Pistoia, L'intervista  |  agosto 3, 2026

Il nuovo vescovo: “La montagna è un luogo di sperimentazione pastorale”

L'intervista della Voce a Monsignor Mascagna: “In assenza di parroci, diventano centrali i diaconi e le figure laicali”. Ancora troppo poco il tempo a sua disposizione per esprimersi compiutamente su tutto: “Per adesso sono in una fase di conoscenza. E’ come fossi alla scoperta della montagna e in questo senso ricevo un grande aiuto dai preti che operano o hanno operato qui”. Il dialogo fra le terre di confine: “Proporrei molto volentieri a don Zuppi di lavorare ad una strategia comune per i prossimi anni”

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Monsignor Augusto Mascagna

SAMBUCA PISTOIESE – Monsignor Augusto Mascagna, nominato dal Papa il 20 aprile 2026 e succeduto a Fausto Tardelli, è il nuovo vescovo delle Diocesi di Pistoia e di Pescia. Lo abbiamo incontrato pochi giorni fa nel corso di una visita informale a Sambuca Pistoiese. Un’occasione troppo ghiotta per non approfittare della sua disponibilità e realizzare un’intervista per il nostro giornale, incentrata sui temi della montagna.

Di seguito il resoconto della chiacchierata sambucana.

 

Quali sono le sue primissime impressioni sulla montagna pistoiese o, meglio, sulle montagne pistoiesi dato che ogni valle ha caratteristiche ed esigenze diverse dalle altre?

“Da soli due mesi vivo a Pistoia e conosco ancora troppo poco questi territori per potermi esprimere compiutamente, anche se in questo breve periodo sono stato più volte in alcune località della montagna. Il secondo giorno dal mio arrivo ho visitato l’Abetone, subito dopo la Sambuca e ciò che mi è apparso sono state due montagne molto diverse, il versante modenese più strutturato, con diverse località turistiche e il versante bolognese di una bellezza più selvaggia.

Per adesso sono in una fase di conoscenza che non si esaurisce in così poco tempo. E’ come fossi alla scoperta della montagna anche grazie ad un dialogo costante con i preti che operano o hanno operato in queste zone. Tutti ne parlano con simpatia, hanno relazioni profonde, autentiche, una grande familiarità. I preti parlano di montagna come di un’esperienza che li ha aiutati molto a riscoprire l’autenticità di certi rapporti.

La montagna è in una fase di cambiamento come mi ha portato a riflettere in particolare il sindaco di Sambuca Marco Breschi, uno studioso di demografia che questi fenomeni conosce molto bene, anche in una prospettiva futura, una prospettiva per niente semplice. E’ molto difficile, infatti, opporsi allo spopolamento della montagna, che sarà continuo, mentre vedo un ripopolamento della parte più bassa della collina, quella composta dai versanti più vicini alla città”.

La montagna ha bisogno di figure di riferimento che incarnino valori etici e morali e che ispirino coraggio e speranza. Questo secondo noi è il primo passo per il rilancio dei territori ritenuti marginali. Lei condivide questa analisi?

“Certo, è essenziale avere punti di riferimento. Per la nostra parte penso in primis alle parrocchie ma anche alla presenza di conventi. Direi che la montagna è un luogo di sperimentazione pastorale: in assenza di parroci, diventano centrali i diaconi e le figure laicali che magari possano avere l’occasione di celebrare la liturgia della parola, momenti di catechesi, di preghiera. La montagna, più di altri territori, offre questa possibilità. Più in generale credo sia fondamentale lavorare al mantenimento dei presidi fissi, penso al medico di medicina generale, agli uffici postali ad altri servizi di pubblica utilità.

L’Appennino non ha confini e dovrebbe essere letto nella sua interezza e complessità. Sarebbe bello se si realizzasse una visione unitaria almeno delle terre di confine pistoiesi e bolognesi. Sarebbe utile e auspicabile un incontro, magari proprio alla Sambuca, del vescovo di Pistoia con quello di Bologna per definire una strategia comune. Le sembra un’idea così bislacca?

“Per niente bislacca, anzi una buona idea. Quello del dialogo fra le terre di confine è un argomento interessante con possibili sviluppi concreti per il futuro. Da parte mia proporrei volentieri a don Zuppi, che conosce molto bene la montagna bolognese ma anche il versante toscano, un dialogo su questo. Zuppi è in grado di avvalersi delle opinioni e del sostegno dei parroci che vivono in quelle realtà e provare a lavorare ad una strategia comune per i prossimi anni. Questa iniziativa ci aiuterebbe anche a trasmetterci le azioni messe in atto finora e valutarne assieme i risultati e i miglioramenti possibili. Insomma, c’è da mettersi intorno ad un tavolo e lavorare”.

Su quali punti fermi incardinerà la pastorale rivolta alla montagna?

“La nostra sarà una pastorale di presenza. Vogliamo anzitutto esserci: non ce la facciamo ad avere un prete per ogni campanile ma una presenza efficace sì, per rappresentare un punto di ascolto e riferimento. A fianco a ciò vogliamo portare avanti un discorso di formazione, tutta la diocesi è allertata su questo. Si diventa cristiani con l’appuntamento liturgico, con la carità ma anche nel momento in cui ci si siede intorno alla parola di Dio cercando di nutrire gli uni gli altri, per raggiungere più persone possibili con questa visione. Avere occasioni stabili, settimanali, quindicinali, mensili o con altre cadenze, per far incontrare le persone, discutere e confrontarsi”.

In modo inatteso anche la nostra montagna è diventata luogo di accoglienza e si sta ponendo il problema di una rispettosa convivenza civile sociale e religiosa tra le varie etnie che la abitano.

“Abbiamo bisogno che queste buone pratiche siano raccontate. La montagna può diventare luogo di accoglienza di persone di fede, lingua e tradizioni diverse ma che possono intraprendere una strada comune. La montagna è luogo dove le differenze si appianano. Servono soprattutto persone che hanno voglia di mettersi in gioco”.

 

Note biografiche del Vescovo Mascagna

Monsignor Augusto Mascagna è nato a Caprarola (Viterbo) il 12 marzo 1964. Dopo una formazione iniziale presso il Seminario minore, nel 1983 è entrato a far parte del Pontificio Seminario Romano. È stato ordinato sacerdote nel 1989. Ha conseguito la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Rientrato in Diocesi è stato nominato viceparroco della Cattedrale di Santa Maria Maggiore e parroco di San Benedetto a Civita Castellana, per 11 anni è stato parroco della Parrocchia Regina Pacis di Anguillara, ha poi svolto il suo servizio pastorale come parroco nella Parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio di Rignano Flaminio. Dal 2023 ha assunto l’incarico di parroco della concattedrale di Orte Santa Maria Assunta.

In diocesi Monsignor Mascagna ha svolto anche altri servizi pastorali, lavorando, fino ad oggi, nella Pastorale Giovanile, Vocazionale e Familiare diocesana. Tra gli incarichi diocesani ha svolto il servizio di segretario del Consiglio Presbiterale, referente diocesano del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia, è Delegato Episcopale per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio don Pier Luigi Quatrini.

Monsignor Mascagna ha anche lavorato come Direttore spirituale dei seminaristi ospiti del Centro Vocazionale; è stato Professore di Teologia Fondamentale presso I’Istituto Faleritano di Scienze Religiose (1992-2007) e Professore di Teologia Dogmatica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Trocchi” di Civita Castellana (2007-2015).

 

Le note biografiche e le foto del vescovo dal sito della Diocesi di Pistoia


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)