Il recupero del vecchio cinema delle Piastre diventa realtà

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Un'idea molto bella, attenti solo alle cattedrali nel deserto. Il progetto guarda lontano e potrebbe diventare un laboratorio di aggregazione per gran parte dell'offerta culturale e folclorica dell'intero territorio montano. Il ruolo determinante delle associazioni del volontariato che scontano però la mancanza di forze giovani

I venti anni della carbonaia di Vivaio

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L'accensione e lo spegnimento nel piccolo paesino vicino a Le Piastre fra domenica 10 e domenica 17 luglio. Impiegati circa 60 quintali di legna, per ricavarne non più di 12 quintali di carbone. Una tradizione da coltivare che fa riemergere un gergo tutto particolare, coniato da un mondo ormai tramontato per sempre. Quando verrà tolto il carbone Paolo Begliomini, Alessandro Nannetti e Moreno Pistolozzi useranno rigorosamente zoccoli di legno, perché ogni altro tipo di calzatura verrebbe bruciato dal calore


Il gioco "brado" che fu dei bambini di montagna: una buona "ricetta" anche per oggi

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Il libro aperto della vita era la natura circostante, il fiume, i campi, i boschi e gli animali a farla da protagonisti. Oggi è tutto cambiato e i giochi dei ragazzi e dei giovani sono ipertecnologici. L'illuminante lettura di "Noi e l'albero" della neuropsichiatra infantile Valentina Ivancich, ricercatrice presso l'Università “La Sapienza” di Roma. Alle patologie psichiatriche infantili non sarebbero estranei i “giochi strutturati”, che si sviluppano all'interno di schemi e leggi definite e precostituite. La conclusione dell'autrice: “Più natura e meno attrezzatura”

Le città del futuro? Senza mura ma con recinzioni anti fauna selvatica

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Il caso eclatante di Roma: invasa da ungulati che calano a branchi in città pensa di erigere protezioni metalliche di difesa. Il problema riguarda però tutto il Paese. Anche Pistoia è esposta a incursioni di cinghiali, cervi, caprioli ed altri animali. Con danni continui alle colture, soprattutto nel settore vivaistico. Tanti gli interventi possibili per frenare il fenomeno: caccia di selezione, sterilizzazione degli ungulati, prelievo venatorio, foraggiamento dissuasivo. Ma la vera soluzione è una gestione più intelligente di colline e montagne

I terreni marginali: un patrimonio da recuperare

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Gli effetti nefasti dello strabismo ambientale: si sono abbandonate vaste aree coltivabili per importare cereali, castagne e tanti altri beni di prima necessità dall'estero. Terrazzamenti, campi e perfino grandi appezzamenti un tempo coltivati, oggi sono invasi da rovi e sterpaglie. Col tempo si è perso il vecchio equilibrio tra uomo e ambiente che occorre recuperare ricercare

I nostri castagneti? Sono la metafora del “vuoto appenninico”

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La castanicoltura è stata per lo più abbandonata. Mancano incentivi al recupero, la legislazione forestale è inadeguata, le proprietà sono estremamente parcellizzate. Ci sono però anche segnali in controtendenza, di un cambiamento di rotta, seppure tra mille difficoltà. L’esempio più eclatante: il Gruppo PRADA è pronto a rilevare la celebre fabbrica di marron glacé di Marradi, nel Mugello

Dal Senegal con un sguardo appassionato alla montagna pistoiese

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L’incontro con Rémi Filastò, franco mugellano di 31 anni, che ha fondato una start up nel paese africano. La sua azienda, Le Lionceau, è specializzata nell’alimentazione infantile e si fornisce esclusivamente da piccoli produttori locali di frutta, verdure e cereal. I suoi timori per i cambiamenti climatici che possono condizionare il futuro anche di un Paese oggi in grande crescita come il Senegal. Il suo ottimismo per la nostra montagna: i flussi migratori si invertiranno, avrà nuova linfa vitale

Il piacere di abitare in montagna… e la nebbia multicolore della piana

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L'umidità naturale del grande catino della piana di  Pistoia-Prato-Firenze si tinge molto spesso di grigio e rossastro fuligginoso. Anche nelle giornate serene la piana sbuffa di ciminiere e camini che emettono sostanze nocive alla salute. Osservare tutto ciò dall’alto ha il suo fascino e non comporta rischi. E’ uno dei vantaggi di vivere in montagna che poco hanno a che fare con le leggi dell'economia e con il piacere dei confort metropolitani

IL RACCONTO / Il pollaio crudele di Teoforo

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A vent'anni la decisione ci costruire un pollaio tutto suo. Con nove galline di varietà diversa e dai nomi strani. La convivenza forzata e la disputa tra “primedonne”. La zuffa finale e la dispersione nei campi e nel bosco. Solo due di loro, dopo qualche giorno, tornarono nei propri nidi e cominciarono a dispensare le loro uova: furono le prime ospiti gradite di un nuovo pollaio