La dura vita lungo via Modenese, una strada non più al passo coi tempi

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Riflessioni sul tratto montano della SR 66, sempre più vittima del traffico, soprattutto quello pesante. Tanti i problemi dei paesi che vi si affacciano: rumore, inquinamento, code, difficoltà di parcheggio. La mancanza di segnaletica e la scarsa manutenzione. Le condizioni generali migliorate grazie agli interventi strutturali degli ultimi anni. Ma resta il nodo di un collegamento diverso e più veloce della pianura alle località montane

Tropicali ma non solo. Quaranta specie di orchidee sulla nostra montagna

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Una risorsa per tutto l'Appennino. Si possono trovare durante le escursioni tardo-primaverili e di inizio estate. Sono piante a impollinazione entomofila: richiedono un vettore, un insetto, che trasporti il polline dallo stame di una allo stigma di un'altra. Si dividono in nettarifere e non nettarifere. Secondo le ultime ricerche nel territorio italiano sono state segnalate oltre 190 tra specie e sottospecie


Sui pipistrelli un'infinità di luoghi comuni

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Sono tante le dicerie da sfatare su questi mammiferi volanti: non si attaccano ai capelli, non sono ciechi, si nutrono solo di insetti. Al contrario i chirotteri sono molto utili all'ecosistema. Sull'Appennino Pistoiese studiati da anni sopratutto nelle Riserve naturali del Corpo Forestale dello Stato. A Pian degli Ontani, Abetone, Campolino e Acquerino si trovano specie di grande pregio. Alcune immagini degli esemplari presenti sull’Appennino nel film di Salvatores “Italy in a day”

Il mirtillo: quanti modi per definire una bacca prelibata

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Per questo prodotto del sottobosco, presente in quantità sulla nostra montagna, sono stati elaborati nel tempo, e a seconda delle zone, nomi diversi: piuro, pentolino, pignattino, lampolina. Sull'origine pesa l'influsso ligure. Baggiolo invece pare derivare dal latino bacula (bacca); la forma che ne è conseguita in alcuni dialetti settentrionali, bagola, indica proprio il mirtillo

SPECIALE TERREMOTO /2 "Il coordinamento dei soccorsi? La svolta dopo il sisma del Friuli"

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ELVEZIO GALANTI, ex direttore generale della Protezione civile, ne spiega il funzionamento. Quando e come scatta l'intervento. I tempi per attuarlo. Il coordinamento nella sala comando a Roma. L'importanza dei piani comunali di emergenza. La gestione dello stress. E i danni causati dai terremoti? "In gran parte dovuti alla pessima condizione dei fabbricati. A volte basterebbe poco per renderli antisismici"

SPECIALE TERREMOTO /3 "Dopo Amatrice e Accumoli: non basta dire che è stato un disastro annunciato"

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Mauro Chessa: la struttura geologica dei paesi colpiti chiaramente pericolosa, un contesto tipico della fascia appenninica. Necessario rendere sicure le abitazioni: obbligando i proprietari a renderle antisismiche o incentivando gli interventi con contributi economici. Importante ma non sufficiente l'incentivazione fiscale. Determinante la conoscenza specifica della pericolosità delle case in cui abitiamo e dei luoghi dove viviamo

Rischi idrogeologici: "Non servono interventi episodici ma un piano ordinario di monitoraggio"

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EMERGENZE AMBIENTALI: INTERVISTA AL GEOLOGO NICOLA CASAGLI, uno dei massimi esperti della materia. "L'Italia è un Paese a fortissimo rischio idrogeologico e con i migliori monitoraggi: il problema è che i dati non vengono aggiornati continuamente". La messa a punto del MIG, un algoritmo che fornisce previsioni sui movimenti della terra. "Ma prevedere le frane è molto difficile, se non impossibile, soprattutto in montagna su piccoli bacini"