Uno sguardo oltre  |  febbraio 7, 2026

Come praticare il Niksen sulla Montagna Pistoiese

E' una filosofia olandese dell'arte del "non fare nulla", intesa come l'atto consapevole di oziare senza uno scopo preciso. Una pausa rigenerativa, da non confondere con l'apatia o la pigrizia. Alcuni luoghi “ideali”, dal ponte sospeso a Serra Pistoiese, da Spignana a Pian di Novello, da Popiglio alla ferrovia Porrettana. I turisti olandesi sono fra quelli che più frequentano le nostre terre alte perché ne apprezzano la filosofia di vita: onestà, dignità e un forte legame con le tradizioni

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Tempo di lettura: circa 6 minuti
La Porrettana express

Filosofie di vita nord europee

Nel corso degli ultimi anni ho scritto, anche su questa rivista, sulle diverse filosofie di vita proprie del Nord Europa che possono affiancare, e non certo sostituire, la nostra filosofia di vita montanara. Ho iniziato con la Mysa svedese intesa come arte di creare un’atmosfera accogliente, confortevole e rilassante, passando poi per la Hygge, l’arte danese di creare benessere, intimità e felicità attraverso le piccole gioie quotidiane. Non mi sono sfuggite neppure l’arte del Barefooting (pratica di camminare a piedi nudi nei boschi)  e del Plogging (unione tra trekking e raccolta dei rifiuti nei boschi) e del finlandese Kalsarikannit, forma di self care e di riposo, anche se letteralmente significa ‘ubriacarsi in mutande’.

Oggi scrivo su come praticare la filosofia olandese del Niksen nella nostra cara Montagna Pistoiese.

Il Niksen

Il Niksen è la filosofia olandese dell’arte di “non fare nulla”, intesa come l’atto consapevole di oziare senza uno scopo preciso. Si tratta di prendersi il tempo per non fare nulla di produttivo, senza sensi di colpa, e semplicemente godersi il momento.

É un modo per ricaricare le batterie  e trovare la pace interiore. Questo trend di benessere mira a ridurre lo stress, combattere lo stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale  e stimolare la creatività. Non va confuso con l’apatia o la pigrizia, ma visto come una pausa rigenerativa.

Nasce come risposta all’ossessione per la produttività, aiutando a superare la mentalità del “dover fare” sempre qualcosa. Il Niksen insegna che il tempo non è solo denaro, ma anche uno spazio per sé stessi, fondamentale per il benessere mentale e fisico.

É bene sottolineare che il Niksen non va confuso con la Mindfulness; mentre la meditazione richiede concentrazione sul presente, il Niksen è passivo e permette alla mente di vagare liberamente.

La Montagna Pistoiese, con i suoi borghi silenziosi e i boschi di castagni, faggi e abeti è probabilmente uno dei laboratori naturali migliori per esercitare questa filosofia.

Due accorgimenti da tenere presente sin da subito: 1) Comfort sopra tutto: porta con te una bella coperta e un cuscino. Se hai freddo o sei scomodo la mente non riuscirà a vagare. 2) Niente obiettivi: non scalare vette per fare Niksen in cima. Il Niksen si fa dove ti trovi quando senti il bisogno di fermarti.

Pianifichiamo itinerari rilassanti

Per mantenere fede a questa filosofia ho selezionato alcuni punti di sosta dove lo sforzo fisico è prossimo allo zero, ma il rendimento contemplativo è altissimo.

Ecco dunque alcuni luoghi dove esercitare il Niksen.

Punti  ‘Sforzo zero’

Questi luoghi si raggiungono quasi interamente in auto o con una brevissima passeggiata in piano.

Il Ponte sospeso di San Marcello. Il ponte sospeso delle Ferriere è una passerella pedonale che collega Mammiano Basso e Popiglio. Il ponte offre una vista panoramica sospesa a 36 metri d’altezza ideale per lasciar vagare i pensieri senza uno scopo preciso. La zona è considerata un’oasi di relax nella Montagna Pistoiese, perfetta per sedersi e semplicemente “essere”.

Serra Pistoiese. Un borgo medievale arroccato su un crinale della montagna con una vista incredibile. Le sue stradine in pietra invitano a sedersi su un muretto e a praticare il Niksen e a permettere alla mente di vagare dove vuole. Qua le vedute panoramiche sono uniche.

Spignana. Una piccola frazione vicina a San Marcello, nota per la sua tranquillità assoluta. Ideale per chi vuole guardare il mondo scorrere senza farne parte. La tranquillità della zona l’hanno reso un’ambita meta di villeggiatura, scelta per molto tempo anche da Gino Bartali, e la presenza di numerosi sentieri e camminate nei dintorni lo rendono la destinazione ideale a contatto con la natura. Ma se vogliamo lo ‘sforzo zero’ ricordiamoci di trovare delle panche di legno vicino all’acqua, questo è il punto zero del Niksen, infatti non serve camminare, basta esserci.

Pian di Novello. Nella stupenda faggeta sopra Pian di Novello c’è un percorso ad anello, un itinerario fantastico. É abbastanza lungo ed è ciclabile al 100%, ma per praticare il Niksen non serve la bici; siediti su un ceppo, osserva la geometria dei tronchi e abbandona i tuoi pensieri.

Altri luoghi e modi per praticare il Niksen

Per chi invece vuol muovere le gambe senza però farlo diventare un allenamento, questi percorsi sono ideali.

Il sentiero di Tiziano Terzani. È un’escursione tecnicamente semplicissima, senza difficoltà e adatta veramente a chiunque. I sentieri sono tutti ben segnati, all’interno del bosco e privi di pericoli. È un trekking da fare tutto l’anno, ma decisamente più piacevole in primavera e autunno, quanto il bosco sa regalare le migliori fragranze e i colori più avvolgenti.

Il famoso Albero umanizzato da Terzani si trova su una terrazza naturale, affaccio spettacolare sulla Valle dell’Orsigna; un paesaggio boschivo a perdita d’occhio riempie la vista e l’animo del visitatore. Non sarà difficile trovare gruppi di persone intenti in una lettura di gruppo delle opere dello scrittore, con una certa aura solenne, quasi si trattasse di un rito religioso ancestrale. Il punto finale è un prato dove l’unica attività suggerita è…esistere.

La via del carbone. Un sentiero didattico che attraversa boschi freschi e ombrosi. É molto dolce con pochissimo dislivello. Il punto Niksen: trova una ricostruzione delle carbonaie, c’è un silenzio assorbito dal terreno spugnoso del sottobosco che è terapeutico.

E poi…

Popiglio. In questo borgo della montagna,  dove arte, natura e storia si uniscono, guarda la vita che scorre: un gatto che attraversa la strada, il fumo di un camino, il suono delle campane. Non analizzare, osserva e basta.

Il treno lento. Prendi la ferrovia porrettana. Non leggere, non usare il telefono. Guarda fuori dal finestrino mentre il paesaggio boscoso scorre via.

Mini guida

1) Quando andare: se cerchi il vero vuoto, prediligi i giorni infrasettimanali. Il sabato e la domenica le aree più note perdono quella quiete necessaria al Niksen.

2) Il Kit del Nulla: un telo impermeabile per sederti ovunque senza bagnarti il sedere e una borraccia. Mi raccomando niente smartphone.

3) Un buon piatto tipico?: come no? Puoi continuare la tua pratica di “non fare nulla” anche davanti ad un piatto di tagliatelle ai funghi porcini.

4) Nota bene: il Niksen fallisce se cerchi di trasformarlo in un atto di meditazione rigorosa. Se la mente inizia a pensare alla lista della spesa, lasciala fare. L’importante è non lavorare su quei pensieri.

5) Come praticare il “nulla” senza annoiarsi: il Niksen può sembrare difficile per chi è abituato a correre, però se trovi un punto lungo un torrente ascolta il suono bianco dell’acqua finché non diventa un sottofondo indistinto. Il riflesso degli alberi poi è un ipnotizzatore naturale perfetto per svuotare la mente.  Prova, vedrai che funziona!

Gli olandesi dalle nostre parti

Gli olandesi, seguiti da cittadini britannici e tedeschi, sono i turisti stranieri che più frequentano le nostre terre alte.

E perchè vengono qua? Perchè apprezzano la filosofia di vita della nostra montagna.

La filosofia di vita della montagna pistoiese si fonda su onestà, dignità e un forte legame con le tradizioni, forgiata da una storia di fatiche che insegna a vivere con misura e rispetto per la natura. È una cultura autentica, basata sul silenzio, la solidarietà comunitaria e un profondo attaccamento alle radici.

Ecco i pilastri principali della filosofia di vita dell’Appennino pistoiese:

•     Sincerità e onestà: la montagna è intesa come una “scuola dura ma sincera”, che insegna a non barare con se stessi e con gli altri.

•     Legami con le radici: forte attaccamento alla storia locale, ai valori degli avi e al senso di comunità, che ruota spesso intorno alla vita paesana.

•     Spiritualità e tradizione: una tradizione profondamente radicata che ha prodotto una popolazione dignitosa, retta e rispettosa, con uno spirito comunitario forte.

In sintesi, la vita sulla montagna pistoiese rappresenta un ritorno all’essenziale, e il turista olandese non può trovare luogo migliore dove coniugare il proprio Niksen con l’autenticità delle nostra terra.


La Redazione

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