PAVANA (SAMBUCA PISTOIESE) – Creare nuovi incentivi – sul modello di quanto sta accadendo in Mugello – per convincere i medici di medicina generale a svolgere la propria attività anche in zone marginali e garantire una loro presenza sul territorio anche con una turnistica che preveda più medici, in giorni diversi, svolgere la loro attività nelle stesse località: sono queste due le principali misure che la Regione Toscana cercherà di mettere in pratica nelle prossime settimane per trovare una soluzione, almeno temporanea, alla persistente carenza di un medico di base nel Comune di Sambuca Pistoiese. E’ l’impegno che ha preso l’assessore regionale toscano alla sanità, Simone Bezzini, nel corso di un incontro pubblico che si è svolto questo pomeriggio al circolo MCL di Pavana. E’ stata un’assemblea affollata, che ha confermato il grande interesse dei cittadini per il tema del medico di famiglia e, più in generale, per l’intero comparto dei servizi socio sanitari in una zona di confine. L’incontro è stato introdotto dal responsabile Spi Cgil di Pistoia Andrea Brachi e dal sindaco di Sambuca, Marco Breschi, che proprio di recente ha scritto una lettera aperta ai medici di base per dare la propria disponibilità a svolgere questo servizio essenziale per la comunità. Breschi ha ricordato le specifiche difficoltà delle zone marginali, di come siano lontane vere e proprie soluzioni strutturali e di come la nuova legge sulla montagna può già essere considerata un fallimento. L’assessore regionale Bezzini ha convenuto che solo con soluzioni concrete e precise si possono riportare i professionisti nelle zone più periferiche e che nei prossimi giorni è fissato un nuovo incontro con l’Usl per verificare le nuove misure a vantaggio dei medici che accetteranno questi incarichi.
Il tavolo di presidenza: da sinistra Brachi, Breschi e Bezzini. Sotto, a destra, l’assessore Bezzini intervistato dai giornalisti
Sul tema delle emergenze urgenze poi, sollevato da diversi interventi dei cittadini che hanno denunciato mal funzionamenti in occasione di chiamate ai mezzi di soccorso, l’assessore ha confermato l’impegno della Regione con le associazioni del volontariato, Misericordia e Croce Verde, a una verifica del funzionamento del servizio e ad una sua razionalizzazione; in particolare è stata sottolineata la possibilità di utilizzare il pronto soccorso dell’ospedale di Porretta molto più facilmente raggiungibile di quello di Pistoia. Il tema di una maggiore flessibilità nell’utilizzo dei servizi socio sanitari fra i Comuni al confine delle due Regioni è tema centrale da sempre e lo è in particolare per il Comune di Sambuca Pistoiese decisamente più portato a guardare al versante emiliano che a quello toscano. Tema da sempre complicato e di difficile soluzione, sul quale ha insistito il sindaco Breschi: “Credo che da ora in poi si debba lavorare ad un rapporto continuo e più stretto con la Regione Emilia Romagna – ha detto il primo cittadino -. I problemi che riguardano i territori situati lungo l’Appennino vanno risulti insieme, in una logica condivisa”. Invito raccolto in chiusura dal responsabile della sanità toscana che ha preso l’impegno di una nuova verifica, in tempi stretti, con il suo omologo emiliano.




