Sanità e sociale, Pistoia  |  giugno 9, 2020

Neppure un medico di base per la bassa montagna pistoiese

Il sindaco di Pistoia nell'assemblea di stamani a Cireglio: "Vergognoso che non ci sia nessuno disponibile". Situazione di stallo dopo il pensionamento dell'ex medico di riferimento e la scadenza dei termini della sostituta. Sondati diversi colleghi, soprattutto giovani e con pochi pazienti, ma nessuno si è detto disponibile. Sindaco e Usl proveranno ancora ma hanno pochi strumenti a disposizione: i medici sono liberi professionisti e decidono in libertà. Anche quella di lasciare completamente scoperti vasti territori periferici

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Un momento dell'assemblea di stamani a Cireglio

CIREGLIO (PISTOIA) – Non ha usato mezzi termini il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, introducendo il suo intervento di stamani, nel corso di un’assemblea pubblica, a Cireglio, nei locali della Croce Rossa Italiana. “E’ vergognoso che non ci sia neanche un medico disposto a fare ambulatorio in questi paesi”. Tema caldo dell’incontro, infatti, era l’improvvisa mancanza di un medico di medicina generale convenzionato nell’ambito del Comune di Pistoia, con ambulatori nei territori della bassa montagna – Cireglio, Le Piastre, Pracchia, Orsigna e tutte le piccole frazioni vicine -, dopo il pensionamento del dottor Luciano Carradori e la conseguente conclusione della sostituzione, che peraltro è andata avanti per un anno e mezzo, della dottoressa Velasques. La dottoressa vive a Orsigna, sarebbe disponibile a subentrare in quel ruolo ed ha il gradimento della popolazione, ma, salvo ulteriori proroghe, non potrà continuare a ricoprirlo dopo la data del 18 Giugno.

Le 3 opzioni possibili

Gli scenari sono foschi. Manca la materia prima, ovvero un medico di medicina generale interessato a rilevare 1200 pazienti, senza batter ciglio e lavorando in ambulatori il cui affitto è pagato dall’Usl o messi a disposizione da associazioni locali; sono complicatissime tutte le soluzioni alternative, comunque temporanee. Come ha spiegato lo stesso sindaco, quella del nuovo medico di base è la prima opzione, la seconda è una proroga ulteriore della Velasquez, una terza infine, un medico individuato dall’Usl – non un libero professionista dunque ma un dipendente dell’azienda – che copra l’incarico per un certo periodo. L’impressione che si è colto dall’incontro è di una sostanziale impotenza sia della massima autorità sanitaria sul territorio, il sindaco appunto, sia della stessa Azienza Usl.

Decisive le prossime ore e i prossimi giorni

Il sindaco Tomasi nel corso dell’incontro di stamani a Cireglio

Tomasi ha detto che già nelle prossime ore cercherà nuovamente contatti con il direttore generale dell’Usl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese, con il direttore del distretto di zona della stessa Usl nonché direttore della Società della Salute Pistoiese, Daniele Mannelli. Lo stesso Mannelli in una lettera di risposta inviata ieri alla farmacia di Cireglio ha scritto di aver avanzato “una richiesta di assegnazione di incarico temporaneo con vincolo di ambulatorio presso le sedi montane del territorio di Pistoia al Comitato aziendale USL Toscana centro della Medicina generale. Il Comitato – spiega però Mannelli – nella seduta del 3 giugno ha respinto la proposta“.

E i medici che fanno?

Due momenti dell’incontro alla Croce Rossa

E i medici? L’Ordine ieri ha inviato una nota a nome del presidente Beppino Montalti nella quale si sottolinea la disponibilità a “collaborare per evitare ulteriori disagi assistenziali a larghi settori della popolazione”. Non resta che attendere gli sviluppi in questa triangolazione fra Usl, Ordine dei medici e Comune ma le premesse non sono affatto buone. In questi giorni da più parti, in particolare dalla direzione della SdS e dalla stessa farmacia di Cireglio, che sta seguendo ora dopo ora l’evolversi della vicenda, si è provato ad ottenere un “sì” dai medici di base. Niente da fare. Nessuna disponibilità vera di nessuno. Anche i più giovani fra loro, privi di un numero consistente di pazienti, preferiscono attendere i prossimi pensionamenti di medici pistoiesi per subentrare al loro posto, operando in ambulatori della città o, comunque, della pianura. La montagna? Si arrangi.

Uno sforzo di fantasia

Serve uno sforzo di fantasia visto che mancano le disponibilità dei medici. Prevedere che le zone più lontane come Pracchia e soprattutto Orsigna possano essere assegnate ad un medico che già opera nel territorio di San Marcello Piteglio, lasciando alla parte pistoiese Cireglio e Le Piastre? Ridurre il numero dei giorni in cui l’ambulatorio è attualmente in funzione in questi paesi?

Andamento schizofrenico

Quel che è certo è che in un territorio che proprio negli ultimi tempi ha visto interventi significativi su edilizia scolastica (elementari a Cireglio e nuovo asilo nido a Le Piastre), in cui si torna a parlare anche di possibile metanizzazione (ne ha fatto cenno il sindaco nella stessa assemblea, ricordando che l’obiettivo di Toscana Energia è realizzare la rete entro il 2022), altri servizi vengano ulteriormente ridimensionati (gli uffici postali) o addirittura rischino di dissolversi. La “scomparsa” del medico sarebbe la beffa più grande.


Paolo Vannini

Laurea in scienze politiche, giornalista professionista dal 1998, ha lavorato nei quotidiani La Nazione e Il Giornale della Toscana (edizione toscana de Il Giornale), è stato responsabile dell'Ufficio comunicazione del Comune di Firenze, caporedattore dell'agenzia di stampa Toscana daily news, cofondatore e vice direttore del settimanale di informazione locale Metropoli. Ha lavorato presso l'Ufficio stampa di Confindustria Toscana, ha collaborato e collabora per diverse testate giornalistiche cartacee e on line - fra queste il Sole 24 ore centronord, Il Corriere Fiorentino (edizione toscana del Corriere della Sera), Radio Radicale - si occupa di uffici stampa e ghost writing.