Associazioni  |  gennaio 5, 2025

Le Associazioni di Volontariato nella Montagna Pistoiese: un sistema in bilico

La riforma del Terzo settore ha equiparato tutte il settore del volontariato alle imprese. La gestione del RUNTS (il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), la progettazione sociale, la raccolta fondi, la comunicazione digitale, la redazione dei bilanci sono tutte questioni che richiedono competenze specializzate e continuità nella gestione. Il solo impegno volontaristico non basta. Il rischio è che sopravvivano solo le realtà più grandi e strutturate.
Un focus della situazione in due puntate

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Un'immagine del campionato della Bugia alle Piastre a Le Piastre e, in homepage, la festa di Santa Celestina a San Marcello

La montagna oggi è un territorio depresso sotto il punto di vista economico sociale dove molte località si sono spopolate o trasformate in paesi dormitorio, ma nonostante tutto vede ancora la presenza di numerosissime Associazioni locali che svolgono un importantissimo ruolo di presidio sociale e di custodi di storia, arte, cultura e tradizioni.

Le nuove sfide del volontariato

Tuttavia, negli anni, questa realtà si è trovata di fronte a sfide sempre più complesse, in rapida evoluzione parallelamente ai cambiamenti del contesto socio-economico generale della società. Cambiamenti che hanno interessato sia gli aspetti culturali, e il modo di rapportarsi con gli altri, che quelli pratici legati al finanziamento, alla gestione e allo svolgimento delle attività.

Sfide che hanno drasticamente ridotto il numero dei volontari, la forza economica e la possibilità di operare perlomeno degli enti più piccoli, fino a metterne a rischio la loro stessa sopravvivenza proprio in un periodo come quello odierno in cui invece rivestirebbero un’importanza fondamentale.

La principale criticità è sicuramente la mancanza di ricambio generazionale, frutto di un l’età media della popolazione sempre più alta e del fatto che i pochi giovani rimasti sono concentrati a finire gli studi o sulla difficoltà di trovare lavoro.

L’impatto della riforma del Terzo Settore

La recente riforma del Terzo Settore è stata un altro duro colpo. Pur introducendo importanti elementi di ordine e trasparenza, ha impattato in modo uniforme su tutto il settore senza tener conto delle micro realtà e dei contesti specifici. Di fatto equiparato tutte le associazioni di volontariato a imprese, distinguendole sostanzialmente solo per l’assenza di scopo di lucro, ma costringendole ad adottare strumenti e metodologie tipiche dell’azienda.

Le difficoltà operative

I Consigli Direttivi sono spesso formati da dirigenti piuttosto anziani che non sono riusciti a stare al passo di metodi e tecnologie che sono cambiati così velocemente e incontrano grandi problemi nell’utilizzo dei nuovi sistemi informatici, ormai indispensabili per la gestione delle attività, come la Posta Elettronica Certificata (PEC), la firma digitale e il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID).

La gestione del RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), la progettazione sociale, la raccolta fondi, la comunicazione digitale e la redazione dei bilanci, oggi richiedono competenze specializzate e continuità nella gestione. La difficoltà nel compilare le domande e scrivere progetti e il fatto che spesso sia richiesta un’elevata quota di cofinanziamento, di fatto precludono a molti la possibilità di reperire fondi.

Oggettivamente, oggi, senza un ufficio che si occupi di stabilmente della segreteria, progettazione e comunicazione, molte organizzazioni rischiano di non essere più in grado di operare e, per i motivi prima descritti, aspettarsi che tutto questo sia svolto esclusivamente da volontari, è ormai del tutto irrealistico. Pertanto anche questo diventa un ulteriore fattore di selezione che permetterà solo alle realtà più grandi e strutturate di sopravvivere.

Un futuro incerto ma resiliente

Ciò nonostante tante Associazioni della Montagna Pistoiese, ancora eroicamente resistono, ancora conservano i valori della solidarietà e ancora riescano a mettere in campo iniziative pregevoli, ma il timore è che si sia davvero vicinissimi al punto di rottura.

1- CONTINUA

 

Brevi note sull’autore dell’articolo

Samuele Pesce fa parte del direttivo di Legambiente Pistoia ed è Referente per le aree montane di Legambiente Toscana. Libero professionista nel settore della grafica e comunicazione digitale, è appassionato di fotografia naturalistica, da lungo tempo impegnato nella difesa dell’ambiente, dei diritti e dei servizi e nella promozione del territorio della Montagna Pistoiese.

 


La Redazione

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