Alcune note sull’autore
Renato Scarfi, capitano di vascello pilota, è nato a Padova nel 1958. Dopo lʼAccademia Navale (corpo di Stato Maggiore) ha frequentato le scuole di volo USA, dove ha conseguito i brevetti di pilotaggio dʼaereo e di elicottero. Nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera ha maturato una vasta esperienza internazionale e ha percorso moltissime miglia in mare, imbarcato sulle principali unità della Marina militare. È laureato in Scienze marittime e navali, in Scienze internazionali e diplomatiche e ha conseguito un master in Antiterrorismo internazionale.
Nel tempo libero ha assecondato la sua passione per lʼescursionismo, percorrendo sentieri e cammini su tre continenti. I suoi interessi escursionistici abbracciano sia lʼalta montagna sia i percorsi religioso-culturali, come la Via Francigena, la Via Francese per Santiago de Compostela e la Via di Francesco. È socio della Federazione Italiana Escursionismo, con cui collabora con articoli sullʼargomento. Tra i suoi libri ricordiamo: Il cuore oltre il traguardo, esperienze semiserie di un podista-turista (Felici Editore, 2016); Aspetti marittimi della Prima guerra mondiale (Felici Editore, 2018); Il terrorismo jihadista (Europa edizioni, 2019). (Dalla terza di copertina).
Un libro sull’escursionismo in tutti i suoi aspetti
Lʼinteressante lavoro di Renato Scarfi ha il pregio di esporre sinteticamente gli aspetti più significativi dellʼescursionismo, presentando un quadro dʼinsieme che contribuisce a fissarne le diverse sfaccettature. Il suo approccio multidisciplinare si evidenzia, quindi, rispetto ad altre opere sullʼargomento che hanno troppo frequentemente analizzato solo singolarmente i vari argomenti medico, geografico o naturalistico e, spesso, solamente sotto lʼaspetto squisitamente tecnico, trascurando altri fondamentali punti di vista come la forte capacità di aggregazione, gli aspetti ludici e (perché no?) gli aspetti enogastronomici, così appaganti nel nostro meraviglioso Paese. (…) Lʼesposizione concreta, lineare, chiara ed essenziale, lʼattenzione dedicata al lettore e i riferimenti precisi e scientificamente accurati permettono anche al profano di comprendere i benefici di questa magnifica e salutare attività, che ci porta ad abbandonare tutti i mezzi che la tecnologia ci ha messo a disposizione per spostarci velocemente e senza fatica, a riappropriarci del nostro tempo e del nostro corpo, facendoci tornare allʼorigine dellʼuomo, alla sua essenzialità e al suo rapporto con la natura. Un ritorno alle origini, quando camminare era lʼunico sistema per spostarsi da un punto allʼaltro e quando lʼessere umano viveva una propria dimensione in sintonia con la natura. (Dalla Prefazione di Domenico Pandolfo, Presidente Federazione Italiana Escursionismo).
La riscoperta del cammino
Non è mai stato così facile viaggiare. Ormai nel giro di ventiquattrʼore è possibile andare dallʼaltra parte del mondo, perlopiù sostenendo una spesa accessibile e, normalmente, senza affrontare particolari disagi. Tuttavia, a partire dagli anni Settanta del secolo scorso si è andata rafforzando la consapevolezza che la velocità nello spostarsi da un posto allʼaltro non sia sinonimo di divertimento, di relax, di appagamento. Sempre più persone hanno cominciato a percepire che qualcosa non andava, che quel ritmo sempre più frenetico dominato da velocità, consumo, apparenza, non permetteva di assaporare il mondo che si trovava al di fuori di quella gabbia di cemento e di smog che erano le città moderne. Ciò ha fatto sì che aumentasse progressivamente la domanda di un tipo di attività turistica svincolata dai modelli tradizionali, di un turismo che permettesse di impiegare il tempo libero per un riavvicinamento alla natura e al recupero, anche se temporaneamente, di un equilibrato stile di vita. Quello stile che ha contraddistinto, con diversa intensità, il cammino dellʼuomo sulla Terra. (…) Sempre più persone hanno, quindi, riscoperto il senso di benessere che solo il compimento di un gesto naturale come il camminare può procurare, riscoprendo senza fretta il mondo che ci circonda, alla velocità dettata dalle proprie condizioni fisiche e dalla propria voglia di osservare e capire il territorio che si sta attraversando. Ecco allora che da attività inizialmente elitaria, praticata quattro o cinque decenni fa da pochi coraggiosi temerari che si avventuravano lungo strade e sentieri della nostra penisola, questa è diventata unʼesperienza di vita, una pratica che ha portato decine di migliaia di escursionisti a mettersi lo zaino sulle spalle, a calzare gli scarponi e a camminare per riscoprire il piacere di stare in mezzo alla natura. E di pari passo, perdonatemi il gioco di parole, si sono riscoperti luoghi che fino a ieri erano patrimonio culturale e naturalistico solo di quei pochi che, con lungimiranza, avevano già compreso quale potenziale essi rappresentassero. Luoghi non necessariamente lontani, magari a pochi chilometri da casa, luoghi immersi nella natura, nella storia, nellʼarte, così frequenti nel nostro Paese. Luoghi che eravamo abituati a percepire ma non a visitare, troppo presi dalla frenesia di andare veloce e lontano, magari verso mete esotiche.
La grande crescita dell’escursionismo
Il numero degli escursionisti è così aumentato, favorito dalla possibilità di impiegare strumenti tecnici che accrescono la comodità e diminuiscono la fatica (…) ma soprattutto favorito dal crescente desiderio di tornare a sentirsi parte di quel mondo “a misura dʼuomo” che le grandi città ci hanno ormai strappato. La conseguenza è stata che sono fiorite numerose iniziative per agevolare il ritorno alla civiltà del camminare (…) e per proporre e agevolare un turismo semplice e schietto. Un turismo fatto a misura dʼuomo, che odora di stalla o di fieno tagliato, che fa riscoprire i colori della natura quando questa si risveglia, che si illumina del giallo dei pagliai o che sconvolge con le mille sfumature di marrone delle foglie autunnali, che avvolge con i canti degli uccelli o con la musica del vento tra i rami degli alberi. (…)
Camminare, quindi, non è più soltanto una divertente attività ricreativa, ma è anche un potente motore economico e un mezzo attraverso il quale conoscersi, comprendere i propri limiti e trovare nuove energie vitali conoscendo, al contempo, lʼuniverso di ambienti e culture che ci circonda. (…) Qualunque sia la motivazione che ci fa muovere, questa è unʼattività, che sia svolta su sentieri facili o più impegnativi, in pianura o in alta montagna, in ambiente innevato o su sentieri attrezzati, che si rivela quindi unʼesperienza non solo ludica, culturale, naturalistica e sociale, ma anche spirituale e filosofica, alla ricerca della pace interiore e della sintonia con lʼuniverso.
Lo scopo del libro
Questo insieme di motivazioni mi ha portato a scrivere questo libro, il cui scopo principale è fornire informazioni a chi si sta aprendo a questa splendida attività, ma che vuole anche offrire spunti di riflessione e di approfondimento a coloro che sono già escursionisti con diversi chilometri sulle gambe. Il nostro itinerario parte, ovviamente, descrivendo brevemente il percorso fatto dallʼuomo contando, è proprio il caso di dirlo, sulle proprie gambe, e sviluppa una serie di argomenti che, sebbene possano inizialmente apparire diversi e apparentemente scollegati tra loro, in realtà abbracciano i molteplici aspetti che contraddistinguono lʼattività escursionistica. Si potranno, infatti, trovare informazioni culturali e scientifiche, riflessioni etiche e sociologiche, come anche indicazioni pratiche su come organizzarsi per effettuare unʼescursione in sicurezza. In questo modo ho sinteticamente voluto fornire, con un linguaggio divulgativo e talvolta scherzoso, degli strumenti conoscitivi che permettessero di far gustare in pieno tutti gli aspetti dellʼescursione, dalla pianificazione alla sua condotta. (Dalla Premessa dellʼautore)
CITAZIONE – Oggi, come in passato, partire significa cambiare vita. (…) Che sia quel desiderio sottile come un languore che sia lʼinseguimento di un sogno, il richiamo dellʼavventura, la ricerca di un momento di solitudine e di spiritualità o il semplice desiderio di incontrare altre persone, i piedi possono portare lontano. E non solo fisicamente.
DETTAGLI TECNICI
EDITORE: Fusta
LINGUA: Italiano
ANNO: 2020
PAGINE: 206
