SERRA PISTOIESE (MARLIANA) – Serra Pistoiese è una frazione del Comune di Marliana e si trova ad una altitudine di 850 metri s.l.m.. L’antico borgo di case in pietra ha una particolarità urbanistica singolare: fu costruito nel Medioevo arroccato su un crinale stretto e lungo. Sulla cresta c’è praticamente posto solo per la strada centrale, longitudinale, e per circa due file laterali di case parallele. In tal modo, la posizione era difendibile con il minimo sforzo dagli attacchi esterni, poiché i due versanti della cresta precipitano, letteralmente, a Sud-Est verso la valle del Torrente Pescioline e a Nord-Ovest verso il Torrente Pescia di Calamecca.
La prima memoria di Serra si ha nel 1040 come raccoforte dei Conti Alberti di Capraia, ceduta poi ai pistoiesi alla fine del XIII secolo.
Il luogo è conosciuto anche come la “montagna morbida” ed è una meta ideale per il turismo lento e il relax immersi nella natura.
Gesta Castrucciane
Nonostante fosse facilmente difendibile, Serra nulla poté contro la potenza del condottiero Castruccio Castracani, noto anche come Signore di Lucca, stratega militare e capo della fazione ghibellina in Toscana. Personaggio leggendario per scaltrezza e ferocia, esercitava il suo potere su un’ampia zona della nostra Regione.
Racconta il Machiavelli ne La vita di Castruccio Castracani: “Era venuto in questo tempo in Italia Federigo di Baviera (Ludovico il Bavaro), re de’ Romani, per prendere la corona dello imperio; il quale Castruccio si fece amico et lo andò a trovare con cinquecento cavagli […]. Fu ricevuto Castruccio da Federico onoratamente et datogli molti privilegi, et lo fece suo luogotenente in Toscana”.
L’episodio risale al 1327. Le cronache raccontano che, passando le truppe imperiali sotto il castello di Serra Pistoiese, accompagnate dall’esercito di Castruccio, alcuni soldati dell’imperatore rapirono una fanciulla. I paesani reagirono violentemente, uccidendo un gran numero di soldati. Castruccio non tollerando che, nei suoi possedimenti, si commettessero simili atti di insubordinazione all’imperatore, come punizione esemplare mise a ferro e fuoco il paese, rase al suolo il castello, fece uccidere tutti gli abitanti e come gesto evidentemente simbolico, fece abbattere la vicina pieve di Furfalo, che con l’andar del tempo si ritrovò isolata nel bosco.
Dopo le devastazioni di Castruccio, a Serra, sulle rovine del castello venne costruita una nuova chiesa, la chiesa di San Leonardo, che assolse, dapprima solo di fatto, poi anche ufficialmente (dal 1651), alle funzioni della pieve abbandonata.
Misteri e Leggende
Oltre alla storia documentata, Serra Pistoiese e i suoi dintorni sono avvolti da un’aura di mistero che affonda le radici nel medioevo.
“Le luci del crinale”. Alcuni racconti locali parlano di avvistamenti di luci misteriose lungo il crinale montuoso durante le notti di tempesta. Gli anziani del borgo collegavano questi fenomeni agli spiriti dei soldati caduti durante le numerose battaglie medievali per il controllo della zona, un tempo confine strategico e conteso.
“La profezia di Castruccio”. Il condottiero Castruccio Castracani è una figura circondata da presagi oscuri. Si dice che la sua ascesa e le sue conquiste cruenti fossero state annunciate da eventi celesti e meteore, interpretati all’epoca come segni demoniaci o maledizioni che avrebbero colpito i luoghi da lui toccati.
“Il passaggio della nave di pietra”. La particolare conformazione del borgo, che poggia su un crinale strettissimo, ha alimentato per secoli l’idea che l’intero abitato nasconda una rete di cavità naturali e sotterranei usati come vie di fuga o depositi segreti durante gli assedi.
“Il Monte Prato Fiorito”. Sebbene ben più distante, la cultura popolare di Serra, è influenzata anche dal Monte Prato Fiorito, conosciuto come il “Monte delle Streghe”. Si narra che le streghe dell’Appennino si riunissero lì, e anche nelle vicinanze di Serra, per i loro sabba (leggendari raduni notturni) e che i fiori rari che sbocciano sulla vetta siano nati dalle loro danze magiche.
“La leggenda del Sasso del Diavolo”. Lungo il sentiero che collega Panicagliora ad Avaglio e Serra, si trova un enorme masso isolato noto come il Sasso del Diavolo. Secondo la tradizione popolare, il Diavolo in persona avrebbe scagliato questo macigno durante una sfida o per rabbia contro la costruzione di un edificio sacro nelle vicinanze.
“Il fantasma della Pievaccia”. Riguardo ai ruderi della Pieve di Furfalo (oggi conosciuta come Pievaccia), i racconti orali parlano di un’atmosfera così densa di storia da suggerire la presenza di antiche entità. Alcuni locali evitano il luogo dopo il tramonto, sostenendo di udire echi di canti gregoriani o il calpestio di cavalli, ricordo delle truppe medievali che un tempo presidiavano l’importante via di comunicazione che passava di lì.
“Gli spiriti del Crinale”. Essendo Serra costruita su un crinale sottilissimo, si narra che il vento forte che soffia tra le case non sia solo un fenomeno atmosferico, ma la voce degli spiriti dei difensori del castello. Questi continuerebbero a vegliare sul borgo, manifestandosi attraverso i fischi improvvisi che si sentono tra i vicoli più stretti durante le notti invernali.
Patate fritte
La vita a Serra Pistoiese è scandita anche da appuntamenti gastronomici che celebrano i prodotti della montagna.
L’evento principale è la Sagra della Patata Fritta, nato nel 1966 per valorizzare la patata locale coltivata in quota. Si svolge solitamente la seconda domenica di settembre e la particolarità è che viene utilizzata una padella gigante di circa 2,5 metri di diametro per friggere centinaia di chili di patate in tempo reale. Durante la Sagra sarà possibile anche gustare i tradizionali necci con la ricotta.
Anche per questo evento esiste una leggenda e una burla.
La leggenda narra che c’era una volta a Serra Pistoiese un tipo di patata così buona che fece innamorare un cuoco. Lui la coprì di sale e la baciò con passione e da allora, il cuoco, innamorato come mai prima, decise di creare una ricetta per conquistare il cuore della gente. E così nacque un piatto così buono che fece piangere gli angeli e ridere i diavoli. Ma la storia non finisce qui…perchè la patata, sentendosi amata da tutti, decise di ricambiare l’amore e gli rivelò il segreto della sua perfezione: “fritta, salata, ma sopratutto servita con amore”. E così, il cuoco continuò a friggere patate con passione e amore e la Sagra della Patata Fritta divenne la festa più attesa dell’anno.
Per quanto riguarda invece la burla si narra, forse si o forse no, che qualche mese prima dell’evento gli organizzatori paesani non sapevano come pubblicizzare questa sagra. Il buontempone di turno durante una riunione interruppe tutti, si alzò in piedi su un tavolo ed esclamò: “Ragazzi ho trovato lo slogan per la nostra festa”. Tutti gli altri si zittirono immediatamente e a bocca aperta aspettarono trepidanti quello che il loro compare stava per dire. “Alla Serra patata gratis per tutti”, “Vi piace?”. Tutti risposero in coro :”Siiiiiiii”.
I montanini, da Marliana all’Abetone, come sappiamo scarpe grosse e cervelli fini, capirono subito il doppiosenso dello slogan, ma quelli della piana pesciatina, montecatinese e sopratutto pistoiese pensarono veramente che alla Serra, il giorno 11 di quel tiepido settembre del 1966, davano la patata gratis.
Nugoli di persone da ogni dove si riversarono nel paese e fra chi aveva capito e chi ancora non gli era chiaro, il successo fu enorme.
Conclusione
Serra Pistoiese è un luogo dove storia, leggenda e gastronomia si incontrano in un abbraccio suggestivo. Dai fasti castrucciani ai misteri che avvolgono questa località, fino alle irresistibili patate fritte, questa terra offre un’esperienza unica. Serra Pistoiese è un posto che va visto e mangiato.
