San Marcello, Sport & tempo Libero  |  marzo 18, 2017

Piscina di Maresca: “Il silenzio della Provincia è incomprensibile”

Le associazioni di Maresca - Pro Loco, Pubblica Assistenza, La Quadriglia, Cai, Circolo L’Unione Tafoni – e Unicoop Montagna Pistoiese mettono sotto accusa l'ente proprietario della struttura: “Il presidente Vanni aveva parlato di nuove disponibilità finanziarie e un nuovo bando. Ad oggi nessuna risposta ufficiale. C'è grande amarezza e delusione”. Il timore è che la situazione di stallo comprometta il progetto di riapertura

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La piscina coperta dell'impianto "Le Ginestre" di Maresca

MARESCA (SAN MARCELLO PITEGLIO) – “Grande amarezza e delusione perché ad oggi non è stata data alcuna risposta ufficiale, che ritenevamo doverosa, da parte della Provincia di Pistoia”. Non usano giri di parole i rappresentanti del gruppo di associazioni che sta cercando di riaprire la piscina Le Ginestre di Maresca. Sotto accusa la Provincia, proprietaria della struttura, che è stata chiamata in causa per trovare una soluzione ma che ad oggi non ha dato segni concreti: “Non siamo nemmeno a conoscenza di qualcosa di nuovo che prospetti una soluzione”, spiegano ancora i firmatari di una nota stampa, ovvero Unicoop Montagna Pistoiese, Pro Loco, Pubblica Assistenza e Cai Maresca, La Quadriglia e Circolo L’Unione Tafoni.

L’incontro di giovedì sera

Giovedì sera c’è stato un incontro fra questi soggetti per “fare il punto dell’iter della proposta di riapertura inviata alla Provincia di Pistoia a fine gennaio – si legge ancora nella nota -. L’unica informazione, nonostante varie sollecitazioni, è stata appresa a mezzo stampa”. In quella occasione il Presidente  Vanni aveva parlato di “nuova disponibilità finanziaria della Provincia, di una possibile convocazione del Consiglio Provinciale ad hoc e della riapertura di un nuovo bando”. Nulla di tutto ciò, scrivono i partecipanti a quell’incontro, appunto amareggiati da questa mancanza di notizie.

Progetto a rischio

“Ricordiamo che il nostro impegno sul problema deriva, non da finalità di profitto, ma unicamente dalla volontà di salvaguardare un bene di tutta la comunità e di dare una mano alla stessa Provincia a riaprire un servizio che riguarda un territorio già penalizzato e che si aspetta risposte urgenti. Questa situazione di incomprensibile stasi rischia di compromettere seriamente la realizzazione del progetto presentato. Siamo consapevoli delle difficoltà create alla Provincia da una riforma mancata e di immaginabili difficoltà dovute alle varie competenze amministrative di figure interne all’ente – conclude il comunicato -, ma non vorremmo alla fine del percorso trovarci di fronte a soluzioni giunte fuori tempo massimo ovvero un ‘disastro a norma’ il cui risultato sia ‘operazione riuscita, ma paziente morto’”.

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