Sanità e sociale, Lettere al Direttore  |  febbraio 21, 2018

“Bravata” di Casalguidi, la proposta della Turati: “Uno stage di due mesi nei nostri centri per anziani, disabili e malati gravi”

L'intervento della Fondazione dopo l'aggressione di quattro minorenni ad un anziano, filmata con il cellulare e condivisa sui social. "Più che la cattiveria del gesto quello che spaventa è il deserto umano e morale di questi ragazzi. Nessuna paternale e nessuna punizione. Solo due mesi a contatto con la realtà, in alcuni dei suoi aspetti più problematici. È il modo migliore per imparare a rispettare gli altri e in fondo anche se stessi"

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Una camera del centro "Gli Alberi" della Fondazione Turati, a Gavinana

Sull’episodio di Casalguidi, nel quale quattro minorenni hanno fatto cadere una persona anziana e l’hanno filmata a terra, pubblichiamo volentieri questa riflessione che giunge dalla Fondazione Turati. 

 

“Ha suscitato scalpore, e non poteva essere altrimenti,  la “bravata” di quattro minorenni che, a Casalguidi nei giorni scorsi, hanno fatto cadere una persona anziana e disabile togliendogli il bastone con cui si aiutava per camminare. Non contenti del gesto, hanno filmato l’episodio e l’hanno messo sui social. Così, per divertirsi, farsi quattro risate e, perché no, dimostrare ad amici e coetanei quanto erano stati bravi e, chissà, spiritosi. Il video, diventato subito virale ha scatenato una ridda di critiche e commenti. Minimo comune denominatore la richiesta di una punizione esemplare.

Più che la cattiveria del gesto quello che spaventa è il deserto umano e morale di questi ragazzi che non hanno nessuna giustificazione: né la giovane età, né eventuali situazioni familiari disagiate. Un deserto umano che, purtroppo, non è un’eccezione. Tanti, troppi giovani oggi vivono in una realtà virtuale in cui non esistono le difficoltà, il dolore, la sofferenza, la morte. Tutto è vissuto come in un videogioco in cui si cade, si muore, ci si rialza.

Questi ragazzi, più che di punizioni esemplari, che spesso lasciano il tempo che trovano, quando addirittura non sono controproducenti, hanno bisogno di un bagno di realtà. Non sappiamo se, una volta individuati, verranno processati e subiranno una punizione, a termini di legge. Noi, come Fondazione Turati, avanziamo una proposta. Una volta finita la scuola, durante i mesi estivi, gli offriamo uno stage presso le nostre Residenze per anziani, disabili, presso i nostri reparti per persone affette da Alzheimer o che si trovano in coma.

Nessuna paternale e nessuna punizione. Solo due mesi a contatto con la realtà, in alcuni dei suoi aspetti più problematici. È il modo migliore per imparare a rispettare gli altri e in fondo anche se stessi”.

Fondazione Turati


La Redazione

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