Ambiente, Pistoia  |  ottobre 7, 2019

Una camminata alla scoperta della “linea Gotica”

Il monumento a Policarpo Petrocchi, a Castel di Cireglio, punto di partenza e arrivo dell'escursione di domenica mattina, 6 ottobre. Prima una visita guidata al paese, poi un'immersione nel bosco, con passaggio alle Fontanelle, un borgo scomparso da tanti anni. La visita alla fattoria Ferrari, fra animali e colture

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CASTEL DI CIREGLIO (PISTOIA) – Una camminata alla scoperta di un borgo della bassa montagna pistoiese e poi una completa immersione nel bosco circostante. Sono gli ingredienti della camminata di ieri, domenica, 6 ottobre, a Castel di Cireglio e dintorni. La partenza era fissata alle 9,30 davanti al monumento di Policarpo Petrocchi, un personaggio famoso nel mondo della cultura italiana, fondatore dell’associazione “Onore e lavoro” (che ha ristrutturato recentemente il circolo “Il Cantuccio”) e creatore di uno dei primi dizionari della lingua italiana.

 

A sinistra il monumento a Petrocchi, a destra il gruppo davanti alla sua casa natale

La tappa alle Fontanelle

Riuniti tutti i partecipanti ci siamo avviati attraversando il paese di Castello e passando per la piazza principale, la casa natale del Petrocchi e il campanile senza chiesa, dove le campane venivano suonate per cacciare le tempeste. Proseguiamo per il vecchio borgo delle Fontanelle (distrutto totalmente durante la guerra). Lì abbiamo conosciuto bellissimi cavalli, una ciuchina di nome Ernesta, oche e tutta la splendida fattoria Ferrari, con Maurizio che ci faceva da cicerone.

Il giro ad anello lungo la linea Gotica

Continuiamo il giro ad anello tra appostamenti della linea gotica, castagni e segni di un tempo passato. Ci siamo immaginati i soldati appostati, il territorio intorno senza boschi, i terrazzamenti coltivati a frumento e patate (di cui si vedono tutt’oggi le tracce). Per finire, abbiamo visitato la chiesetta senza campanile dedicata a San Rocco e risalente al 1700.

Un’emozione collettiva

 

Una splendida mattina all’aria aperta e alla scoperta del nostro appennino, dei suoi bei boschi, dei suoi crinali e borghi, ma anche di qualcosa che, purtroppo, l’ha toccato in pieno e di cui abbiamo ancora le testimonianze, la seconda guerra mondiale.

Un numeroso gruppo di persone, quasi tutte di provenienza diversa ma con in comune la voglia di scoperta o riscoperta di queste terre meno conosciute e della loro storia. E’ stato emozionante farlo tutti insieme, c’è anche chi ha raccontato la propria di storia, chi aveva vissuto a Castello di Cireglio e si è commosso nel tornarci.

Il servizio fotografico è a cura di Maurizio Pini


La Redazione

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