Uno sguardo oltre  |  giugno 4, 2016

Quel borgo abbandonato, trasformato in albergo diffuso

Daniele Elow Kihlgren, svedese di origine ma italiano di adozione, nel 1999 acquistò una parte del paese medioevale di Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo. Quando vi capitò trovò molte case diroccate e abbandonate ma con un grande fascino architettonico. Col tempo le ha trasformate in un albergo diffuso costituito da 27 camere e 55 posti letto

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Il mondo è dei sognatori; questo lo conferma tutta la storia dell’umanità. Ma fra i sognatori ci sono almeno due categorie: la prima vede la dimensione onirica come fuga dalla realtà, intesa come prigione dell’io pensante e sentimentale; la seconda invece è altrettanto visionaria, ma per migliorare la realtà,renderla più vivibile in nome di un’umanità giusta, etica e solidale. A questa seconda categoria appartengono uomini illustri del passato, del nostro tempo e anche della nostra montagna.
Dilungarsi in esempi significa dimenticare sempre qualcuno che sarebbe meritevole di menzione; perciò è più opportuno guardare avanti e guardarsi intorno per individuare coraggiosi sognatori che cercano soluzioni allo spopolamento delle zone collinari e montane,in Italia e all’estero.
E’ il caso di Daniele Elow Kihlgren, svedese di origine ma italiano di adozione, che ha acquistato alla fine del secolo scorso una parte del paese medioevale di Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo, per realizzarvi un albergo diffuso. Quando Kihlgren vi capitò nel 1999 trovò molte case diroccate e abbandonate ma con un grande fascino architettonico. Decise così di investire risorse, acquistando le case in pietra e col tempo trasformandole in un albergo diffuso costituito da 27 camere e 55 posti letto.
Tale struttura ospita ad oggi turisti provenienti da tutto il mondo e ha innescato un circolo economico virtuoso in tutta la zona. E’ un esempio questo di come si può far impresa controcorrente, coniugando un’utopia con un’idea imprenditoriale e valorizzando ciò che esiste senza modificare nulla dello splendido patrimonio ambientale che abbiamo in Italia. Ma c’è da chiedersi:quanti imprenditori illuminati e visionari ci sono nella nostra montagna e per la nostra montagna?

La storia di Kihlgren e della trasformazione di Santo Stefano di Sessanio è raccontata in modo esauriente nel video che riproponiamo, tratto da una puntata di qualche tempo fa di Report, la nota trasmissione di Rai3.


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle scuole superiori pistoiesi. Ora è impegnato nella promozione e nel rilancio del nostro territorio montano come presidente dell'associazione "Amo la montagna", che si è costituita due anni fa e che ha sede a Castello di Cireglio. Da 25 anni collabora con la rivista "Vita in campagna" del Gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato il libro "Dieci racconti sambucani" ispirati alla vita quotidiana ed alla gente di Sambuca Pistoiese.