La Politica, Pistoia  |  gennaio 24, 2018

Alle elezioni politiche ci sarà anche il Partito della Bugia…

Ennesima burla dell'"Accademia" de Le Piastre. Il simbolo raffigura Pinocchio che con il lungo naso sostiene il tricolore. Presto la presentazione dei candidati e del programma. “Siamo l'unica forza davvero trasversale”. Scelto lo slogan:“Noi lo diciamo prima”. Sottinteso “che sono bugie”

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LE PIASTRE (PISTOIA) – Sulle schede che gli elettori troveranno ai seggi il 4 marzo prossimo ci sarà un nuovo simbolo, quello del PDB, il Partito della Bugia, che fa il suo ingresso in politica. Il logo è già stato accettato dal Viminale. E’ ovviamente una burla, quelle per le quali i piastresi sono ormai famosi in tutta Italia e anche oltre. L’Accademia della Bugia de Le Piastre, infatti, informa che ha presentato ufficialmente oggi il nuovo simbolo, “un Pinocchio il cui naso sostiene il tricolore, una scelta che ben sintetizza l’immagine che molti italiani hanno del loro Paese e soprattutto dei partiti politici”.

«Diffidate quindi delle imitazioni – ammonisce l’Accademia – e scegliete noi, che siamo bugiardi ma sinceri, tanto che lo slogan che abbiamo scelto è ‘Noi ve lo diciamo prima’. Sottinteso: che le nostre promesse sono bugie. Gli altri non hanno il nostro coraggio e siamo sicuri che gli elettori per questa qualità ci premieranno nel segreto dell’urna. Quindi puntiamo decisamente a costituire il quarto polo, quello che si basa su di noi che siamo una forza davvero trasversale».

“Lunedì 29 gennaio saranno presentati anche i candidati del PDB per i quali si stanno svolgendo le bugiardarie, che si concluderanno sabato 27 – speigano ancora dall’Accademia della Bugia -. Per candidarsi basta inviare una email al nostro indirizzo [email protected] . Poi ci sarà da scendere in campo armati di zappa e vanga, per coltivare la campagna elettorale”.

I “bugiardi” stanno anche lavorando al programma, “che la prossima settimana sarà illustrato a Porta a Porta con lavagna, pennarello e un plastico del Belpaese. No all’euro e anche al ritorno alla lira: meglio il baratto. Disincentivare l’immigrazione dal sud, favorirla dal nord. No alle tasse sulle case, sì alle case per i tassi. Basta con il ponte sullo stretto: noi pensiamo in grande e lo faremo da Milano a Reggio Calabria. Liberatevi dall’assillo del lavoro a tutti i costi: daremo una pensione di cittadinanza anche a chi non fa nulla per scelta”.


La Redazione

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