Continua la battaglia sul presidio ospedaliero “Pacini”, dopo l’ultima visita del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a San Marcello, in occasione dell’inaugurazione della sede UAP, lo scorso 4 luglio. Di seguito pubblichiamo la nota stampa dei comitati CREST e Associazione Zeno Colò.
SAN MARCELLO – “Negli ultimi mesi istituzioni, associazioni, sindacati e rappresentanti politici hanno ribadito la necessità di garantire ai cittadini della montagna servizi sanitari adeguati, chiedendo il riconoscimento del Pacini come ospedale di area disagiata. Durante le iniziative organizzate sul territorio, dai presìdi civici alle manifestazioni pubbliche, è emersa con forza la richiesta di una sanità più vicina ai residenti, chiamati quotidianamente a confrontarsi con le difficoltà legate alle distanze e alla carenza di servizi essenziali. Sul tema sono intervenuti esponenti politici di maggioranza e opposizione, tra cui Alessandro Tomasi, Alessandro Capecchi e Bernard Dika, che hanno riconosciuto l’esistenza di una disparità di trattamento rispetto ad altre aree montane della Toscana, insieme a organizzazioni come CGIL, CISL e Confartigianato, che hanno espresso sostegno alle richieste avanzate dalla comunità locale, senza dimenticare l’appoggio ricevuto da numerose aziende del territorio e dalla società civile nel corso delle ultime manifestazioni.
La versione di Giani
Diversa, però, la posizione emersa in occasione dell’inaugurazione della sede UCAP dello scorso 4 luglio, quando il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato come il bacino di utenza della Montagna Pistoiese sia inferiore ai 15 mila abitanti e ha ribadito le difficoltà economiche legate all’istituzione di un pronto soccorso completo. Dichiarazioni che hanno suscitato perplessità e critiche, soprattutto alla luce del fatto che altre realtà toscane con caratteristiche analoghe dispongono di strutture sanitarie più articolate.
“Stesso trattamento degli altri territori simili”
Secondo noi, il nodo centrale resta proprio la disparità di trattamento tra territori che condividono le stesse condizioni di isolamento geografico e fragilità demografica. ‘Non chiediamo che vengano sottratti servizi ad altri territori ma che anche alla Montagna Pistoiese vengano garantiti gli stessi diritti riconosciuti altrove’. Attese importanti riguardavano anche l’incontro convocato nei giorni scorsi a Firenze per presentare il progetto pilota elaborato dalla Scuola Sant’Anna di Pisa. L’incontro, svoltosi in videoconferenza, avrebbe però evidenziato diverse criticità nella bozza iniziale, con valutazioni ritenute poco aderenti alla realtà del territorio, tanto che sarebbero stati gli stessi sindaci a proporre modifiche e integrazioni.
“Manca un programma di sviluppo”
Sul piano operativo, le uniche novità, che secondo noi si limitano a certificare l’assenza di un vero programma di sviluppo, sono la conferma che la Montagna Pistoiese affronterà una seconda estate senza il servizio di radiologia, la cui riapertura è prevista soltanto per metà settembre, dopo diciotto mesi di chiusura; che la TAC annunciata nel 2019 e promessa per il 2020 potrebbe arrivare non prima del 2027, accumulando così sette anni di ritardo; e che, per quanto riguarda la dialisi, saranno valutati eventuali – quindi non certi? – interventi futuri. Restano inoltre aperti i temi delle associazioni di volontariato sanitario e del potenziamento dei servizi territoriali.
“Pacini non considerato ospedale di area disagiata”
L’aspetto più significativo emerso dal confronto è che il riconoscimento del Pacini come ospedale di area disagiata non rientrava tra i temi del progetto pilota, sebbene l’assessora, nel comunicare la propria assenza alla manifestazione di fine aprile, lo avesse indicato come lo strumento destinato a dare una risposta alle istanze del territorio. La nostra battaglia continuerà con serietà e determinazione perché il diritto alla salute dei cittadini della montagna non può essere subordinato esclusivamente a valutazioni economiche o burocratiche.
Emiliano Bracali presidente e Alessandro Di Rocco vicepresidente dell’Associazione Zeno Colò, Simone Ferrari e Flavio Ceccarelli del “CREST”, Carlotta Guerrini portavoce “Una Montagna di bambini”
