Esiste la possibilità concreta che entro pochissimi anni, la maggior parte delle Associazioni di volontariato della Montagna Pistoiese se non sarà in grado di trasformarsi profondamente adeguandosi ai tempi, chiuderà definitivamente i battenti.
Un Patrimonio a Rischio
Ciò significherebbe non solo la perdita di servizi fondamentali per le comunità locali e di luoghi di incontro e aggregazione, ma anche la dispersione di un patrimonio culturale, storico e sociale inestimabile. Questo è un mondo fatto di persone fortemente radicate al territorio che lo amano e lo conoscono in modo capillare in tutti i suoi aspetti. Ogni realtà custodisce storie, materiali, documenti, fotografie, racconti e conoscenze dal valore inestimabile che rischiano di andare perduti per sempre e che al contrario rappresenterebbero l’elemento chiave per qualsiasi progetto di rilancio della Montagna.
Il Passato Insegna
In un periodo difficile come il secondo dopoguerra, il mondo del volontariato e in particolare le Pro Loco, furono fondamentali per ricostruire un paese in macerie da tutti i punti di vista e comprendere che possono esserlo di nuovo oggi per uscire dall’attuale crisi.
Tra le Istituzioni (Sempre più Lontane) e la Gente
Queste piccole organizzazioni, se pur fragili e in difficoltà, a seguito della chiusura delle Circoscrizioni e delle Comunità Montane, sono divenute di fatto l’unico corpo intermedio che si frappone tra il cittadino che abita nel piccolo borgo o nella frazione collinare e le istituzioni. Fattore che le investe di una responsabilità enorme che va ben oltre la mera attività di animazione e promozione turistica e impone loro di ricoprire quella posizione vacante di soggetto preposto alla difesa e dello sviluppo del territorio della Montagna.
La Necessità di attrezzarsi e Fare Rete
Questa consapevolezza e la difficoltà estrema del momento per molti aspetti simile al dopoguerra, potrebbero finalmente spingere tutti noi volontari e dirigenti a fare rete in modo efficace, condividendo risorse, competenze e strumenti.
Ad esempio, un passo avanti sarebbe quello di creare uffici condivisi per la gestione delle funzioni di segreteria, comunicazione e progettazione.
Coinvolgere i Giovani: La Sfida più Grande
Un altro punto importante sarebbe quello di riuscire finalmente a coinvolgere i giovani, ma per questo va culturalmente sdoganato il fatto che quelli che arriveranno andranno retribuiti, accettare che quello che fino a pochi anni fa era “fare volontariato puro”, oggi per le nuove generazioni diventerà “lavorare nel settore no profit”, magari all’inizio tramite il servizio civile, magari proprio in quegli uffici prima descritti.
Unire le Forze per il Futuro della Montagna
Inoltre, unendo le forze, queste realtà, potrebbero essere più efficaci nella difesa dei servizi, nel pretendere finalmente norme e fiscalità di vantaggio per le aree depresse e soprattutto per scrivere in prima persona un progetto organico di rilancio economico e sociale della Montagna Pistoiese, da sottoporre alle amministrazioni competenti.
L’Unica Possibile Rinascita
La rinascita della Montagna Pistoiese, se davvero potrà avvenire, potrà essere solo un proposito senza fini di lucro basato sulle peculiarità solidaristiche delle Associazioni locali, sulla loro conoscenza capillare delle risorse del territorio e su modelli di sviluppo nuovi che creino benessere diffuso piuttosto che solo valore economico in cui al centro della scala dei valori tornino ad essere le persone le relazioni, i beni comuni e l’ambiente.
2 – FINE
Brevi note sull’autore dell’articolo
Samuele Pesce fa parte del direttivo di Legambiente Pistoia ed è Referente per le aree montane di Legambiente Toscana. Libero professionista nel settore della grafica e comunicazione digitale. Appassionato di fotografia naturalistica, da lungo tempo impegnato nella difesa dell’ambiente, dei diritti e dei servizi e nella promozione del territorio della Montagna Pistoiese.
Il precedente articolo sullo stesso tema
Le Associazioni di Volontariato nella Montagna Pistoiese: un sistema in bilico
