Economia, Lettere al Direttore, Sambuca  |  gennaio 11, 2017

“Spetta alla politica creare le condizioni per vivere nelle aree periferiche”

Il consigliere comunale ROBERTO FOSSI riprende l'intervento di SANTE BALLERINI: "D'accordo con le premesse ma le scelte deve farle la politica". Serve "una classe dirigente che progetti un rinnovato sviluppo delle aree marginali". Il ruolo della comunità? "Saper scegliere amministratori capaci". Ed essere consapevoli di un "progetto globale e non locale, che coinvolge la metà dei comuni italiani"

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L'antica Rocca

Continua il dibattito sul ruolo delle aree cosiddette periferiche, e i territori montani in particolari. Dopo l’ultimo intervento del signor Sante Ballerini, riceviamo e pubblichiamo volentieri una riflessione del consigliere comunale di Sambuca Pistoiese, Roberto Fossi.
“Gentile direttore
Le invio, con preghiera di pubblicazione, una breve replica all’intervento di Sante Ballerini, pubblicato sulla sua testata alcune settimane fa e sul quale mi si sollecita una risposta. Sono completamente d’accordo con le proposte specifiche, patrimonio condiviso e che è da tempo alla base del nostro programma, ma non posso condividere la premessa a tali proposte. Parafrasando la metafora di Sante penso invece che “il boccino è nelle mani della politica”. Spettano infatti alla politica la definizione degli atti di indirizzo e programmazione, lo stanziamento delle risorse, le azioni per una fiscalità agevolata, gli interventi per il mantenimento e lo sviluppo di infrastrutture e servizi, insomma tutto ciò che è indispensabile allo sviluppo di un territorio.

Sviluppo a scapito delle aree extra urbane

Negli ultimi 50 anni le scelte della politica sono state indirizzate verso il sostegno ad un modello di urbanizzazione a scapito delle aree interne, favorendo così la migrazione della popolazione verso le città. La crisi economica e la globalizzazione hanno accentuato in questi ultimi anni lo spopolamento dei territori extra-urbani, rendendoli più fragili. Purtroppo è cronaca il drammatico appello delle popolazioni terremotate del centro Italia a che la politica non le abbandoni.

Ribaltare il paradigma

La questione è quindi quella di ribaltare il paradigma che vede la città elemento fondante dello sviluppo nazionale a discapito delle aree periferiche. Insomma, bisogna costruire le condizioni per cui, vivere e lavorare al di fuori degli agglomerati urbani, non sia penalizzante. E questa è questione squisitamente politica! Non si deve, pertanto, disconoscere l’importanza della politica, ma avere la capacità di selezionare una nuova classe dirigente in grado di pensare e progettare un rinnovato sviluppo delle aree marginali. In questo senso l’impegno delle comunità locali è duplice. Il primo è operare per questa selezione partendo dalla scelta dei propri amministratori, scegliendo persone e programmi che perseguano questo obiettivo. Persone che non si limitino ad assistere al progressivo disgregarsi delle proprie comunità. Il secondo è quello di maturare la consapevolezza che si tratta di un progetto globale e non locale, che coinvolge la metà dei comuni italiani. Solo con un’azione collettiva e coesa si può sperare di produrre quel ribaltamento ideologico della politica nazionale che ho richiamato prima.
Quindi “il boccino” è e deve essere nelle mani della politica. La vera questione è scegliere dei giocatori in grado di farci vincere la partita”.

Roberto Fossi
Consigliere comunale Sambuca Pistoiese
Gruppo l’Altra Sambuca


La Redazione

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