Sambuca, Ambiente  |  gennaio 11, 2023

Il paradosso di Sambuca Castello

Ogni volta che piove con insistenza la montagna soffre: smottamenti, crolli, piccole e grandi frane. Stavolta è toccato a Sambuca con il crollo di un vecchio muro di retta. Il fascinoso borgo è poi un caso a sé. Con tante case acquistate da residenti in città e molte potenzialità inespresse. A partire dall'ostello ormai chiuso da una decina di anni

di

Tempo di lettura: circa 2 minuti
La frana a Sambuca Castello

SAMBUCA – Ogni volta che piove con intensità un po’ maggiore, la montagna soffre: smottamenti, crolli, piccole e grandi frane cadono sulle strade o addirittura le spazzano via e impediscono l’accesso a borghi piccoli e grandi.

Questa volta è successo anche al paese di Sambuca Castello, uno dei più fascinosi del nostro territorio montano: martedì 10 gennaio un vecchio muro di retta è collassato poco prima dell’abitato ed ha invaso la carreggiata creando disagi agli abitanti.

E’ la conseguenza della storica incuria che da più di 50 anni avvelena tutta la Montagna pistoiese e che, stando così le cose, non può far altro che peggiorare le condizioni di ambienti e territori.

E sarebbe ingeneroso attribuire tutte le responsabilità di questi disastri agli amministratori locali; non che in parte non le abbiano, ma sarebbe come guardare il dito e ignorare la luna.

Essi sono in prima linea a subire le conseguenze della miopia e della superficialità di coloro che rivestono incarichi ben più importanti e che non decidono, o non vogliono decidere, sull’avvenire delle terre alte, nazionali e regionali, occupandosi magari solo di microscopiche porzioni di esse.

Il caso di Sambuca Castello

Sambuca Castello, poi, è un caso davvero particolare; dei vecchi sambucani non ce n’è più nemmeno uno e quelli che c’erano hanno venduto le loro proprietà. In compenso negli ultimi anni si è verificato un fenomeno apparentemente inspiegabile: diversi cittadini provenienti da Pistoia, Bologna e Firenze hanno acquistato casa in questo antico borgo e vi trascorrono tutti i fine settimana e le vacanze. Ultimamente c’è perfino qualcuno che vi ha preso residenza fissa.

Non deve stupire che la gente metropolitana ricerchi in questi posti fuori mano tranquillità, pace e una dimensione più a misura d’uomo e quando può fugga dalle caotiche città ed è probabile che in un futuro non molto lontano questo trend aumenti.

Ma le potenzialità di Sambuca Castello sono anche altre. Per il Giubileo del 2000 nella grande canonica della Chiesa è stato realizzato, con risorse pubbliche, un ostello che è rimasto aperto solo per poco tempo. Da una decina di anni è inspiegabilmente chiuso, proprio mentre sta prendendo forza la riproposizione delle vie storiche, che attirano pellegrini e camminatori da ogni dove. La via Francesca della Sambuca, che congiungeva Pistoia a Bologna, è una di queste vie e passa proprio dall’abitato di Castello. E’ un peccato mortale che una struttura come l’ostello, che potrebbe esser utile alla comunità e creare anche qualche posto di lavoro, rimanga inutilizzata e mi immagino quale diversa sorte avrebbe questo prezioso bene se si fosse trovato in Trentino o in qualche altra regione virtuosa!

Intanto teniamoci la frana, metafora della Montagna pistoiese e di molte altre Montagne nazionali e continuiamo a tacere di fronte ai silenzi della politica, noi tutti, i sindaci e chiunque abbia responsabilità pubbliche e istituzionali.

 


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)