La montagna oggi è un territorio depresso sotto il punto di vista economico sociale dove molte località si sono spopolate o trasformate in paesi dormitorio, ma nonostante tutto vede ancora la presenza di numerosissime Associazioni locali che svolgono un importantissimo ruolo di presidio sociale e di custodi di storia, arte, cultura e tradizioni.
Le nuove sfide del volontariato
Tuttavia, negli anni, questa realtà si è trovata di fronte a sfide sempre più complesse, in rapida evoluzione parallelamente ai cambiamenti del contesto socio-economico generale della società. Cambiamenti che hanno interessato sia gli aspetti culturali, e il modo di rapportarsi con gli altri, che quelli pratici legati al finanziamento, alla gestione e allo svolgimento delle attività.
Sfide che hanno drasticamente ridotto il numero dei volontari, la forza economica e la possibilità di operare perlomeno degli enti più piccoli, fino a metterne a rischio la loro stessa sopravvivenza proprio in un periodo come quello odierno in cui invece rivestirebbero un’importanza fondamentale.
La principale criticità è sicuramente la mancanza di ricambio generazionale, frutto di un l’età media della popolazione sempre più alta e del fatto che i pochi giovani rimasti sono concentrati a finire gli studi o sulla difficoltà di trovare lavoro.
L’impatto della riforma del Terzo Settore
La recente riforma del Terzo Settore è stata un altro duro colpo. Pur introducendo importanti elementi di ordine e trasparenza, ha impattato in modo uniforme su tutto il settore senza tener conto delle micro realtà e dei contesti specifici. Di fatto equiparato tutte le associazioni di volontariato a imprese, distinguendole sostanzialmente solo per l’assenza di scopo di lucro, ma costringendole ad adottare strumenti e metodologie tipiche dell’azienda.
Le difficoltà operative
I Consigli Direttivi sono spesso formati da dirigenti piuttosto anziani che non sono riusciti a stare al passo di metodi e tecnologie che sono cambiati così velocemente e incontrano grandi problemi nell’utilizzo dei nuovi sistemi informatici, ormai indispensabili per la gestione delle attività, come la Posta Elettronica Certificata (PEC), la firma digitale e il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID).
La gestione del RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), la progettazione sociale, la raccolta fondi, la comunicazione digitale e la redazione dei bilanci, oggi richiedono competenze specializzate e continuità nella gestione. La difficoltà nel compilare le domande e scrivere progetti e il fatto che spesso sia richiesta un’elevata quota di cofinanziamento, di fatto precludono a molti la possibilità di reperire fondi.
Oggettivamente, oggi, senza un ufficio che si occupi di stabilmente della segreteria, progettazione e comunicazione, molte organizzazioni rischiano di non essere più in grado di operare e, per i motivi prima descritti, aspettarsi che tutto questo sia svolto esclusivamente da volontari, è ormai del tutto irrealistico. Pertanto anche questo diventa un ulteriore fattore di selezione che permetterà solo alle realtà più grandi e strutturate di sopravvivere.
Un futuro incerto ma resiliente
Ciò nonostante tante Associazioni della Montagna Pistoiese, ancora eroicamente resistono, ancora conservano i valori della solidarietà e ancora riescano a mettere in campo iniziative pregevoli, ma il timore è che si sia davvero vicinissimi al punto di rottura.
1- CONTINUA
Brevi note sull’autore dell’articolo
Samuele Pesce fa parte del direttivo di Legambiente Pistoia ed è Referente per le aree montane di Legambiente Toscana. Libero professionista nel settore della grafica e comunicazione digitale, è appassionato di fotografia naturalistica, da lungo tempo impegnato nella difesa dell’ambiente, dei diritti e dei servizi e nella promozione del territorio della Montagna Pistoiese.
