La ricerca, Pistoia  |  luglio 23, 2017

In quegli antichi cammini, storia, tradizioni religiose e sviluppo del territorio

La loro riscoperta nella mostra nelle Sale Affrescate del Palazzo comunale di Pistoia "Sette stagioni, uno zaino e tanta provvidenza". In 80 fotografie un pellegrinaggio nei maggiori centri di culto della Cristianità. Uno "spot" per quelle vecchie strade rese percorribili o in corso di realizzazione. La Montagna attraversata già da tre itinerari: la Via Francesca di Sambuca, il percorso devozionale di San Bartolomeo (entrambe interregionali) e la Romea Strata Longobarda, internazionale

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PISTOIA – Una mostra molto particolare quella in corso presso le Sale Affrescate del Palazzo comunale di Pistoia , nata dalla collaborazione del “pellegrino”per eccellenza, Francisco Sancho Fernandez, con Nedo Ferrari, architetto “camminatore” ma soprattutto riscopritore di antichi percorsi in lungo e largo per la Toscana. “Sette stagioni, uno zaino e tanta provvidenza. Il racconto di un pellegrinaggio unico: 13ookm a piedi attraverso l’Europa” il titolo dell’esposizione che resterà aperta fino al 31 luglio, tutti i giorni escluso il lunedì con orario 10-13 e 15-18.

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I 13mila chilometri a piedi di Francisco

Francisco, catalano ma vicentino di adozione, 13.000 chilometri a piedi attraverso l’Europa, 80 fotografie in grande formato, di struggente bellezza e misticismo, testimonia con la mostra un’esperienza straordinaria di vita, di fede, di sofferenza ma soprattutto di gioia che lo ha portato a realizzare un sogno che coltivava da anni: toccare con un pellegrinaggio i maggiori centri di culto della Cristianità.

Dal Santuario di Czestochowa è arrivato a Roma e poi da qui ad Assisi e poi a Santiago di Compostella e a Finisterrae e poi a Tours, e ancora in Belgio, Germania e il nord della Danimarca, fino ad intravedere la Norvegia dove voleva arrivare al Santuario di San Olav, ma dove l’approssimarsi dell’inverno artico e l’aggravarsi del dolore di una distorsione al ginocchio che lo ha accompagnato per tutto il cammino, lo hanno consigliato di rientrare in Italia, percorrendo altri 2000 chilometri a piedi. Lo potete incontrare tutti i giorni alla mostra, dove vi accoglierà un gran sorriso e due occhi che parlano e rivelano la voglia di incontrare la gente.

“Il cammino è fatto soprattutto di incontri – spiega Francisco – un sorriso e una parola spesso sono in grado di ripagare le fatiche di una lunga giornata di cammino. Ho imparato a capire cosa è veramente essenziale nella vita ed a rinunciare a tutto il resto. Ho imparato a camminare in orizzontale ed a guardare in verticale, niente succede per caso…”.

Una mostra “itinerante”

La mostra di Francisco è itinerante come lui. È già stata a Vicenza e a Modena e dopo Pistoia dovrebbe sostare a Cutigliano, poi ad Assisi e a Roma, a San Giovanni in Laterano. Solo a Pistoia la mostra è affiancata ad una sezione dal titolo “Pistoia Santiago Minor” dove in occasione anche dell’anno in cui Pistoia è capitale italiana della cultura Nedo Ferrari, oltre a divulgare il panorama dei riscoperti antichi cammini italiani e toscani, ha ripercorso la vicenda storica del vescovo pistoiese Atto che, con una intelligente operazione diplomatica, verso la metà del XII secolo ottenne dal clero compostellano la preziosa reliquia dell’Apostolo Giacomo, San Jacopo per i toscani, mediante la quale riuscì a ricomporre i dissidi con gli organi politici cittadini ed a dare vita ad una nuova stagione di crescita della città che fu considerata per secoli la Piccola Santiago.

I percorsi come possibile sviluppo per il futuro

“Si parla di storia e di religione – ci racconta l’architetto – ma fra le righe si cerca di gettare anche i semi di un futuro sviluppo di Pistoia e del suo territorio. I percorsi che ho rappresentato nelle numerose planimetrie sono strade ‘storiche’ ma sono tutte strade ‘vive’, cioè riscoperte e rese percorribili, o in corso di realizzazione per renderle tali ai sempre più numerosi utenti (pellegrini moderni, ma anche camminatori, famiglie, turisti o persone che magari hanno già avuto l’esperienza di camminare verso Santiago o sulla Via Francigena). Si tratta di completare la rete radiale di percorsi che raggiungevano Pistoia quando era considerata una tappa fondamentale dei pellegrinaggi verso Roma o Santiago e mèta finale o iniziale essa stessa, come secondo centro europeo del culto jacopeo – sottolinea ancora Ferrari -. Sarà poi altrettanto importante creare in città una adeguata e varia opportunità di accoglienza per le diverse tipologie di “viatores” e soprattutto diffondere e, sulle orme del lungimirante vescovo Atto, promuovere questa peculiarità storica di città dell’accoglienza utilizzando l’analogia con Santiago di Compostella”.

La Montagna in anticipo

La Montagna stavolta ha un insolito vantaggio. Come spiega ancora Ferrari: “Una volta tanto il territorio più avanti in questo momento e proprio la Montagna che ha ben tre percorsi storici che lo attraversano: la Via Francesca di Sambuca, interregionale, la Romea Strata Longobarda, internazionale, ed il percorso devozionale interregionale di San Bartolomeo. Sta ora alle amministrazioni locali ‘adottare’ questi percorsi con adeguate politiche promozionali e collegarvi la ricca rete di percorsi tematici locali”.


La Redazione

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