E’ stata una partita molto appassionante, certamente non adatta ai puristi ma sicuramente perfetta per il palato pistoiese, cioè per quelli come noi che amano la battaglia, l’intensità, la voglia di vincere di un guerriero come Benetti, la difesa arcigna come marchio di fabbrica. Anche il contorno ha certamente aiutato, è sempre un piacere pieno di rispetto autentico quello che senti davanti alla storia della Fossa. Un bello spot per la LegaDue, un incontro di cartello che non ha deluso le attese.
Dopodiché, come sempre, quando perdi di due miseri punticini puoi puntare l’indice su quello che vuoi. La due schiacciate sbagliate? La percentuale dalla lunga? Oppure quella ai liberi? Magari pensi alle due sanguinose perse da Arielito, tu quoque? Oppure ti focalizzi sulla gestione dell’ultimo possesso? Di Ife Ajayi ne vogliamo parlare?
Con ordine, cominciamo col dire che il bicchiere è mezzo pieno. Ha ragione Ciani, delle prime sette partite, tutto sommato, c’è poco da recriminare e, al contrario, è possibile riflettere su alcuni dati interessanti.
Contro due big come Livorno e Bologna abbiamo avuto in mano la palla della vittoria, per dirne una. Certo, abbiamo prodotto due volte un succulento arrosto, peccato. Io che non sono un tecnico, ma anzi sono sempre molto basico, con 15 secondi da giocare mi sarei preoccupato solo di mettere in mano la palla a Caleb, chiedendo agli altri 4 di creare spazio e di aspettare il possibile scarico sull’eventuale aiuto difensivo. Avrei dato, dunque, la benedizione del cavallo di Siena a Walker “vai e torna vincitore” senza aggiungere altro.
Ciani, che a differenza mia è un allenatore serio, ha invece pensato un gioco che, evidentemente, non è venuto nemmeno lontanamente vicino a quanto disegnato sulla lavagnetta. Non credo fosse il nostro play il prescelto, certamente non avrebbe dovuto costruire un tiro del genere. Peccato. Però eravamo lì contro una big, noi che big non lo siamo – meglio di noi, almeno sulla carta, come minimo 5 o 6 squadre – abbiamo fatto una signora partita. La fortuna è mancata, magari ci aiuterà domenica prossima, lo speriamo con particolare enfasi.
C’è poi il dato Bettiol. Come noto per chi ha la pazienza di leggermi dai tempi d’oro, non impazzisco per il giocatore che deve crescere. Sono sempre convinto che la nostra piazza non possa essere lo spazio di crescita di giocatori se poi questi, con alta probabilità, porteranno il proprio innegabile talento a splendere altrove. Ogni riferimento a dinastie di cognomi importanti è, ormai, irrilevante, il concetto di fondo resta a prescindere. Questo, dal mio opinabile punto di vista, vale sempre e per tutti. Qui la LegaDue l’abbiamo vinta con Galanda e Varnado, per capirsi, in altre parole preferisco il giocatore di esperienza al giovane che esploderà. Su Bettiol, tuttavia, probabilmente mi sono sbagliato. Il ragazzo gioca bene ed è un fattore, ha margini di crescita, buon per lui, ma il mattoncino lo porta già ed ha un peso specifico di tutto rispetto. Meglio così.
Ife, tanta croce e poca delizia. Non ha molto senso parlare dei numeri, che pure per uno straniero di LegaDue sono allarmanti, il punto è che, nella sostanza, è impalpabile ed a tratti dannoso. Ciani, giustamente sollecitato sul punto, ha comprensibilmente detto e non detto. Le riflessioni si fanno sempre, parole sue.
Ife, te lo scrivo con tutta la passione ed un rispetto sincero. Siamo pistoiesi, come sai. Come forse non ti è chiaro, ma magari qualcuno in queste ore ti accenna qualcosa, domenica c’è il derby. Vuoi un’occasione per farti perdonare tutto? Non aggiungo altro.
