Nuovi progetti  |  luglio 7, 2026

“Vogliamo costruirci una vita semplice, ma nostra”

Due giovani lasciano la città e si trasferiscono nella Valle del Reno. Il loro progetto imprenditoriale prevede una piccola pensione per cani e la coltivazione di frutti di bosco. L’acquisto di una casa storica, lungo la statale 66, poco dopo le Piastre, dove trovare sintonia con la natura circostante. Il forte legame con le famiglie di origine e il sostegno alla scelta di vivere in montagna

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Francesco e Linda nel "campone" dietro casa, lungo il fiume Reno

VALLE DEL RENO (PISTOIA) – Francesco (34 anni) e Linda (33 anni) hanno deciso di lasciarsi alle spalle lo stress della vita metropolitana e si sono trasferiti nella Valle del Reno mossi da un progetto di vita ispirato alla semplicità, alla socialità ed al benessere degli animali. Hanno acquistato una casa disabitata da qualche tempo e si stanno impegnando a ristrutturarla con le proprie mani riscoprendo il piacere, da molti dimenticato, di essere costruttori anche materiali del proprio oggi. Quando Francesco mi apre l’uscio di casa mi impressionano lo sguardo profondo e il calore dell’accoglienza; poi conosco Linda, una giovane dal fisico minuto ma allo stesso tempo semplice e determinata, una ragazza all’antica. Iniziamo a parlare ed è come se li avessi frequentati da vent’anni, eppure era la prima volta che li incontravo. Di solito mi succede quando nelle persone intuisco il valore antico della “montaninità”, che è un misto di orgoglio, ribellione, attaccamento alla terra e rispetto degli avi e che purtroppo è così rara anche in coloro che oggi abitano i paesi di montagna.

La passione per i cani e per tutti gli animali

Ciò che ha fatto incontrare questi due giovani è stata la passione per i cani e per tutti gli animali in genere.

Lavorano entrambi presso il canile comunale di Pistoia, anche se Francesco, che ha un contratto part time, è diventato imprenditore agricolo ed ha progetti futuri anche in questa direzione. La loro scelta di vita iniziale è quella di riempirsi di animali di recupero ma soprattutto di gestire una piccola pensione per cani offrendo loro uno spazio al fresco ed un’ampia zona all’aperto per le sgambature.

“I cani che ospiteremo nella nostra piccola struttura – dice Francesco – saranno inizialmente solo 3 o 4 ed un numero così contenuto permetterà agli animali di ricevere ogni tipo di attenzione. Tuttavia, in futuro voglio dedicare spazio, nel grande campo adiacente alla casa, anche alle coltivazioni di piccoli frutti, lamponi, mirtilli, ribes proponendo ai visitatori l’opportunità di raccoglierli con le proprie mani”.

Respirare con la mente

Ciò che emerge è la voglia da parte di questi due giovani di intraprendere un cammino controcorrente, alternativo all’ansia ed allo stress della vita cittadina, che toglie più di quanto dà, e tornare a meravigliarsi nel vedere la notte dietro casa una marea di lucciole, come dice Francesco o di “respirare con la mente – afferma Linda – che significa abbandonarsi a riflettere in sintonia con ciò che di più naturale ti circonda”.

Quanto alla casa dove abitano, ancora Linda tiene a puntualizzare che “ce la siamo ristrutturata riutilizzando ciò che c’era, senza sprechi o innovazioni pretenziose, perché abbiamo acquistato una casa storica e la vogliamo rispettare”.

Gli esempi tratti dalle famiglie

E’ splendidamente strano sentir parlare di rispetto di una casa e in fondo anche di chi ci ha abitato in passato e questo non può che essere legato a grandi testimonianze di vita che si incontrano, in famiglia o nella vita sociale quotidiana.

Linda, con gli occhi lucidi, dice: “Io devo ringraziare i nonni e la mamma, che purtroppo mi hanno già lasciato, perché mi hanno permesso di vivere la mia infanzia nella casa di San Vito, tra animali e boschi. Lì ho capito e apprezzato la libertà. Quello era il mio nido fatto di affetti e di armonia col mondo. Ora, qui nella Valle del Reno, voglio ricrearmelo e vivere una vita mia, anche se mi immagino che non mancheranno le difficoltà. Se devo indicare un altro esempio che mi ha cambiato profondamente non posso non rammentare Wolfang Fasser, il fisioterapista non vedente che invita ad ascoltare se stessi e fa da guida anche nel bosco di notte, insegnandoci a percepire la realtà che ci circonda con tutti i sensi e a scorgere anche ciò che è invisibile”.

Un grande debito di gratitudine lo esprime anche Francesco nei confronti dei propri genitori: “In particolare mio padre che mi ha insegnato a reagire a tutte le difficoltà e a seguire i sogni che ci conducono a star bene con se stessi e con tutti coloro che ci circondano”.

Parlando con questi giovani si può dire che non tutto è perduto, che certi valori di un tempo, come la dignità e il rispetto, non sono tramontati per sempre e che l’entusiasmo e la meraviglia che suscitano le cose semplici non sono solo una caratteristica dei bambini ma anche di chi si sente bambino nel profondo e che vuol costruire, a costo di nuotare controcorrente, un mondo più a misura dei sentimenti più nobili.

Un po’ di immagini

 

Sopra e sotto a sinistra vedute d’insieme della loro abitazione; sotto Francesco e Linda, sullo sfondo l’ampio spazio verde dietro casa

 

Sotto due immagini del fiume Reno, a due passi dalla loro abitazione

 

Sotto le antiche stalle recuperate a nuovi usi

 

 


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)