Pistoia, Voce del Territorio  |  giugno 30, 2026

Restauro concluso, un anno dopo il crollo la chiesa di Cireglio torna alla normalità

Cerimonia davanti alla pieve di San Pancrazio con i rappresentanti del Comune e della Fondazione Caript accolti dal parroco e da tanti paesani. Padre Paul: “Oggi abbiamo una chiesa e una comunità più forti”. La vice sindaca Nesi: “Un edificio simbolico torna alla sua funzione”. L’ex sindaco Tomasi: “I piccoli paesi vanno sostenuti”. Il presidente Gori: “Questo è un vero caso da manuale dove tutti i soggetti coinvolti si sono allineati”

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CIREGLIO (PISTOIA) – Un anno dopo il crollo della facciata della pieve di San Pancrazio, Cireglio ha potuto festeggiare la fine dei lavori e il ritorno alla normalità. Nel tardo pomeriggio di lunedì 29 giugno, i rappresentanti di Parrocchia, Comune di Pistoia e Fondazione Caript hanno salutato il ritorno alla normalità insieme a tanti abitanti del paese, con poche parole essenziali, buffet e brindisi finale. Un ritorno alla normalità dopo che nel giugno dell’anno scorso, nella notte fra domenica 22 e lunedì 23 giugno, poco prima delle due, una porzione consistente della facciata si staccò, lasciando un vero e proprio “buco” sull’edificio e diversi detriti in terra. Le pietre venute giù danneggiarono solo alcune auto parcheggiate lì vicino, per fortuna senza coinvolgere nessuna persona. “Sono veramente contento e voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato, primo fra tutti nostro signore – ha detto padre Paul -. La notte di un anno fa davanti alla chiesa pensai ad una grazia perché sotto quelle macerie non c’era nessuno. Basti pensare che pochi giorni prima c’erano state le cerimonie con le comunioni. Voglio ringraziare il Comune e la Fondazione che ci è stata molto amica e tanta gente si è data da fare. E’ stata davvero una collaborazione bellissima – ha detto in conclusione il parroco di Cireglio -. Non tutti i mali vengono per nuocere perché oggi abbiamo una chiesa e una comunità più robusti e più forti”.

La vicesindaco Stefania Nesi, appena entrata in carica, ha portato i saluti del sindaco Giovanni Capecchi, della Giunta e dell’intero Consiglio comunale, per l’appunto riunito in seduta proprio in contemporanea alla cerimonia. “Questo è un momento molto importante, un edificio simbolico che venne raso al suolo nel 44 nel corso della guerra, successivamente ricostruito, e che a un anno dal crollo della facciata viene restituito alla comunità. Un risultato non scontato per il quale ringrazio la Fondazione e l’amministratore che ci ha preceduto guidata dal sindaco Tomasi”. E l’ex sindaco Alessandro Tomasi, ha voluto sottolineare che “Cireglio gode dell’aiuto della provvidenza e dell’attenzione delle amministrazioni comunali, anche di segno politico diverso. Io sono molto legato a questo paese, credo che le aree periferiche alla città vadano aiutate e sostenute, che i campanili siano simboli importanti, così come lo è lo stretto legame fra chiesa comunità, un bene da salvaguardare. Voglio accennare solo a quello che è un mio sogno – ha concluso Tomasi -: a Cireglio manca una piazza, sarebbe bello pedonalizzare questo luogo e crearla proprio qui davanti alla pieve”.

La chiosa finale a chi è intervenuto in modo consistente sul piano finanziario, la Fondazione Caript: “Le cose sono andate come dovevano andare: questo è un caso da manuale, si sono allineate Amministrazione comunale, Fondazione, Parrocchia e comunità – ha detto il presidente Luca Gori -. Questo restauro ha un significato spirituale e sociale: questa chiesa, ben visibile dalla strada principale, è un po’ il segno del passaggio alla montagna, una sensazione che ho sempre avvertito nel corso degli anni. E oggi si torna a poterlo riconoscere come tale”.

Cireglio esce dall’emergenza, dopo un po’ di peregrinare le funzioni religiose sono tornare nel luogo deputato. Un risultato giunto probabilmente prima del previsto e che solo una stagione molto piovosa nei mesi scorsi non ha addirittura anticipato.

 

 


Paolo Vannini

Laurea in scienze politiche, giornalista professionista dal 1998, ha lavorato nei quotidiani La Nazione e Il Giornale della Toscana (edizione toscana de Il Giornale), è stato responsabile dell'Ufficio comunicazione del Comune di Firenze, caporedattore dell'agenzia di stampa Toscana daily news, cofondatore e vice direttore del settimanale di informazione locale Metropoli. Ha lavorato presso l'Ufficio stampa di Confindustria Toscana, ha collaborato e collabora per diverse testate giornalistiche cartacee e on line - fra queste il Sole 24 ore centronord, Il Corriere Fiorentino (edizione toscana del Corriere della Sera), Radio Radicale - si occupa di uffici stampa e ghost writing.