Una Montagna di Parole, Cultura & Spettacoli  |  gennaio 12, 2019

La cherofobia, ovvero la paura della felicità dei giovani d’oggi

Il tema rilanciato dalla canzone di Martina Attli ad X Factor. La derivazione del termine è greca, ovvero kaoros (momento favorevole) e phobos (timore). Da cosa deriva questo stato: il perenne infantilismo o il timore della sofferenza e quindi la scelta dell'assenza di emozioni? O forse solo la paura di diventare grandi

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Martina Attli a X Factor (foto dal profilo facebook)

La cherofobia non è una malattia psichiatrica (lo dicono gli esperti) e non è nemmeno un disturbo psicofisico. Ma, allora, cos’è ? E’ il solito tormentone di massa, questa volta legato alla canzone di Martina Attili, presentata a X Factor, oppure c’è qualcos’altro di più profondo?

Etimologicamente la parola è composta da kairós, “momento favorevole, buona occasione”, e phóbos , “timore”. Alla lettera sarebbe, dunque, la paura di uno stato di benessere, di felicità.

Nella Grecia antica il kairós era una specie di divinità, e lo si desiderava sempre e dovunque; per i primi cristiani, poi, veniva considerato addirittura il tempo dell’incontro con Dio, quindi il momento più bello e desiderato della vita. Più in generale, la ricerca della felicità è stata l’ambizione di ogni uomo, in ogni tempo sia vissuto: ci sono stati filosofi, scrittori e scienziati che hanno sempre aspirato a questa suprema condizione dello spirito.

Ma perché oggi c’è chi ha paura della felicità, ammesso che sia vero? Alcuni pensano che i giovani vivano in un perenne stato di infantilismo ed abbiano paura che dopo i momenti belli arrivino le punizioni, proprio come i bambini. Altri ritengono che si tema la sofferenza e che si preferisca la tranquillità e l’assenza di emozioni, una sorta di atarassia pagana.

Ma non sarà che, in quest’atmosfera di giovanilismo e di culto dell’esteriorità in cui siamo immersi quotidianamente, sia i giovani e che gli adulti abbiano paura di diventare grandi, con tutto quel che comporta, gioie e dolori compresi?


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle scuole superiori pistoiesi. Ora è impegnato nella promozione e nel rilancio del nostro territorio montano come presidente dell'associazione "Amo la montagna", che si è costituita due anni fa e che ha sede a Castello di Cireglio. Da 25 anni collabora con la rivista "Vita in campagna" del Gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato il libro "Dieci racconti sambucani" ispirati alla vita quotidiana ed alla gente di Sambuca Pistoiese.