I Cammini dell'Acqua  |  febbraio 14, 2026

Due nuovi “Cammini dell’acqua” riaperti alle Piastre e a Sambuca

Altri percorsi storici riattivati grazie al bando di Publiacqua e alla collaborazione delle associazioni locali. La Proloco Alta Valle del Reno ha realizzato un itinerario del ghiaccio recuperando 5 ghiacciaie, con quella della Serraia diventata un’aula didattica all’aperto. Il progetto dell’APS Terra Selvaggia di Sambuca Castello ha ripristinato un percorso ad anello denominato il “Cammino delle fonti e del fiume”

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LE PIASTRE (PISTOIA) – SAMBUCA PISTOIESE – Da quando Publiacqua spa ha istituito il bando denominato “I cammini dell’acqua” sono stati recuperati diversi percorsi storici nel territorio provinciale pistoiese. Laddove esistono associazioni di volontariato impegnate a collaborare, le risorse messe a disposizione sono state utilizzate al meglio per permettere a visitatori e viandanti di addentrarsi nelle nostre aree interne, che nulla hanno da invidiare ad altre più rinomate.

Nella nostra Montagna, riguardo al bando relativo all’anno 2025, sono stati riaperti due nuovi “cammini”; il primo alle Piastre e l’altro a Sambuca, ognuno dei quali ha esaltato le peculiarità storiche del proprio territorio.

Il progetto delle Piastre

 

Alla civiltà del ghiaccio è dedicato il progetto delle Piastre e non poteva essere altrimenti, dato che il paese ha alimentato, tra il 1800 e la prima metà del 1900, un’industria vera e propria che riforniva di ghiaccio non solo la Toscana, ma anche tutte le regioni circonvicine.

L’intraprendenza e la sapienza di quel popolo ha sfruttato al meglio le due risorse naturali che aveva a disposizione, l’acqua e il freddo, l’unione delle quali ha dato vita ad un sistema caratterizzato da vasche di raccolta dove l’acqua gelava e da ghiacciaie, cioè da strutture coperte che servivano per lo stoccaggio e la conservazione del ghiaccio naturale fino alla stagione estiva.

I volontari della Proloco Alta Valle del Reno hanno dunque fatto un’operazione di archeologia industriale recuperando 5 ghiacciaie e mettendole in comunicazione tra loro, con un itinerario del ghiaccio restituito alla pubblica godibilità.

Più in particolare una di queste ghiacciaie, denominata Serraia, è diventata un’aula didattica all’aperto con pannelli che illustrano di volta in volta le varie fasi della realizzazione del ghiaccio, nonché gli strumenti utilizzati e la vita dura della gente che vi si dedicava.

La presidente della Proloco, Cinzia Sebastiano, visibilmente orgogliosa dell’intera operazione culturale, oltre a ringraziare le opportunità offerte dai bandi di Publiacqua, vuole sottolineare che “la ghiacciaia Serraia l’abbiamo concepita anche come un laboratorio naturalistico all’aperto dove gli accompagnatori di scuole o gruppi organizzati possono, in assoluta autonomia, dar vita a lezioni o incontri usufruendo di materiale locale. Chi vuole visitare questo nostro percorso del ghiaccio non ha bisogno di prenotarsi dato che lo spirito con cui è stato pensato è di libera fruizione culturale, al fine di scoprire aspetti del nostro territorio conosciuti spesso solo sui libri o addirittura ignorati”.

L’itinerario di Sambuca

  

 

 

Il progetto elaborato dall’APS Terra Selvaggia, che ha sede a Sambuca Castello, è consistito nel ripristino di un percorso ad anello che inizia dal paese di Castello di Sambuca, discende verso l’abitato diruto di Bubbiana, che ha l’importanza di essere stato già presente in zona fino dal X secolo, e giunge al fondovalle nel paese di Taviano, dove si trova la sede comunale. Da lì risale il fiume Limentra e si spinge fino alla sorgente perenne del Catinino, rinomata per le sue caratteristiche organolettiche di gusto, limpidezza e purezza, Rientrando verso l’abitato del Molino il sentiero si inerpica lungo la mulattiera storica detta La Chiocciola, per le sue rampe elicoidali, che risale fino al Convento di Santa Maria del Giglio ed all’immediato borgo di Sambuca Castello.

L’intero anello è stato denominato Il Cammino delle fonti e del fiume e ricalca il percorso che ogni giorno faceva a piedi la gente di Sambuca scendendo a valle per le proprie necessità e incombenze quotidiane.

Il sentiero, oltre ad essere estremamente suggestivo, mette in rilievo la sapienza antica dei sambucani nel lavorare la pietra, arte che si può ancora apprezzare nei muretti a secco che fanno da contorno a mulattiere di grande pregio architettonico le quali sfidano fieramente il tempo anche dopo secoli dalla loro realizzazione.


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)