Ambiente  |  agosto 15, 2017

I grandi progetti? Persi per strada. Via Modenese assediata dal traffico e dall’incuria

La regionale 66 specchio della situazione infrastrutturale in montagna: i collegamenti stradali sono un disastro. Il frutto di anni di promesse faraoniche mai mantenute e pochi interventi. Come già evidenziavamo in un articolo-racconto di un anno fa (che riproponiamo in coda a questo). La manutenzione ridotta ai minimi termini, la circolazione sempre più congestionata, il passaggio di mezzi pesanti ormai insopportabile

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MONTAGNA PISTOIESE – Gli esempi di inconsistenza e di approssimazione con cui sono gestite le strutture e le infrastrutture nella nostra montagna sono innumerevoli; ma ce n’è uno che vale per tutti e che ne rappresenta il paradigma, la Strada Regionale n° 66, quella che arriva fino alla Lima e poi, trasformandosi in strada statale 12, porta all’Abetone e che attraversa molti dei paesi più popolosi delle zone montane.

Previsioni faraoniche, risultati zero

In decine e decine di anni, politici, amministratori e associazioni di categoria hanno fatto esercizi di faraonismo verbale, proponendo varianti, tunnel, scambi strada-rotaia ed altre soluzioni ingegneristiche per alleggerire il traffico e per evitare i disagi alla popolazione residente nei vari paesi.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: si può ben dire che “Le montagne hanno partorito un topolino”: qua e là qualche toppa o pochi tratti ribitumati – un intervento più sostanziale sopra il paese di Piazza, che a distanza di pochi mesi si è rivelato inutile, perché il piano stradale appena rifatto ha ceduto di almeno 60 centimetri – il traffico si incrementa ogni giorno e i mezzi pesanti fanno vibrare pericolosamente ponti e abitazioni, oltre che creare ostacoli al normale flusso delle auto. E ancora le erbacce, gli arbusti e i ricacci delle casce occupano ormai le cunette e l’autunno si avvicina, insieme col maltempo.

Strade minori nelle stesse condizioni

Non va meglio in tutto il reticolo di strade minori: quella che conduce dalle Piastre a Prunetta presenta corrugamenti e sbalzi ormai “storici” e la strada che da Castello di Cireglio conduce a Gello è ormai così invasa dalla vegetazione che è difficile anche vedere le curve. E che dire del tratto lungo il fiume Reno che dalle Piastre raggiunge Pontepetri? Sono solo alcuni esempi della scarsa considerazione, anche culturale, in cui è caduta la nostra montagna, complici anche i campanilismi e i settarismi di vario tipo che hanno impedito la forte e univoca richiesta di una rinascita dei nostri territori.

Altre montagne, altre condizioni

Proprio in questi giorni mi è capitata sotto mano una guida alle vacanze in alcune valli sud tirolesi: un esempio di interrelazione di aziende e di amministrazioni locali, una rete di propositi e di interessi volti alla promozione turistica e culturale di un’unica, vasta area.

Qui da noi è un continuo conflitto di competenze fra enti su tutto, su strade, fossi, fiumi ecc. ed il risultato è la paralisi. Come diciamo da tempo, manca una visione d’insieme, una regìa, una “volontà politica” (ma dietro questa espressione c’è spesso ben altro..), anche una sensibilità comune tra i montanini, ancora legati a campanili anacronistici.

Allora, come si fa a spiegare a tutti (enti, politici e cittadini comuni) che il tempo dei Guelfi e dei Ghibellini appartiene ad un passato lontano e che il futuro è fatto di una rete di intenti e di progetti comuni?

Alcune immagini

traffico cireglio 2  traffico cireglio 1

via modenese bus via modenese curva 2 via modenese il reno

Un anno fa scrivevamo…

La dura vita lungo via Modenese, una strada non più al passo coi tempi


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle scuole superiori pistoiesi. Ora è impegnato nella promozione e nel rilancio del nostro territorio montano come presidente dell'associazione "Amo la montagna", che si è costituita due anni fa e che ha sede a Castello di Cireglio. Da 25 anni collabora con la rivista "Vita in campagna" del Gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato il libro "Dieci racconti sambucani" ispirati alla vita quotidiana ed alla gente di Sambuca Pistoiese.