Anche la lingua segue i tempi. E prende brutte abitudini

di

Abbondano le frasi fatte, i non sensi e gli strafalcioni che nulla hanno a che fare con la rigorosa architettura della lingua italiana. Ormai finito nel cassetto il congiuntivo. In voga espressioni di moda che nulla aggiungono al significato della frase. Alcuni esempi? “Al netto di”, “quant'altro”, “assolutamente sì”

nel museo di Baggio un pezzo di storia della nostra montagna

di

Una raccolta di strumenti, costumi e oggetti vari della vita del carbonaio, che svela le fatiche e le privazioni di un tempo. Un mondo a sé, anche dal punto di vista linguistico. Quali erano le competenze necessarie per una buona carbonaia. L'importanza della filiera della castagna. Anche come possibile investimento per il futuro


Collina e montagna testimoni della “felicità dei margini”

di

Interessante due giorni, all'interno di “Leggere la città”, dedicata alle zone periferiche. Le risposte dei residenti di Orsigna, Le Piastre, Baggio e Badia a Pacchiana alle “provocazioni” di Claudio Rosati e dell'antropologo Pietro Clemente. Esaltata la vivibilità e la dimensione ancora umana dei piccoli borghi. Le opinioni positive dei cittadini stranieri che si sono trasferiti negli ultimi anni

E' tempo di lavorar la terra: arare, solco, iova…

di

Cambiano i mezzi restano uguali i modi di dire. L'origine molto antica di arare e le derivazioni aratro, aratura e altre. Il solco deriva dal greco e ci riporta ai tempi in cui si usavano gli animali. La iova è in origine una zolla di terra erbosa. Un'espressione che si ritrova anche nel corso e nei dialetti versiliesi-apuani

Paraloup: un modello di rinascita della montagna

di

L'emblematico recupero delle baite di una piccola borgata alpina, a 1400 metri, in provincia di Cuneo. Reso possibile dalla convergenza di intenti di enti pubblici, fondazioni e mondo accademico. Tre giovani hanno dato vita a un'impresa sociale: dal 2013 negli gli edifici ristrutturati si fa pernottamento e ristorazione. Obiettivo finale: la nascita di un'economia basata su turismo, artigianato e lavoro agro-silvo-pastorale

Politiche sulla Montagna: caro assessore anche la Regione ha le sue responsabilità

di

Lettera aperta della "Voce" a Marco Remaschi, dopo l'intervento del responsabile dell'agricoltura a un convegno dedicato alla montagna. Fa piacere ci si accorga dei nostri problemi ma il degrado e l'abbandono vanno avanti da mezzo secolo. Le voci raccolte sul territorio lamentano la mancanza di una "regia". Governo e Parlamento Europeo hanno sicuramente molte colpe ma non sempre la Regione Toscana ha governato con avvedutezza i problemi delle zone marginali. La Montagna non è solo neve e il bosco non solo sfruttamento delle biomasse. Serve un approccio nuovo e meno burocratico

L'origine dei “cenci”, dolci fatti con gli scarti di pasta

di

Diverse le interpretazioni sul nome di questo prodotto tipico del periodo di Carnevale. Dal latino “cincius” ma anche il senso antico di cencio come “uomo dappoco”, quindi cosa vile. Nei territori a influenza bolognese si usano i termini “frappe”, “sfrappe” o “sfrappole” e l'origine è quella francese di “frape”, ovvero frangia

Quelle “sinergie” positive che servirebbero alla nostra montagna

di

Oggi si sconta la mancanza di una vera “filosofia” dell'ambiente anche se vi sono molti esempi di di interazione positiva tra uomo e natura. Non mancano gli esempi, anche vicino a noi, come il Padule di Fucecchio o il Parco della Querciola a Quarrata. Dobbiamo ripartire da qui: ambientalisti, cacciatori, boscaioli, imprenditori, proprietari di boschi e terreni devono pensare ad una vera “sinergia”. Alle istituzioni il compito di coordinarla