PRUNETTA (SAN MARCELLO PITEGLIO) – Massimiliano aveva solo 4 mesi in quel gennaio 1944 quando i suoi, una famiglia di religione ebraica sfollata a Prunetta, vennero arrestati dai nazisti con la complicità di fascisti locali per poi esser deportati, e trovare la morte, in campi di sterminio. Lui, così piccolo, fu salvato da una famiglia pistoiese (Ernesto e Rita Bragagnolo) titolare di un negozio di calzature nell’attuale via Buozzi. Massimiliano, il bambino di allora, oggi 82 anni, sta per tornare a Prunetta, con figlio e nipoti, dalla città – Torino – dove ha svolto con successo la professione di commercialista. Rivedrà il piccolo paese montano. Passerà davanti alla scuola elementare dove frequentò i primi due anni. Il suo cognome è Fiser (si pronuncia Fischer).
La cerimonia di domenica 7 settembre
Prunetta accoglierà lui, e la famiglia, questa domenica 7 settembre per una cerimonia particolare: a ricordo di quella tragedia, che anche a Prunetta colpì due famiglie di ebrei, verranno collocate 11 pietre d’inciampo con i nomi e le date di altrettante persone uccise dalla barbarie nazifascista. L’evento, organizzato dalla Pro Loco di Prunetta con il sostegno del Comune di San Marcello Piteglio, avrà inizio alle 16, e si svolgerà nel giardino della memoria, l’ex cimitero del paese, dove saranno poste le pietre (“Un modo non solo per fare memoria del passato ma anche per gridare contro le violenze di un presente che sembra aver imparato poco dal passato”, sottolinea Michele Chiappini per la proloco). Sarà presente il sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo. Interverrà Andrea Ottanelli, direttore della rivista “Storialocale”.
La riflessione su libro di Andrea Lottini
La cerimonia proseguirà con una riflessione basata sul libro “Vite sospese. Memorie e storie della Shoah nel Pistoiese” scritto da Andrea Lottini, docente di religione nelle scuole pistoiesi e cultore di storia. Il volume racconta non solo le storie delle due famiglie ebraiche (i Fiser e i De Cori) arrestate a Prunetta, ma anche una ventina di altre vicende pistoiesi.
Arresti e deportazioni nella provincia di Pistoia
Furono, in questa provincia, 113 gli arrestati perché ebrei. Solo 11 vennero rilasciati mentre 2 riuscirono a fuggire. Dei 100 deportati nei lager solo 7 sopravvissero. I restanti 93 furono uccisi.
L’altra famiglia sfollata a Prunetta
Dell’altra famiglia ebrea sfollata, dal pisano, a Prunetta, i De Cori, faceva parte, con le figlie Gabriella e Vera, anche Giuseppina Ambron. Nel gennaio 1944 le due figlie, arrestate, vennero consegnate ai nazisti per poi essere deportate ad Auschwitz. Solo Giuseppina, anziana, fu lasciata libera. Morì, sepolta a Prunetta, negli anni Cinquanta.
Il legame con Vittorio Gassman
La lapide della sua tomba è stata recuperata durante i lavori di trasferimento del cimitero e adesso, insieme alle pietre d’inciampo, rappresenta un monito di memoria. Giuseppina era zia materna di Vittorio Gassman. All’incontro di domenica 7 settembre è stata invitata anche la famiglia del grande attore, morto nel 2000, che qualche volta era stato visto sostare in silenzio davanti alla tomba della zia.
La presenza dei camminatori del gruppo Antigone
Alla cerimonia saranno presenti anche alcuni camminatori del “Gruppo Antigone” partiti da San Rossore, il luogo dove nel 1938 vennero firmate le leggi razziali. Interverrà anche Elena Trovatelli, assessora nel Comune di Santa Maria a Monte (Pisa) il paese da dove proveniva la famiglia Ambron. Sarà presentato in anteprima un docufilm “Prunetta 1944 ci portano via”.
