UN PAESE ALLA VOLTA / Posola, fra la valle del Reno e la Limentra occidentale
di Andrea Fabbri
Nacque come stazione di sosta per i viandanti a quasi mille metri di altitudine. Dalla metà del 1800 lo sviluppo di attività agricole, pastorizia, carbonai ed essiccatoi per castagne. Il massimo picco di abitanti (700) nel 1950. Poi il via allo spopolamento. Dalla fine degli anni '80 la “Bottega” è diventata il cuore del paese. Tanti i sentieri da fare a piedi, in bici o a cavallo. Trenta immagini del borgo, le feste di ieri e di oggi
UN PAESE ALLA VOLTA / Cireglio, cerniera fra collina e montagna. Autonomo e vicino alla città
di Chiara Iozzelli
Località di villeggiatura per quasi tutto il '900, oggi è luogo di residenza, dotato di diversi servizi. Attraversato da una strada importante e trafficatissima, la statale 66, ma con tante altre vie tranquille e appartate. La sua storia legata alla chiesa, distrutta e ricostruita, e al campanile con la pianta d'ornello. Nel suo punto più alto, a oltre 800 metri, sorge il Sasso, con la croce costruita come segno di riconciliazione dopo il dramma della guerra. Nel bosco la sorgente e la piccola cappella di San Bernardino, conosciuta per una festa campestre nel periodo del solstizio d’estate
UN PAESE ALLA VOLTA / Il mondo a sé della Sambuca
di Maurizio Ferrari
L'antico borgo, oggi abitato solo in estate, si raggiunge a piedi: un dedalo di viuzze sotto l'antica Rocca del Castello. Una posizione strategica tanto che per tutto il Medioevo è stata contesa dai bolognesi e dai pistoiesi, tra scontri, ribellioni e tradimenti. E una lunga e importante storia alle spalle: quello del Comune di Sambuca, (1291), è il più antico esempio di Statuto rurale di tutto il contado pistoiese. Dopo lo spopolamento e la crisi, un futuro da reinventarsi
A Lucchio, nel paese che sembra un presepe
di Federico Pagliai
Racconto natalizio dello scrittore Federico Pagliai dal piccolo borgo montano. Dove solo qualche camino fuma ancora e dove quasi tutte le porte della case (spesso “seconde case”) restano chiuse. Finalmente una porta si apre e si affaccia una bambina che augura Buon Natale. “Non li facciamo morire questi paesi. Torneremo tutti a viverci, in modo più stanziale. Non ora, magari tra cinquant’anni”
UN PAESE ALLA VOLTA / Quella Piazza a due passi da Pistoia
di La Redazione
Formato da due i nuclei: uno nato lungo la Via Vecchia Montanina nella prima metà del 1200, l'altro più recente sulla via Modenese. Il borgo di Igno, il cipresso, la villa dei Vescovi. La perdita di tante attività commerciali e di storiche figure professionali. Le iniziative degli “Amici di Piazza” per tener vivo il senso di appartenenza al luogo, anche attraverso una serie di pubblicazioni
La residenza pistoiese di Rudolf Borchardt, scrittore e filologo tedesco
di Domenico Arcangeli
Visse a lungo in Toscana, dal 1925 al '32 a Candeglia. Un “europeista”: legatissimo alla cultura tedesca, con l'Inghilterra come casa spirituale e l'Italia come paese adottivo. Autore di notevoli opere e romanzi scrisse un'impareggiabile traduzione in tedesco antico della Divina Commedia. Tante le visite di personaggi importanti nella sua villa di Pistoia. Il carteggio con Benedetto Croce
Il presepio, l'origine della parola, le prime realizzazioni
di Maurizio Ferrari
Di origine latina significa stalla e, in genere, recinto dove si tenevano gli animali. I primi affreschi di prepesi nel II secolo d.C., nella catacombe romane. Nel 1223 il primo "vivente" ad opera di San Francesco, alla fine del 1200 il primo presepio inanimato dello scultore Arnolfo di Cambio
UN PAESE ALLA VOLTA / Campeda: uno spicchio di cielo blu, dove la Toscana finisce
di Sante Ballerini
La fonte più antica di questo piccolo borgo nota al momento è la citazione di Pidércoli nello statuto di Sambuca del 1291. La realizzazione della ferrovia Porrettana e delle prime industrie nell'800 la portò ad oltre duecento residenti. Poi il via allo spopolamento, testimoniato dagli appena 15 abitanti e dalle tante case disabitate di oggi
Il riconoscimento mondiale ai muretti a secco: un'opportunità anche per il nostro territorio
di Maurizio Ferrari
Sono stati dichiarati dall'UNESCO “Patrimonio immateriale dell'umanità”. La richiesta era stata avanzata dall'Italia e da altri sette Paesi. Tante le motivazioni: oltre al valore storico sono in piena sintonia con l'ambiente, prevengono frane e alluvioni, migliorano la biodiversità. Con gli anni si sta perdendo l'abitudine a realizzarli: un mestiere da recuperare con corsi pratici gestiti dagli ultimi artigiani
