostra montagna è conosciuto come Barbagino o Fungagnino, mentre in altre regioni italiane lo chiamano anche Grifo o Grifola, Leprina, Fungo imperiale, Fungo della regina, Cepparina e in tanti altri modi legati alla sua forma strana.

Ma nessuna definizione supera per suggestività il nome che in Giappone è attribuito a questo fungo. Nella Terra del Sol levante lo chiamano Maitake, che vuol dire “Fungo danzante”, forse perché sembra una ballerina con ampie vesti che ruota su se stessa a ritmo di danza.

Esso può arrivare ad altezze rispettabili, anche 80 centimetri, e può pesare fino a 15-20 chili, ma è più opportuno consumarlo da giovane, altrimenti le sue carni risultano dure e poco digeribili.

In realtà, come tanti altri funghi, è un parassita e la sua presenza sancisce sempre l’indebolimento e la morte del castagno, alla cui base cresce.


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle scuole superiori pistoiesi. Ora è impegnato nella promozione e nel rilancio del nostro territorio montano come presidente dell'associazione "Amo la montagna", che si è costituita due anni fa e che ha sede a Castello di Cireglio. Da 25 anni collabora con la rivista "Vita in campagna" del Gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato il libro "Dieci racconti sambucani" ispirati alla vita quotidiana ed alla gente di Sambuca Pistoiese.