CASTELLO DI CIREGLIO (PISTOIA) – Non è facile descrivere la Festa del Parco Letterario Policarpo Petrocchi a chi non è riuscito a partecipare. Perché al di là dei singoli appuntamenti proposti e che possono essere ripercorsi in una cronaca a posteriori, solo l’essere stato presente può aver fatto percepire qualcosa che è difficile trasmettere a parole: la sensazione, forte, di un progetto che è in cammino ma che sta anche mettendo solide radici.
La musica in apertura e chiusura
La Festa 2025 (arrivata alla sua quinta edizione), svoltasi a Castello di Cireglio il 29, 30 e 31 Agosto, ha previsto una apertura e una chiusura in musica. Il gruppo spontaneo della Filarmonica Borgognoni ha sfilato nelle strade del paese per inaugurare la manifestazione, creando il giusto clima di festa e condivisione; Maurizio Geri e Giuditta Scorcelletti hanno concluso l’edizione, con un concerto che ha trovato nella piazza di Capivilla la giusta alchimia per funzionare alla perfezione: le chitarre e le voci eccezionali di Geri e Scorcelletti da un lato, la piazza illuminata dal sole e con un pubblico che forse a Castello non si era mai visto, la casa di Policarpo Petrocchi sullo sfondo.
Teatro, natura, conferenze e molto altro
Le immagini della conferenza di Giorgio Ficara
Tra questi due estremi musicali, la Festa ha visto alternarsi momenti dedicati alla natura (come il percorso alla scoperta delle erbe commestibili e medicinali), appuntamenti teatrali (con il “Viaggio sentimentale” alla scoperta di Policarpo Petrocchi e del suo paese guidato da Giovanni Fochi e Giulia Ferri), conferenze, da quella di Giorgio Ficara – che ha parlato dell’idea di letteratura in Francesco De Sanctis, contemporaneo di Petrocchi – a quella del Lama Tibetano Khenpo Sonan – che ha presentato il movimento non settario tibetano Rimé che si è consolidato negli anni in cui ha vissuto il paesano più illustre di castello, al quale il Parco Letterario è intitolato. La passeggiata a sei zampe (con i cani), lo yoga, la degustazione dei prodotti di alcune aziende della montagna, sono stati poi altri appuntamenti che hanno animato la manifestazione.
Da sinistra la conferenza del Lama Tibetano Khenpo Sonan, il percorso alla scoperta delle erbe e gli stand per le degustazioni
La Casa del Parco
L’incontro che si è svolto nel pomeriggio di domenica 31 Agosto e che ha preceduto il concerto conclusivo, ha rappresentato infine un momento di grande rilievo: per i volontari del Parco, per il paese di Castello di Cireglio, per la montagna e per l’intero territorio pistoiese. Tema dell’incontro: la Casa del Parco.
Un rapidissimo riassunto della storia recente appare obbligatorio: nel 2022 il Parco Letterario ha acquistato tre immobili tra loro confinanti nel cuore del paese di Castello, abbandonati da anni, con l’obiettivo di ristrutturarli per farci la sede del Parco, una sala per incontri e prima accoglienza dei visitatori, una foresteria, destinata anche a ricercatori e ricercatrici che già hanno manifestato l’interesse di studiare la biodiversità nei boschi che circondano Castello. Per realizzare il recupero di queste strutture, seguendo il progetto elaborato dall’architetto Alessandro Bernardini, il Parco ha partecipato nel 2023 al bando del Comune di Pistoia per la ripartizione degli oneri di urbanizzazione secondaria (ottenendo un finanziamento di 46.000 euro) e poi, dal 2024, ha iniziato, insieme alle associazioni Storia e Città e Amo la Montagna, un percorso di condivisione e di coprogettazione nell’ambito della Fondazione delle Comunità, creata dalla Fondazione Caript. Questo percorso (che ha permesso di intessere legami con molte associazioni e di ampliare i confini della Casa: non semplicemente la Casa “del Parco”, ma un punto di riferimento per il territorio) ha portato ad un ulteriore finanziamento di 80.000 euro. Aggiungendo a questi due finanziamenti i fondi che – per un totale di 24.000 euro – il Parco è riuscito in questi tre anni a mettere insieme, sia attraverso iniziative di autofinanziamento sia grazie agli sponsor (su tutti Sama&Prato Impianti e Fondazione Giorgio Tesi), a fine settembre aprirà il cantiere per realizzare il primo dei due stralci del progetto di recupero. Primo dei due stralci che consentirà di avere, nella primavera 2026, i tre immobili della Casa con tetti e solai rifatti e con gli impianti installati e la sala incontri e prima accoglienza (con i servizi igienici) pronta per l’uso.
Il momento dedicato alla Casa del Parco, che ha visto tra l’altro la partecipazione di un pubblico molto numeroso, rappresenta un passaggio di valore eccezionale per una realtà (è bene ricordarlo) che si basa sul volontariato. Un passaggio impegnativo, ma che il Parco affronta con entusiasmo e determinazione e non in solitudine: attorno al progetto si sono infatti raccolte istituzioni, associazioni, sponsor, singole persone. I “mattoni” della Casa, insieme alle idee che hanno animato il progetto, rappresenteranno un contributo “strutturale” (piccolo quanto si vuole, ma concreto e solido come le pietre delle costruzioni che saranno recuperate) per una montagna in cui si torni a risiedere e in cui si possano trovare opportunità di lavoro, soprattutto per i più giovani. Letteratura, cultura, natura, salvaguardia ambientale ed economia trovano il modo di intrecciarsi in un unico progetto, che anche la Festa – nella varietà dei suoi appuntamenti – ha confermato e che presto avrà una Casa.













