Abetone, Cutigliano, Ambiente  |  giugno 27, 2026

L’eco degli sci e il silenzio dei faggi: la seconda vita slow di Pian di Novello

Un nucleo abitativo immerso in una delle foreste di faggi più importanti e spettacolari d'Europa: la Riserva Naturale Biogenetica di Pian degli Ontani. Un tempo lo sci la faceva da padrone poi la chiusura degli impianti e la diminuzione delle attività stagionali hanno lasciato dietro di sé il senso di un tempo sospeso. La rinascita oggi passa attraverso relax, escursionismo, corsa e bicicletta. Il pubblico che attrae questa località è cambiato completamente: non più sciatori bensì turisti in cerca di aria pura e silenzio lontani dal caos cittadino

di

Tempo di lettura: circa 8 minuti

PIAN DI NOVELLO (ABETONE CUTIGLIANO) – Se con gli altri borghi della Montagna Pistoiese spesso abbiamo esplorato la storia medievale e i cammini, con Pian di Novello (frazione del comune di Abetone Cutigliano) entriamo nel tempio della natura più pura e silenziosa. Pian di Novello è un nucleo abitativo immerso in una delle foreste di faggi più importanti e spettacolari d’Europa: la Riserva Naturale Biogenetica di Pian degli Ontani. Inoltre, porta con sé il fascino nostalgico delle vecchie stazioni sciistiche.

Il velo della nostalgia

Pian Di Novello è un luogo che incarna perfettamente il legame profondo tra la nostalgia di un passato che non torna e la determinazione coraggiosa di chi cerca una rinascita. C’è stato un tempo in cui l’inverno a Pian di Novello aveva il suono metallico dei ganci degli scarponi, il ronzio ritmico della seggiovia e il respiro affannato di sciatori e fondisti che dominavano le piste. Erano gli anni d’oro dello sci appenninico, quando la neve non mancava e l’economia della montagna ruotava intorno al brivido della discesa. Oggi le funi di quegli impianti non girano più e il grande piazzale non si riempie più di auto all’alba.

Certo è stata dolorosa la decisione di fermare gli impianti di risalita, abbandonando a un destino incerto un luogo caratterizzato per lungo tempo da vivacità e dinamismo.

Con il passare degli anni, l’innevamento sempre più incerto, unito a una contrazione del turismo tradizionale, ha steso un velo di malinconia su Pian di Novello. La chiusura degli impianti e la diminuzione delle attività stagionali hanno lasciato dietro di sé il senso di un tempo sospeso, dove le strutture silenziose raccontano storie di una prosperità che sembrava garantita.

I Germogli della Rinascita

Ma c’è anche un’altra vita nei luoghi dove nevica sempre di meno, una vita più lenta, più verde e forse anche più autentica. E così oggi a Pian di Novello si può parlare di Forest Bathing, winter trekking, trail running e mountain bike.

Lo so che usare termini inglesi è antipatico e fastidioso, a volte bastano parole semplici e comprensibili a tutti; quindi, direi che il nuovo manifesto di rinascita di Pian di Novello è relax, escursionismo, corsa e bicicletta.

La rinascita di Pian di Novello oggi non passa più attraverso il turismo di massa dello sci, ma attraverso una riscoperta identitaria e sostenibile. La comunità ha capito che il futuro non risiede nel tentativo di replicare il passato, ma nel valorizzare ciò che la montagna è sempre stata: un santuario di natura e benessere.

La rinascita è trainata dagli amanti della montagna estiva, ma non solo. Il turismo si è spostato sulla qualità: chi arriva oggi cerca il silenzio, i boschi di faggi secolari e l’autenticità dei sapori montani.

La zona è rinomata per la sua biodiversità. La tutela dell’ambiente non è più vista come un vincolo, ma come il principale asset di marketing territoriale. Si punta sulla valorizzazione della foresta, sulla raccolta dei frutti del sottobosco come mirtilli, more, lamponi e ribes e a una ricettività diffusa più familiare.

Possiamo parlare, in questo luogo, di Resilienza Comunitaria dove la vera “rinascita” è quella umana. Pian di Novello vive grazie a chi ha deciso di restare, a chi ha ristrutturato vecchie case e a chi continua a promuovere eventi che tengono vivo il legame tra la montagna e le valli sottostanti.

Il silenzio dei faggi

L’aspetto forse più interessante per chi vuole andare a Pian di Novello è la faggeta, una delle aree forestali più affascinanti e importanti di tutta la Toscana. La faggeta fa parte dell’imponente Riserva Naturale Biogenetica di Pian degli Ontani. Questo significa che il suo scopo primario è la conservazione del patrimonio genetico delle piante forestali, in particolare del faggio. Gli alberi qui crescono maestosi, fitti e rettilinei, creando una vera e propria cattedrale verde che in autunno regala un foliage spettacolare con sfumature calde che vanno dal giallo all’arancione intenso. É una meta speciale per escursionisti, amanti della natura e famiglie, un luogo perfetto per i bambini.

La faggeta è particolarmente amata perché offre percorsi adatti a qualsiasi livello di preparazione. La foresta è attraversata da sentieri ampi e pianeggianti, ideali per passeggiate rilassanti all’ombra della volta arborea. Inoltre, la riserva è nota anche per una spiccata attenzione all’accessibilità.

Durante i mesi invernali, quando la neve decide di ricoprire la foresta, i percorsi si trasformano in splendidi tracciati per lo sci di fondo o per escursioni con le ciaspole.

La faggeta è in sostanza un perfetto connubio tra tutela ambientale e fruizione turistica sostenibile, ideale per chi cerca un contatto rigenerante e autentico con la natura appenninica in ogni stagione dell’anno.

É in questo splendido luogo che possiamo praticare il Forest Bathing, pratica di benessere che consiste nell’immergersi consapevolmente nella natura attraverso l’attivazione di tutti e cinque i sensi. Con il Forest Bathing avremo un potenziamento del sistema immunitario, una riduzione dello stress, una migliore salute cardiovascolare e una migliore salute mentale attraverso un calo dello stato d’ansia.

Il senso del cambiamento

Pian di Novello oggi attira un pubblico completamente diverso rispetto al passato: non più lo sciatore mordi-e-fuggi, ma il viaggiatore consapevole in cerca di aria pura, silenzio e disconnessione dal caos cittadino.

Pian di Novello non è una sconfitta, ma un esempio di resilienza. La sua bellezza non dipendeva dagli impianti di risalita, ma dalla terra su cui sorgeva. E quella terra è ancora lì, più spettacolare che mai.

La nostalgia a Pian di Novello non è paralizzante, ma funge da custode della memoria. É un invito a non dimenticare le radici del luogo, che sono radici di accoglienza e laboriosità.

La rinascita, d’altra parte, è un esercizio di adattamento creativo, il luogo ha compreso che deve offrire un’esperienza umana e naturale diversa, più intima e accessibile. É il passaggio dalla “montagna-divertimento” alla “montagna-luogo dell’anima”.

Pian di Novello oggi non cerca di tornare a essere ciò che era, ma sta imparando a diventare un luogo di pace dove il tempo, finalmente, può scorrere al ritmo delle stagioni.

Mi preme infine ringraziare il Sig. Remo di Pian di Novello per gli utili suggerimenti che mi ha fornito.

LA FOTOGALLERY

 

Sopra il Sestaione (a destra il pozzo delle pecore), sotto a sinistra la Valle del Monte Poggione, a destra il pizzo alpestre

  

 

Sopra e sotto la foresta biogenetica

  

   

Sopra la Torre del Fattucchio, iconico monolite di arenaria e il ponte della sega, sotto alcuni panorami suggestivi e la chiesa

   

  


La Redazione

Con il termine La Redazione si intende il lavoro più propriamente "tecnico" svolto per la revisione dei testi, la titolazione, la collocazione negli spazi definiti e con il rilievo dovuto, l'inserimento di immagini e video. I servizi pubblicati con questa dizione possono essere firmati da uno o più autori oppure non recare alcuna firma. In tutti i casi la loro pubblicazione avverrà dopo un attento lavoro redazionale.