Medici e infermieri, “eroi” involontari di un'Italia malata

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L'emergenza Coronavirus ha riproposto l'uso e l'abuso di questo termine. In realtà dovrebbe essere sufficiente mettere nelle migliori condizioni possibili di operare chi salvaguardia i cittadini e ne garantisce la sicurezza e la salute. Non confondiamo l'eroismo con lo spirito di servizio e con lo scrupoloso attaccamento al proprio lavoro. Sono galantuomini, al maschile e al femminile, che lavorano con passione e sacrificio. Con i quali occorrerebbe essere più comprensivi e riconoscenti anche in tempi meno problematici

LA RIFLESSIONE: vivere in montagna al tempo del coronavirus

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La diversità e i piccoli vantaggi dei territori montani in un momento di grande crisi. La quotidianità meno stravolta rispetto alle città. Il silenzio non avvertito come vuoto da riempire a tutti i costi, con qualsiasi rumore. La solitudine come compagna non necessariamente sgradita. E un invito a tutti: cogliamo questa pausa forzata per leggere buoni libri, guardare qualche bel film, riprendere in mano cose lasciate a metà. E, soprattutto, riordinare le vere priorità


Un Paese che ha offeso e umiliato la Scuola

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La nostra è una società diventata sempre più arrogante e ignorante. Tutte le critiche scaricate sul sistema istruzione. I cattivi maestri al di fuori delle aule hanno messo in croce il sistema di insegnamento. Le regole della convivenza civile vanno insegnate, come anche il rispetto verso i docenti, la dura conquista quotidiana del sapere, l'umiltà nell'apprendere, la misura di sé e dei propri mezzi. Invece, come dice Crepet, i figli di oggi sono “dei piccoli Budda osannati, a cui i genitori non sanno dire mai di no”. E il prodotto è quello che abbiamo sotto gli occhi

La gente di montagna è insostituibile

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La cultura “metropolitana” ha ignorato la specificità delle aree periferiche e di coloro che ci vivono. Le nuove abitudini difficilmente potranno sostituire il bagaglio di competenze e conoscenze maturate nel corso di un'esistenza. Ma i "custodi" di queste terre sono quasi sempre inascoltati

La montagna nell'era della comunicazione globale

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Quando le cose non vanno c'è sempre un'unica scusante: il difetto di comunicazione. Anche i territori montani non sfuggono alla regola. E nei palazzi del potere e nella coscienza metropolitana non esiste una percezione reale dei problemi. Che sono il dissesto idrogeologico, l'incuria, lo spopolamento, l'emorragia dei servizi, una viabilità inadatta

Il tempo dei predatori di funghi

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Un'altra fungata e un'altra invasione dei nostri boschi: traffico impazzito all'alba, parcheggi selvaggi, gruppi frenetici in varie direzioni che fanno paglia delle foglie secche che calpestano. Il problema non sono solo i quintali di funghi raccolti ma la mancanza totale di rispetto per l'ambiente: un comportamento compulsivo che meriterebbe studi psichiatrici e sociologici. La Regione Toscana decida se la Montagna deve essere solo un luogo di divertimento per i cittadini oppure una terra con i giusti vantaggi per chi ha il coraggio di viverci e di lavorarci