Cutigliano, L'intervista  |  ottobre 7, 2016

“Grande Oasi”, il sindaco Braccesi: “Ognuno svolga il suo ruolo. Le decisioni spettano al pubblico”

Intervista al primo cittadino di Cutigliano sulla votazione del Consiglio comunale di giovedì sera contro l'ipotesi di Fondazione Dynamo. "Aperti a tutte le proposte ma le scelte di fondo spettano alle amministrazioni". E ancora: "Non siamo all'anno zero. Politiche per il rilancio della montagna sono in atto da anni. Servono imprenditori che investano sul nostro territorio"

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Il sindaco di Cutigliano, Tommaso Braccesi

CUTIGLIANO – L’ordine del giorno votato ieri sera, giovedì 6 ottobre, non lascia dubbi interpretativi. Siamo di fronte ad un netto stop a qualsiasi proposta di “grande oasi” come quella lanciata nel fine settimana scorso, a Limestre, dal fondatore e presidente di Dynamo camp, Vincenzo Manes. Lo ha votato la maggioranza consiliare (un solo astenuto) mentre l’opposizione non era in aula al momento del voto. Su questa iniziativa, che non mancherà certo di far discutere, abbiamo voluto sentire il sindaco di Cutigliano, Tommaso Braccesi.
Sindaco come mai questo documento in tutta fretta, a pochissimi giorni dall’annuncio?
“Non ho chiesto io l’ordine del giorno ma lo recepisco volentieri. E i tre punti finali nei quali si sviluppa mi sembrano chiari e interessanti: si continua con la progettualità di sviluppo degli ultimi anni; di ogni azione e decisione si deve tenere informati il consiglio comunale e la popolazione; si va avanti con decisione nel progetto dell’alta montagna e della sua guida pubblica”.
Il consiglio comunale ha detto “no” all’ipotesi della “Grande oasi” lanciata nello scorso fine settimana dal presidente della Fondazione Dynamo? E’ una chiusura preventiva, almeno di una parte significativa della Montagna?
“Le proposte sono sempre benvenute e accettate e in questi due anni abbiamo sempre invitato tutti gli interlocutori ad avanzare programmi e idee, che poi vanno valutati nel merito. Abbiamo sempre detto, però, che le politiche pubbliche le fanno coloro che sono eletti dai cittadini”.
Quindi quella di Vincenzo Manes è una proposta che esula dal suo ruolo?
“Diciamo che questa idea, al limite fra imprenditoria e pubblico, è giunta all’improvviso, la valuteremo meglio. Quel che appare adesso è che sembra mancare una vera analisi di ciò che già esiste su tutto il territorio, sul quale insistono progetti di sviluppo e appositi strumenti urbanistici. Insomma, non siamo all’anno zero. Ripeto, siamo aperti al confronto sapendo però che la guida è pubblica, che certe decisioni spettano a coloro che sono eletti dai cittadini”.
Non è, di nuovo, la paura della montagna e di chi la guida, ad aprirsi a esperienza mai fatte, proposte innovative?
“In linea di principio sono ben lieto del fatto che vi siano imprenditori che vogliono investire in montagna. L’importante è che i progetti siano conciliabili con la progettualità delle amministrazioni. Per esempio nel progetto lanciato da Manes lo scorso anno della ‘Social valley’ ci sono diversi aspetti molto interessanti. Altra cosa è la gestione delle politiche pubbliche. Anche il tema della fusione dei Comuni non è solo una sommatoria di due territori, la ricerca dei finanziamenti previsti dalla legge e la riduzione dei costi ma anche un progetto di sviluppo”.
Sviluppo e rilancio del turismo, immagino. Ma come?
“L’idea di turismo a 360 gradi e 365 giorni all’anno è partita da anni e la stiamo pian piano rendendo concreta con tante iniziative e attività. Nel corso dell’estate appena finita ci sono state un’infinità di persone sulle cime dei monti; la gente è attratta dai nostri luoghi, li frequenta, mancano piuttosto le infrastrutture e i servizi. Bisogna far sì che non ci siano solo turisti di passaggio, di un giorno, ma si devono creare le condizioni per periodi di permanenza più lunghi. Ci sono tante strutture da recuperare, tanti interventi da fare, chiunque abbia idee in tal senso si faccia avanti, le nostre porte sono sempre aperte. La ‘malattia’ della montagna l’abbiamo ben chiara da tempo ma da tempo abbiamo individuato anche la ricetta per cercare di guarirne: promozione turistica, servizi, infrastrutture. Si tratta di proseguire su questa strada con tutti i miglioramenti possibili”.
Parole come oasi, parco, aree protette fanno temere un eccesso di conservazione, nuovi impedimenti allo sviluppo anche turistico del territorio? E’ questo forse l’aspetto che più ha pesato nella presentazione dell’ordine del giorno?
“Personalmente non sono contrario a ipotesi anche un po’ visionarie. Certo dobbiamo avere una visione della montagna non conservativa. Noi per esempio stiamo facendo attività insieme al Corpo Foresta le dello Stato nella Riserva di Pian di Novello e Pian degli Ontani. Credo che l’idea di conservare il patrimonio ambientale non è in antagonismo alla sua fruizione”.
Il vostro ordine del giorno e le dichiarazioni piuttosto nette del sindaco di Abetone non sono un modo per spaccare la montagna in due: Abetone e Cutigliano da una parte, San Marcello e Piteglio da un’altra? Quasi un nuovo capitolo della fusione 2+2 anziché a 4 comuni?
“Non so come vedano l’ipotesi ‘oasi’ i Comuni di Piteglio e San Marcello, se credano si tratti di una scommessa da fare è giusto che la facciano. Dico, però, che se di grande area protetta, di Parco vogliamo parlare, allora perché limitarsi ai nostri quattro comuni, perché non estenderlo oltre? Che facciamo, mettiamo il confine alla Croce Arcana e i territori emiliani li escludiamo a priori? I parchi e le grandi aree a verde non finiscono mai con i confini amministrativi. Vicino a noi ce lo dimostra, per esempio, l’ Area ‘Mab’ Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano, il parco che comprende Garfagnana, Lunigiana e parte delle province di Parma e Modena”.

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Paolo Vannini

Laurea in scienze politiche, giornalista professionista dal 1998, ha lavorato nei quotidiani La Nazione e Il Giornale della Toscana (edizione toscana de Il Giornale), è stato responsabile dell'Ufficio comunicazione del Comune di Firenze, caporedattore dell'agenzia di stampa Toscana daily news, cofondatore e vice direttore del settimanale di informazione locale Metropoli. Ha lavorato presso l'Ufficio stampa di Confindustria Toscana, ha collaborato e collabora per diverse testate giornalistiche cartacee e on line - fra queste il Sole 24 ore centronord, Il Corriere Fiorentino (edizione toscana del Corriere della Sera), Radio Radicale - si occupa di uffici stampa e ghost writing.