SPECIALE TERREMOTO / "La Montagna pistoiese? Una zona a media sismicità. Ma la soglia di attenzione deve restare alta"
di Paolo Vannini
Dopo i nuovi episodi di questi giorni riproponiamo l'intervista al geologo ANDREA FIASCHI, realizzata all'indomani del terremoto del 24 agosto 2016. Con uno sguardo rivolto soprattutto alla situazione locale. Ad Abetone due volte toccata magnitudo 5, nel 1904 e 1930, una volta 5,2, nel 1740 (il picco più alto). La faglia è "distensiva" e profonda 10-15 chilometri. L'Appennino dall'Umbria in giù molto più pericoloso. "Italia ha il più completo catalogo storico dei terremoti al mondo ma una memoria molto corta". I danni devastanti alle abitazioni colpite? "Colpa anche delle ricostruzioni fatte con materiali già danneggiati e delle speculazioni edilizie"
Raccolta dei funghi, ecco i dati del sondaggio
di La Redazione
Sono 511 le schede raccolte dai promotori dell'iniziativa Federico Pagliai, Gianluca Gavazzi e Daniele Pacelli. Dopo un lungo lavori di elaborazione, i risultati saranno presentati domenica 18 a San Marcello e lunedì 19 a Cutigliano. Con grafici e "torte" i promotori spiegheranno nei dettagli le risposte. Molti gli aspetti presi in esame, dalla conoscenza del bosco e dei funghi all’attuale normativa, dalla possibile nascita di consorzi fino alla proposta della nascita di un'oasi naturalistica
Un grande danno ambientale. E adesso attenzione alle frane
di Paolo Vannini
Gli effetti dell'INCENDIO che fra venerdì 9 e sabato 10 dicembre ha colpito la Montagna Pistoiese: distrutta un'area di 100 ettari inserita nei Sic, siti di importanza comunitaria. I timori per le mirtillaie: i danni saranno irreparabili o riassorbiti dalla natura? I rischi concreti di cedimenti del terreno soprattutto dopo le precipitazioni nevose: bisogna fare attenzione a frequentare il fondovalle in prossimità delle aree bruciate. Iniziata l'indagine sulle cause condotta dal Corpo Forestale dello Stato. Nuova GALLERIA FOTOGRAFICA di MIRCO MORI dal crinale sopra il Lago Scaffaiolo
Il giorno dopo l'incendio. I prati trasformati in un "manto" nero
di La Redazione
Il "day after" nella FOTOGALLERY di LISA INNOCENTI e nel VIDEO di MAURIZIO PINI. Gli effetti dell'incendio che ha colpito la Montagna Pistoiese fra la Doganaccia e Lizzano. Prati anneriti dalle fiamme che si sono sviluppate nella tarda serata e per tutta la notte di venerdì 9, domate solo nel pomeriggio di sabato. I roghi hanno interessato soprattutto il crinale, arrestandosi in prossimità del bosco
"Abbiamo chiuso il rifugio e poco dopo abbiamo visto le prime fiamme"
di La Redazione
Uno dei gestori del "Duca degli Abruzzi" al lago SCAFFAIOLO, racconta l'INCENDIO di venerdì notte: "Il mio socio è rimasto dalle 1 alle 4,30 sul crinale del Cupolino a controllare la situazione". I danni ambientali soprattutto alle mirtillaie: "Sul versante toscano quasi tutte bruciate". Confermata la portata straordinaria dell'episodio: "Non ne ricordiamo uno così vasto, con tanti punti di accensione e in pieno inverno". La mancanza di vento e gli interventi di spegnimento hanno impedito che i roghi arrivassero al bosco
Fra la Doganaccia e Lizzano un incendio devastante. "Mai visto uno di queste dimensioni"
di La Redazione
Il racconto dello scrittore FEDERICO PAGLIAI sugli oltre venti ettari di prati e boschi andati in fumo. Colpita la zona tra il Monte Spigolino e le "Verdianelle". Le sterpaglie secche hanno aiutato il propagarsi delle fiamme, contenuto solo dall'assenza di vento. Ingenti i danni: interi pendii coperti di mirtillaie in cenere e praterie devastate. Diversi i punti di avvio del fuoco: probabile l'origine dolosa. Le squadre di vigili del fuoco di quattro province in azione per tutta la notte di venerdì e la giornata di sabato 10. Impegnati anche due canadair della Protezione civile. Le IMMAGINI, il VIDEO, la CARTA geografica della zona colpita
"Non possiamo lasciare il pallino in mano ai politici. I montanari devono prendere l'iniziativa"
di Sante Ballerini
Intervento di SANTE BALLERINI di CAMPEDA (Sambuca) dopo la proposta avanzata da ANDREA ANDREOTTI di un piano straordinario contro il dissesto idrogeologico. L'invito ai montanari: "Bisogna creare società agricole semplici o cooperative con l'obiettivo di recuperare il territorio". I vantaggi? "Per chi ha perso il lavoro, per i giovani, per gli immigrati". Un modo anche per non perdere "il bagaglio formidabile dei saperi degli anziani"
"Le proprietà immobiliari nel demanio stanno andando in rovina. Interveniamo!"
di La Redazione
Intervento di un lettore, MASSIMO DANESI, sul "turismo verde e povero" già evocato in precedenza da LUIGI BACCOLINI. "Ci sono strutture che potrebbero essere usate come centri recupero fauna, ostelli, agriturismi". L'invito a parlare di cose "piccole e utili" e non di "oasi". Bene un parco "ma libero e aperto a tutti"
Biodiversità, castanicoltura, turismo: le grandi potenzialità dei nostri boschi
di Maurizio Ferrari
Non solo biomasse ma uno scrigno di risorse eterogenee da curare amorevolmente. Che deve essere difeso dalle varietà di piante invasive. E valorizzato in chiave turistica. L'importanza della riproposizione, più moderna, dell'economia del castagno. Al “Progetto bosco” la responsabilità di rispondere alla domanda di fondo: cosa vogliamo fare del nostro patrimonio verde?
