Personaggi e Interpreti, San Marcello  |  dicembre 24, 2017

Campo Tizzoro, l'”Antologia dei 100 anni” giunta al settimo volume

Uscito il libro “Un paese, un mondo”, nuova fatica editoriale di ROBERTO PRIORESCHI. Oltre cinquecento pagine fitte di cartoline, foto, schemi, riscoperte, commenti e contributi di scrittori, giornalisti ed esperti. Intervista all'autore. “Due riscoperte che considero rare e preziose: un ponte sospeso sul Torrente Maresca, forse il primo costruito in Montagna, e cartoline dei Fratelli Alinari, dedicate alla nostra chiesa e al villaggio”

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I rifugi della Smi a Campo Tizzoro

CAMPO TIZZORO (SAN MARCELLO PITEGLIO) – “Campo Tizzoro, un paese, un mondo” è il titolo dell’ultimo lavoro di Roberto Prioreschi. Sì proprio così, in un minuscolo paese c’è un mondo. Anzi c’è un mondo sotto e sopra: lo stabilimento, gli insediamenti abitativi, i rifugi sotterranei realizzati dalla SMI a Campo Tizzoro. Sembra incredibile, ma è “il mondo” che l’autore si è impegnato a dimostrare e a far conoscere nel settimo libro della sua Antologia dei 100 anni. È il 21 dicembre 2017, il solstizio d’inverno, ovvero il giorno più breve dell’anno ed ecco che puntualmente, come per i precedenti sei volumi pubblicati da Prioreschi, il libro è nelle librerie, nelle edicole ed in molti altri punti di vendita. Oltre cinquecento pagine fitte di cartoline, foto, schemi, riscoperte, didascalie, commenti e contributi di scrittori, giornalisti ed esperti, arricchiscono un volume che è un vero piacere sfogliare e leggere. Vi troviamo tanti ricordi, innumerevoli immagini di un periodo che potremmo definire di maggiore vitalità della Montagna Pistoiese. Vi troviamo anche scienza, tecnica, tecnologia, ma anche famosi artisti. Tutto questo merita un approfondimento con l’autore col quale usando confidenzialmente il “tu” evitiamo un “lei” appartenente ad uno schema formale.

Architetto anche questa volta sei giunto al termine di un lavoro che mi pare prezioso e ben riuscito. Cosa ti ha ispirato?

“Una gita fatta nel 1997 a Campo Tizzoro, insieme a mia moglie, allo studioso Riccardo Talini e altre trenta persone che presero parte ad un giro dedicato alla scoperta di Campo Tizzoro, paese dove c’è moltissimo da far vedere. Nell’occasione regalai ai presenti un volumetto che avevo intitolato ‘Una domenica … a Campo Tizzoro …”’, quasi una provocazione che però ebbe un ottimo successo”

Qual è, in sintesi, il contenuto delle cinquecento pagine del libro?

“La risposta è nel sottotitolo: un mondo. Basti pensare a cosa gli Orlando sono riusciti a fare. Luigi Orlando realizza lo stabilimento e suo figlio, Salvatore, realizza straordinarie opere sociali”.

Ce ne vuoi parlare?

“Le abitazioni per le maestranze, la farmacia con annesso ambulatorio, la scuola elementare e l’asilo che unisce fra loro con un tunnel sotterraneo per evitare ai bambini di attraversare la soprastante strada, la statale 66. Realizza impianti sportivi come il tennis, il pattinaggio, il bocciodromo. Poi la mensa e la dispensa, infine nel 1940 la chiesa”.

D’accordo, ma si capisce che tutto era anche dovuto alla fabbrica da far funzionare.

“Certo, ma c’era molta attenzione. Basti guardare alla qualità dell’abitare. Non solo sono stati realizzati dalla società gli appartamenti per le famiglie degli operai, ma anche l’orto e il giardino, la cantina o la legnaia. Inoltre molti fabbricati godono di adeguati spazi fra un’abitazione e l’altra. Per on parlare del Villaggio Salvatore Orlando o delle ‘Case Svizzere’ che sono pregevoli realizzazioni anche da un punto di vista urbanistico. Oggi molto spesso si son costruite intere periferie prive di servizi”.

Oltre tutto questo che cosa troviamo di insolito nel libro?

“Due riscoperte davvero che considero rare e preziose: un ponte sospeso sul Torrente Maresca, forse il primo costruito in Montagna e cartoline dei Fratelli Alinari, dedicate alla nostra chiesa e al villaggio di Campo Tizzoro che sono documenti rilevanti. Per questo ringrazio i collezionisti Stefano Bargellini, Roberto Andrea Papini, Romano Manzani, Adriano Lori, Adolfo Tabanelli, ma anche altri privati che mi hanno messo a disposizione molto materiale documentario”.

Vedo che le cose da dire sarebbero moltissime altre

“È così. Avrei molte altre cose da far conoscere e molte altre ancora ce ne sarebbero se si potesse accedere agli archivi comunali e a quelli della società SMI. Ci sono moltissime cose ancora da conoscere, recuperare e da valorizzare. Ne riparleremo”.

Alcune immagini del libro

(cliccare sulle foto per ingrandirle)

Dall’alto in basso, in senso orario: il Carnevale, Gloria Cristian in mezzo ai bambini, il paese con la chiesa sullo sfondo (Foto Alinari) e il ponte sospeso


La Redazione

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