QUALE FUTURO PER LA MONTAGNA / Guardare in alto perché rinasca a nuova vita

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Riflessione sulle possibilità reali che i giovani non vadano più via, la gente torni a risiedervi, a investire denaro e creare opportunità di lavoro. La proposta di Ballerini alla nostra testata di realizzare una sezione apposita per accogliere idee e progetti che possano poi tradursi in azioni concrete. Per creare un meccanismo virtuoso per chi vive e lavora in questi luoghi

Un salto nel passato, quando il ghiaccio si faceva in modo naturale

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E’ quello che è possibile fare percorrendo l’Itinerario dedicato dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese. A partire dalla visita alla Ghiacciaia della Madonnina a Le Piastre, la più importante testimonianza rimasta di una serie di altre strutture simili. La produzione del ghiaccio ha avuto un ruolo fondamentale nell’economia di alcune aree della Montagna Pistoiese fin dal Settecento. Lo si produceva sfruttando le rigide temperature dell’inverno e facendo congelare l’acqua all’interno di laghetti artificiali. La produzione industriale e la creazione dei frigoriferi decretarono la fine di questa attività


La Banca Alta Toscana premia studenti e neo genitori: 42 borse di studio e 66 bonus bebè

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Da quando è nata l’iniziativa, nel 1998, riconoscimenti a 1000 soci e figli di soci che hanno concluso con il massimo dei voti un ciclo di studi, dalle scuole medie, alle superiori, fino all’università.. Settecento i neo genitori che hanno ricevuto il buono nell’arco delle 15 edizioni (fu istituito nel 2009). Tutti i nomi dei premiati di quest’anno. Le foto della cerimonia al forum della Banca a Quarrata

I giovani d’Europa non vogliono lasciare la montagna

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Lo conferma un'inchiesta di EUROMONTANA del 2022. Il campione composto da 1134 giovani, di età compresa tra i 18 e i 29 anni e residenti in 18 diversi paesi europei. Il 66% ha risposto che desidera continuare a vivere nelle terre alte, il 29% pensa di trasferirsi in città per brevi periodi, solo il 5% vuole abbandonare questi luoghi. Molto condivisa l’dea che con lo sviluppo del telelavoro, della telemedicina, del co-working, dei servizi associati si potrebbero creare occasioni di lavoro. Il “caso” del Polo Tecnico-Professionale dell'Economia della Montagna di Tolmezzo

Da Cutigliano, un romanzo dell'appartenenza

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Nel libro “Il caffè buono del dopoguerra” di MdS Editore, Nicoletta Bernardini racconta di un piccolo mistero nell’immediato dopoguerra, che è anche uno spaccato della storia del paese. Non è la tazzina presa al volo al bancone del bar ma un gesto che lega le persone. L’autrice disegna una serie di personaggi, dal farmacista al calzolaio, dal maresciallo al maestro, dal sindaco al parroco a un variegato gruppo di donne, in un’immersione di ricordi personali ed echi di veglie di un tempo lontano. Molta gente alla presentazione del volume in Palazzo dei Capitani. La FTOGALLERY di Gemma Bernardini

La suora in cerca della vena d’acqua che scopre di essere …rabdomante

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Suor Patrizia, appassionata agricoltrice e unica presenza nell'Eremo della Visitazione a Varese ligure, ci scrive per essere messa in contatto con Mariano Dolfi. L’esperto rabdomante la raggiunge, insieme a lei cerca e trova l’acqua e si accorge di avere accanto una donna con il suo stesso dono. “Non mi era mai successo. Ho vissuto un’esperienza davvero particolare che merita di essere raccontata”

Una rivoluzione culturale per evitare il declino delle Terre Alte

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“Montagne vuote”, il libro di Marco Breschi e Maurizio Ferrari, presentato in Friuli Venezia Giulia. Ne parla Maurizio Ionico, amministratore dell’impresa sociale Melius srl. Che individua alcuni punti chiave del volume: la difficoltà ad affermarsi di un pensiero forte e di politiche pubbliche in grado di gestire il problema delle “diseconomie esterne” e la necessità di misure con una forte valenza di “integrazione”. Non è un caso se negli ultimi vent’anni in Alto Adige i cittadini stranieri sono passati da 20.000 a 100.000

Marliana negli anni '60 attraverso gli occhi di un bambino

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Il racconto di sette anni d’infanzia trascorsi sulla montagna pistoiese. Il senso totale di libertà nelle strade e piazze del paese. La scuola aperta il pomeriggio per giocare all’esterno. Le fiabe sonore e le figurine Panini comprate all’edicola. Il pallone bistondo per divertirsi tutti insieme. E i primi segni di modernità: la conquista della luna vista in tv ma, soprattutto, i ragazzi che da Montecatini venivano con le loro moto Gilera a vedere le minigonne delle marlianesi, o meglio, le loro gambe

La vera scommessa per il futuro della montagna? Far tornare la gente a vivere quassù

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Dentro un quadro desolante dell’oggi e uno sguardo ai tanti errori del passato, è il messaggio più forte e positivo del libro “Montagne vuote” di Ferrari e Breschi. Secondo Mauro Banchini “una sfida difficilissima e forse già persa ma l'unica possibile”. Oggi si può vivere e lavorare nelle cosiddette "periferie", dunque anche nelle terre alte.
La riflessione ulteriore sul modello di sviluppo. E la contrapposizione di due visioni definite "Dynamo con varie declinazioni" e "Funivia verso lo Scaffaiolo". Ovvero “oasi contro bolgia”