Cultura & Spettacoli, Pistoia  |  agosto 19, 2019

La fusione di arte e Jazz nel quarto appuntamento di Pracchia in musica

Mercoledì 21 il Festival si sposta ad Orsigna, nella chiesa di Sant’Atanasio. Di scena l'Antonello Sabatini Quartet che ripercorrerà la storia del jazz dagli anni '30 in poi. Ai brani musicali si alternerà il racconto dello storico dell’arte e musicista Claudio Calari su Archibald John Motley, artista americano ancora poco noto in Italia. Nella sua pittura l'incontro di musica, fede e danza

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In questa immagine e nella homepage due dipinti di Motley

ORSIGNA (PISTOIA) – Arte e jazz s’incontreranno mercoledì 21 agosto, alle 20,30, nella chiesa di Sant’Atanasio a Orsigna. L’Antonello Sabatini Quartet (Marco Fiorini, chitarra, Marco Vecchio, sax, Andrea Bisello, batteria e Antonello Sabatini, contrabbasso) intercalerà con  standard jazz dagli anni ‘30 in poi, ripercorrendo la storia del jazz, il racconto di Claudio Calari, storico dell’arte e musicista, che racconterà di un artista americano molto legato a questa musica, ma ancora poco noto in Italia.

Quarto evento di Pracchia in Musica

Il quarto appuntamento del Festival Pracchia in Musica, in collaborazione con Transapp e con il sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e di Pescia, grazie alla presenza di Calari, presenta le opere di Archibald John Motley nato nel 1891, a New Orleans. Motley ha rappresentato in pittura tre elementi della cultura afro-americana: musica, fede e danza. “Si parte – spiega il relatore – dalle deportazioni forzate legate al commercio degli schiavi. Questi spostamenti misero in contatto la cultura africana con quella delle colonie inglesi, francesi e spagnole in America. Perché il jazz è il frutto della convergenza che ha origine tra il XVI e il XX secolo di culture africane ed europee. Affronteremo la nascita degli spiritual che divennero poi gospel, cantati dagli afroamericani anche durante le funzioni religiose”.

La storia di Motley e dei neri d’America

Motley aveva due anni quando, con i suoi genitori, migrò a Chicago come altri 2 milioni di afroamericani alla ricerca di un futuro migliore perché, nel 1863, Lincoln aveva dichiarato gli schiavi formalmente liberi, riconoscendoli cittadini americani, ma nel 1890, in molti stati del sud, promulgarono contro i neri leggi più restrittive dette “Jim Crow”. Così molti afroamericani presero la via del Nord. “Chicago nella storia del jazz ha un ruolo speciale – spiega Calari-. A Chicago gli afroamericani vivono in un quartiere ghetto nel South Side, chiamato Black Belt poi ribattezzato Bronzeville, che in breve si riempe di attività commerciali e di locali, dove viene suonato il jazz. Di notte questa musica attira anche il pubblico bianco. Motley, ispirato dall’Era del Jazz e dall’Harlem Renaissance, documenta nelle sue opere la vita degli afroamericani in Bronzeville, ma anche l’esperienza religiosa nera. Egli sente il dovere morale di mostrare la cultura afroamericana, la sua identità, usando la pittura come mezzo per realizzare una migliore comprensione reciproca”.

Immagini a fianco della musica

Le immagini accompagneranno standard jazz di quel periodo e brani inediti eseguiti dall’Antonello Sabatini Quartet, una formazione che, pur legata alla tradizione, è aperta anche ai nuovi linguaggi del jazz e a tutti i generi contemporanei.

L’Antonello Sabatini Quartet

L’Antonello Sabatini Quartet nasce intorno all’ambiente del Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna. I musicisti (provenienti da stili musicali estremamente variegati), seppur con piedi ben saldi nella tradizione, ricercano, senza porsi confini, nei nuovi linguaggi del jazz aprendosi a tutti i generi contemporanei.

Inoltre ispirandosi alle radici popolari del jazz e (in tutt’altro campo) all’esempio di Bela Bartok, conducono una ricerca sul folklore italiano, recuperando le radici ancestrali della nostra musica: punto di contatto con la musica afro-americana

Claudio Calari

Storico dell’arte laureato al DAMS Arte nel 2007, ha conseguito il master di specializzazione in “Marketing e comunicazione dei beni e servizi culturali” presso Il Sole 24 Ore di Milano. Nel 2015 si diploma in Sassofono Jazz  presso il Conservatorio G.B. Martini di Bologna. Ha collaborato in occasioni di viste guidate e conferenze con: Musei Civici di Imola- Museo di San Domenico, Musei Civici D’Arte Antica – Museo Civico Medievale di Bologna, MAMbo di Bologna. Dal 2010 lavora alla Raccolta Lercaro – Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro di Bologna.

Il, come tutti i precedenti, è a ingresso libero

Informazioni utili

Per info rivolgersi a Alberto Spinelli -mail: [email protected] – cell. 3281822550 -www.pracchiainmusica.it
Pagina Facebook: www.facebook.com/pracchiainmusica – Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCC6rSPMy2Ol6XqN2_Z6dtdQ.


La Redazione

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