Pistoia, Personaggi e Interpreti  |  aprile 8, 2026

Alvaro Gaggioli, un eroe di tutti i giorni

La morte di uno degli artefici di Agrabah, l’associazione di genitori con figli autistici di Pistoia. Attualmente ricopriva la carica di vice presidente della Fondazione Raggio Verde, nata dall’incontro di Agrabah con la Fondazione Turati. L’impegno costante prima nel Centro di Santomato poi nella Casa di Gello, realizzata dalla Fondazione Caript. Nell’ultimo periodo l’impegno nella nuova struttura di Spazzavento. “Una persona di straordinaria umanità, bontà e altruismo”. I funerali a Lagacci, giovedì 9 aprile, alle 15.30

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Gaggioli con Michela Andreini in occasione del suo ottantesimo compleanno

E’ morti ieri, martedì 7 marzo, Alvaro Gaggioli, 82 anni, fra gli artefici principali e presidente dell’associazione Agrabah, vice presidente di Fondazione Raggio Verde, nata dall’incontro della stessa Agrabah con Fondazione Turati. Alvaro lascia la moglie Manuela e i figli Dario, Andrea e Caterina. La salma è esposta alle cappelle della Croce Verde, a Pistoia, il funerale si svolgerà domani, giovedì 9, alle 15.30, nella chiesa di Lagacci, piccolo paese nel Comune di Sambuca di cui Gaggioli era originario e al quale era rimasto molto legato.

Di seguito un ricordo di Giancarlo Magni, fino a poco fa presidente di Fondazione Turati e di Fondazione Raggio Verde, che con Gaggioli ha percorso un significativo tratto di strada, occupandosi di assistenza alle persone con autismo e del quale era diventato grande amico.

 

PISTOIA – Ci sono uomini che vengono ricordati come eroi per un gesto clamoroso, un’impresa eclatante, un’azione destinata a lasciare un segno nella storia di una comunità o di un paese, e ci sono poi uomini che tutti i giorni affrontano le grandi difficoltà della vita, come può essere quella di avere un figlio che ha bisogno di un supporto per tutta la sua esistenza, e lo fanno senza rabbia o spirito di rivalsa ma al contrario con animo costruttivo, rimboccandosi le maniche per dare un aiuto non solo al proprio figlio ma anche a tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni. Alvaro Gaggioli era uno di questi. Lo definirei un eroe di tutti i giorni, un eroe vero, un eroe di umanità, di altruismo, di bontà.

Tutto inizia nei primi anni 2000

All’inizio degli anni 2000, quando ancora l’autismo non era al centro dell’attenzione della società e soprattutto del Servizio sanitario nazionale, Alvaro con un gruppo di genitori che si trovavano nella sua stessa condizione dette vita ad una Associazione, Agrabah, che già dal nome era tutto un programma. Agrabah, la città fantastica ed ideale di Aladino, dove tutto diventa possibile, se lo si vuole davvero. Alvaro e gli altri genitori avevano questo sogno: costruire anche per i loro figli una vita il più possibile uguale a quella di tutti gli altri. Si rimboccarono le maniche, ci misero del loro, chiesero aiuto e sostegno alla comunità pistoiese.

Il Centro di Santomato e la Casa di Gello

Lo trovarono da parte di molti ma soprattutto lo trovarono da parte della Fondazione Cassa di Risparmio che permise loro di avviare una prima attività di cura e presa in carico. Fu il primo passo. Prese vita il Centro ambulatoriale di Santomato. Da lì, in progresso di tempo, nacque, sempre grazie alla Fondazione Caript, Casa di Gello, un centro diurno basato su una Farm Community. Un tentativo di dare ai giovani assistiti i primi rudimenti di una attività lavorativa vera e propria. L’attività andava avanti con soddisfazione e successo, ma tutto si basava sull’impegno diretto di Alvaro e degli altri genitori.

La crescita di Agrabah

Ben presto però Agrabah si trovò davanti a nuovi problemi e difficoltà. Il SSN iniziò a dare le sue prime risposte al problema dell’autismo e questo fatto, certo positivo, si portò dietro un considerevole incremento della regolamentazione del settore. L’attività di cura e sostegno doveva essere affiancata da crescenti pratiche amministrative e burocratiche che iniziarono a diventare sempre più pesanti per una piccola realtà come quella di Agrabah che non poteva realizzare delle economie di scala. Alvaro individuò subito il problema che stava nascendo. Se Agrabah voleva continuare a vivere e possibilmente a crescere doveva essere parte di una organizzazione più grande che però ne preservasse lo spirito originario e l’impegno.

Agrabah incontra la Fondazione Turati, nasce Raggio Verde

E’ stato in quel momento, una decina di anni addietro, che ho conosciuto Alvaro. Nella sua ricerca di soluzioni per il futuro della sua creatura, Alvaro incontrò anche noi della Fondazione Turati, all’epoca una Onlus, oggi un’Impresa sociale, che, in diverse regioni italiane, opera in tutto il settore che si trova a valle della fase acuta delle malattie. L’intesa, in linea di principio, fu immediata. Noi ci dichiarammo disponibili a sostenere l’attività di Agrabah, garantendo però ai soci fondatori un ruolo nella gestione e una totale autonomia per tutte le attività di supporto. Così facemmo. Ma per essere sicuri di quello che noi e loro stavamo facendo, la Turati, per i primi due o tre anni, si limitò ad affiancare l’attività di Agrabah. Poi, insieme a loro, demmo vita ad una nuova Fondazione Raggio Verde, partecipata da entrambe le realtà. Ed io fui chiamato a presiedere quel primo Consiglio di Amministrazione. E lì, attraverso il contatto continuo, la conoscenza con Alvaro si trasformò prima in amicizia, poi, lo dico senza retorica, in un legame profondo basato sull’affetto e sulla stima reciproca.

La storia recente, il nuovo Centro di Spazzavento

Il resto è storia recente. Raggio Verde è cresciuta in fatturato ed attività. Sta per aprire un nuovo, modernissimo Centro a Spazzavento che sostituirà quello, iniziale, di Santomato e, soprattutto, Raggio Verde sta cercando di contribuire a dare risposta alla vera, grande sfida del domani, quella del “Dopo di Noi”, di assicurare cioè alle persone affette da disturbi dello spettro autistico una loro autonomia di vita.

Mancherà il suo esempio, il suo ottimismo, la sua concretezza

Mancherà, è vero, a Raggio Verde, l’esempio, l’incoraggiamento, l’ottimismo e la concretezza di Alvaro, ma sono certo che il suo spirito sarà sempre fra i suoi ragazzi, e soprattutto sarà di aiuto e di conforto a chi oggi guida la Fondazione che lui ha voluto e ha contribuito a far nascere.

Grazie di tutto, Alvaro.

 

Giancarlo Magni

Già Presidente di Raggio Verde e Fondazione Filippo Turati


La Redazione

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