Marliana negli anni '60 attraverso gli occhi di un bambino

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Il racconto di sette anni d’infanzia trascorsi sulla montagna pistoiese. Il senso totale di libertà nelle strade e piazze del paese. La scuola aperta il pomeriggio per giocare all’esterno. Le fiabe sonore e le figurine Panini comprate all’edicola. Il pallone bistondo per divertirsi tutti insieme. E i primi segni di modernità: la conquista della luna vista in tv ma, soprattutto, i ragazzi che da Montecatini venivano con le loro moto Gilera a vedere le minigonne delle marlianesi, o meglio, le loro gambe


Un’estate di visite al sito archeologico Castel di Mura

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Da sabato 22 luglio al 27 di agosto fine settimana di visite all'area, con i volontari dell’associazione Valle Lune e gli archeologi impegnati nelle ricerche. Lo scavo ha già portato alla luce resti dell’insediamento medievale (le mura di cinta con le torrette avanzate, la torre abbattuta, le abitazioni) sulla sommità di Monte Castello (827 m s.l.m.), vicino ai paesi di Spignana e Lizzano Pistoiese, nel Comune di San Marcello Piteglio. Le informazioni utili per chi vuol partecipare agli "open day"

Da Taviano a Nizza, i ricordi d'infanzia di un emigrato

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Henri Barbi ripercorre la sua infanzia e i due mesi estivi trascorsi a Taviano negli anni '60. “A casa nostra era un bel miscuglio linguistico. I nonni parlavano fra loro sambucano, i miei genitori nizzardo o francese”.  Il lungo viaggio in treno dalla Francia alla montagna pistoiese, per raggiungere il paese d’origine. Il profumo di abeti e castagni, il fiume Limentra, l’acqua da bere ogni giorno alla sorgente del Catinino. E ancora il mulino della nonna Vittoria, i giochi con gli amici, le partite di calci al campo sportivo, il bar, la chiesa e l’amatissimo parroco Don Matteo. Poi la fine delle vacanze e il ritorno a casa

Nacque nel 1291: lo statuto della Sambuca uno dei più antichi d’Italia

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Il testo, arrivato a noi riformato nel 1340, ci racconta come doveva essere la vita nella Sambuca del Medioevo. Centrale il rapporto con il paesaggio e il territorio in cui il Comune era inserito. Saltano all’occhio le molte leggi riguardante la cura del bosco, degli alberi da frutto, in particolare dei castagneti. La comunità montana di allora aveva interiorizzato profondamente quali fossero i limiti e i doveri nella gestione del territorio

La storia di Bamba Sowe, un raro esempio di vera integrazione

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E’ un ragazzo del Gambia diventato piastrese a tutti gli effetti. Dalla prigione libica ai barconi sovraffollati allo sbarco a Napoli. Quindi l’arrivo sulla montagna pistoiese nel 2014 dove ha trascorso 4 anni in un albergo adibito a struttura di emergenza. L’affetto del paese e il grande aiuto della Proloco. “Era spaesato, come tutti, e adesso è diventato un punto di riferimento”. Ha preso una partita iva e lavora nel settore boschivo e del giardinaggio. “Le Piastre sono casa mia, voglio vivere qui”

Come un direttore di fabbrica di montagna parlava agli operai

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Nel capitolo "Pregiudizi sociali" del libro scritto da Giuseppe Tigri nel 1870, il discorso del direttore (vero o immaginario?) ha come fine il benessere nelle relazioni tra imprenditore e operaio. Ne emerge un manager illuminato, di altri tempi ma molto attuale, che ha capito che la conflittualità non serve. Contrario allo sciopero come mero mezzo di conflitto e favorevole alla giusta retribuzione e al welfare aziendale. Intuitivo nel capire l'importanza delle macchine nella loro funzione di complementarietà con l'uomo

L'Abate pistoiese Giuseppe Tigri, il lotto e il gioco delle galline

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Nacque a Pistoia nel 1806, sacerdote, fu insegnante alle medie e poi al liceo Forteguerri. Come scrittore si dedicò prevalentemente alla sua città e alle tradizioni popolari. Nel libro "Contro i pregiudizi popolari, le superstizioni, le allucinazioni e le ubbie degli antichi" mostra la sua modernità. I concetti che esprime sono gli stessi di oggi: più istruzione, più cultura, valore della scienza, attenzione alle false immagini di benessere, lotta alla ludopatia

Quando la montagna è ispiratrice

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La poesia di Biagio Falcini dedicata a San Marcello e ispirata alla sua ultima lunga permanenza nell'estate dell'emergenza Covid. Un tributo inconsueto di gratitudine ad un paese di montagna ed ai suoi abitanti, che fa onore a chi lo invia e a chi lo riceve