L’antilingua della burocrazia: un muro tra Stato e cittadini

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La riflessione di un ex docente del liceo Forteguerri sul labirinto di parole che contraddistingue quel linguaggio. Moduli, circolari, avvisi pubblici sembrano costruiti per scoraggiare il cittadino comune, costretto sempre più spesso a rivolgersi a intermediari per decifrare ciò che l’amministrazione dovrebbe rendere chiaro e accessibile. La scuola ha fallito nel formare cittadini padroni della lingua o è la burocrazia che continua a usare un linguaggio volutamente oscuro per mantenere la distanza?

Le narrazioni mediatiche che offendono la montagna

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E’ molto diffusa l’abitudine di incuriosire i telespettatori con rappresentazioni bucoliche delle terre alte e di chi ci vive. Ne emerge un quadro deformante di paesi che si animano a comando. Il messaggio finale presenta ciò che non c’è, spesso uno spettacolo da cartolina illustrata. Eppure i mezzi di informazione potrebbero essere di grande aiuto per porre sul tappeto problemi e possibili soluzioni


La civiltà delle allerte e degli allarmi

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E’ ormai abusato il ricorso a questi due termini, peraltro utilizzati come sinonimi pur non essendolo. Qualsiasi sia l’argomento trattato: meteorologia, criminalità, malattie, conflitti, inquinamento, alimentazione, fake news, insidie del web e molto altro. Insomma, una psicosi di massa. I segni in controtendenza del ritorno di molti giovani a una dimensione più “naturale”, alla riscoperta di luoghi e abitudini che sembravano dimenticati

Quel paesaggio culturale perso nel tempo

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La sintesi plastica fra natura e cultura in collina e montagna non c’è più. Dominano incuria e abbandono: boschi diventati intrichi inaccessibili, prunai, casciai, corsi d’acqua ricoperti da vegetazione infestante. Dopo i castagneti adesso a rischio anche gli oliveti: basta frequentare un frantoio per capire che sta finendo un’epoca. Dalla Francia un buon esempio per invertire la rotta

La nuova legge sulla montagna: più ombre che luci

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Riflessione a doppia firma sul DDL 1054, recentemente approvato al Senato. Un disegno di legge che, pur presentandosi con un approccio lodevole e ambizioso, non sembra in grado di invertire una tendenza e incidere in profondità. Per ragioni di metodo e di merito. Il primo rischio sono i tempi che potrebbero diventare molto lunghi. Controversa anche la classificazione dei Comuni montani. Previsti incentivi a medici e insegnanti ma non veri vantaggi per gli operatori economici, le famiglie e, in senso lato, di tutti i residenti

La montagna tra “overturismo” e oasi di sopravvivenza

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Bilancio di fine estate con risultati scontati. E l'impressione che la montagna sia “usata” da chi cerca quasi solo refrigerio dall’afa opprimente. Senza che si prevedano forme di ristoro, tutele istituzionali, incentivi per i residenti. La speranza di un’inversione di tendenza con la legge sulla montagna giacente in Parlamento

E' tempo di un moderno “Capitanato” della Montagna

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Sempre più necessario un assessorato regionale ad hoc per le terre alte e non una delega fra le tante. Una struttura con competenze decisionali proprie e dotata di portafoglio, che conosca la montagna e ne sappia leggere e interpretare i bisogni e le richieste. L’importanza di non arrendersi alle mille pastoie burocratiche che hanno trasformato la montagna in una “riserva indiana” da depredare

La montagna è solo un parco giochi ad alta quota?

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La Costituzione italiana prevede che la legge intervenga in favore delle zone montane. Ma troppo spesso la montagna viene considerata, dalla classe politica, come un parco dei divertimenti in quota: una meta turistica da raggiungere nel modo più veloce possibile. Le zone montane necessitano innanzitutto di comunità che ci vivano e che si prendano cura del territorio. Una piccola riflessione che prende spunto dalle recenti affermazioni della ministra del turismo

Le nuove elezioni comunali e i mali della montagna

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Il prossimo 8 e 9 giugno due comuni della montagna pistoiese, Sambuca e Abetone Cutigliano, tornano al voto. In occasione di questa importante scadenza elettorale emergono con forza i mali della nostra montagna. La redazione propone una sintesi delle criticità e di come dovrebbero essere affrontate dai futuri amministratori.